INNO A SELENE

Muse dal dolce canto, figlie di Zeus Cronide, esperte
di canzoni, celebrate Selene dalle ampie ali:
dal suo capo immortale un chiarore si diffonde nel cielo
e avvolge la terra, e una grande bellezza si mostra
quando risplende la sua luce; la sua corona d’oro
illumina l’aria oscura, e i suoi raggi rifulgono
quando la chiara Selene, lavato il bel corpo
nell’oceano e indossate vesti sfavillanti,
aggioga i puledri lucenti dal collo robusto e rapidamente
sospinge in avanti i cavalli dalla bella criniera,
al tramonto, a mezzo del mese; poi il gran ciclo si compie,
e i raggi della luna che cresce scendono più luminosi
dal cielo: allora essa è per i mortali segno e presagio.
Con lei una volta il Cronide s’unì in amore nel letto,
ed essa concepì e diede alla luce una figlia, Pandia,
che ha singolare bellezza fra gli dèi immortali.
Salve, signora, dea dalle bianche braccia, chiara Selene,
ricciuta e benigna; cominciando da te, canterò
le gesta dei semidèi, di cui gli aedi, servi delle Muse,
raccontano le imprese con la loro amabile voce.
Sia una notte speciale per tutti voi.
Con queste parole, lette e ascoltate contemporaneamente in tutti i licei classici d’Italia, si è conclusa la quarta edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico.
Le aule del Liceo Classico Umberto I di Ragusa, si sono trasformate in laboratori ricchi di energia e passione.
Soddisfatta dell’esito finale dell’evento la dirigente scolastica Nunziata Barone:
“È un momento in cui si dimostrano le capacità acquisite dagli alunni non solo tra i banchi di scuola. Si tratta delle loro passioni personali. Questo ci mette in condizione di dare un’idea molto ampia di quello che sono i ragazzi del liceo classico: non solo studiosi dei classici, ma anche appassionati della modernità”.
L’evento, infatti, è stato un viaggio tra le passioni dei ragazzi che, nella loro varietà, hanno formato un connubio perfetto di ambizione e impegno. La serata è stata un viaggio che dall’antichità ci ha portati a riflettere sull’oggi.
Fonte d’ispirazione per la serata è stata la messa in scena dell’Odissea da parte del gruppo teatrale scolastico.
Raffaele Nicosia (Ulisse), Lorenzo Bertolone (l’aedo), Beatrice Perlini (Penelope), Marianna Occhipinti (Calipso), Beatrice Bracchitta (Nausica ), Davide Cavallo (Telemaco), Elisabetta Lemoli, Carla Iacono, Nicoletta Schembari, Francesca Giglio (le sirene), il coro guidato da Giovanni Accardi, ci hanno fatto rivivere il viaggio universale di Ulisse, declinato in modalità differenti nelle varie aule.
“Per trovare una terra ferma bisogna mettersi per mare, realtà che ci accompagna dai tempi di Ulisse” ha commentato il professore G. Accardi.
È proprio il mare l’elemento che ha fatto da collante per le nostre attività, alcune delle quali sono state organizzate con collaboratori esterni.
È il caso dell’aula “Odissee Contemporanee- Diritti Umani “, un’aula in cui è stato reso ancora più evidente il legame inscindibile tra passato e presente, un esempio di come la storia si ripete.
L’aula ha accolto dei richiedenti asilo di un Centro d’accoglienza di Ragusa Ibla, i quali hanno ripercorso le loro odissee personali: prima il pericolo che li ha spinti ad abbandonare la loro terra, poi l’ignoto del viaggio, la prigionia disumana in Libia, il pericolo del mare e l’arrivo in Italia.
“Sono loro gli Ulisse dei nostri tempi”, ha sottolineato la professoressa G. Gurrieri, che ha coordinato l’attività insieme a un gruppo di ragazze del liceo e al professore M. Tamburino.
L’attività è iniziata con un canto di libertà afroamericano, “Freedom”:
” Oh freedom over me,
Over me.
And before I be a slave
I’ll be buried in my grave.
And go home to my Lord and be free,
and be free.”
Odissea anche nell’aula Cinema, in cui è stato proiettato il film “L’ odissea- le avventure di Ulisse”.
In continuità con il tema della serata, l’aula di Astronomia e Navigazione ha riscosso grande successo da parte dei presenti.
Tutto é partito da un’idea di Lorenzo Bertolone, Davide Cataudella e Chiara Occhipinti, particolarmente soddisfatti dell’attività e del riscontro avuto da parte dei presenti:
“L’aula offriva la possibilità a tutti i presenti di rivivere l’esperienza vera di una navigazione antica e di utilizzare la volta celeste per condurre il viaggio.
L’aula si è avvalsa dell’utilizzo di sistemi di proiezione video e diffusione audio per simulare la navigazione e la volta celeste; durante la simulazione veniva chiesto ai presenti di indicare la rotta più corretta da seguire per giungere alle colonne d’Ercole (odierno stretto di Gibilterra), sfruttando antiche cartine astronomiche ricostruite.
L’idea di proporre una vera esperienza e non una semplice lezione, è nata durante una riunione organizzativa dell’evento, nella quale abbiamo cercato i metodi più efficaci per rendere l’esperienza della Notte Nazionale interattiva e coinvolgente. Doveroso citare l’artista Simone Campo, che ha contribuito alla realizzazione dell’aula fornendo la prua dell’imbarcazione, e un ringraziamento speciale va a tutti i ragazzi che hanno contribuito alla costruzione ed alla fruizione dell’aula”.
Ispirata al mare anche l’aula di fotografia, in cui è stata riprodotta l’atmosfera di una camera di sviluppo fotografico. Le foto esposte raffiguravano il mare e il paesaggio ragusano. Una sezione è stata dedicata alla legalità, con foto che ritraevano personaggi simbolo della lotta alla mafia, come Peppino Impastato, Giovanni Spampinato, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Pippo Fava e Libero Grassi.
Il mare protagonista anche dell’aula di scrittura creativa. L’aula, ricca di citazioni celebri di scrittori provenienti da tutto il mondo e con estratti di libri connessi alla tematica della serata, come Oceano mare di Alessandro Baricco, ha ospitato Michele Arezzo, il quale si è focalizzato sull’importanza della narrazione ai nostri giorni e sull’impellente bisogno di raccontare e di raccontarsi.
Un’ulteriore spunto letterario è stato offerto dall’aula di letteratura, coordinata dalla professoressa G. Mandarà. È stata analizzata la figura di Ulisse in Dante, Pascoli, Saba, Pavese, Kavafis e Joyce.
Non è mancato l’aspetto scientifico, a cui si è dedicata l’aula di scienze con un approfondimento, supportato da presentazione PowerPoint, delle caratteristiche del mare.
Particolarmente dinamica l’aula d’arte: è stata data la possibilità ai presenti di esprimere liberamente la loro creatività con pennelli e colori.
Ad arricchire la serata anche numerosi ospiti esterni: L‘aula scozzese ha ospitato Marcello Difranco , che ha ci ha offerto un viaggio nel mondo celtico, tra storia, musica e cultura.
Una serata ricca di attività, che hanno dato prova della dinamicità di una scuola in cui si studia il passato proprio per non sottovalutare il presente.
A tal proposito è stato molto importante il dibattito coordinato dal professore G. Accardi, sul tema “tra classicità e impegno civile”, durante il quale gli ospiti – La dott.ssa M. Monego, Sostituto Procuratore presso la Repubblica di Ragusa; la Dott.ssa M.R. Busacca, Mediatrice linguistico-culturale della Caritas di Ragusa; Gabriele Iurato, ex studente del liceo classico e laureando in medicina- si sono confrontati e hanno riflettuto sull’importanza dei classici e sulla loro attualità, toccando tematiche socialmente importanti, come la migrazione e l’integrazione.
A rendere la serata più piacevole sono stati i contributi musicali – tra un’attiva e un’altra è stato possibile assistere alle esibizioni di canto di Sarah Gharsallah, Nicoletta Gambuzza, Sofia Di Salvo, della band “Prank System” e di Salvatore Garofalo- e “A tavola con i greci”, una degustazione di cibi che hanno rievocato i gusti culinari del mondo greco.
È stata una serata straordinaria, che ha catapultato i presenti in un viaggio temporale tra il passato e il presente, attraverso la varietà degli interessi e dei talenti di ognuno.
È doveroso ringraziare i professori del gruppo orientamento, che hanno coordinato l’intera serata e hanno seguito tutti i preparativi, e gli sponsor, il cui contributo è stato fondamentale per la realizzazione dell’evento.
Ones Farhat

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