1ª Assemblea Congressuale di LegaCoop Sicilia, a Comiso

“Cambiare la Sicilia cooperando”. Riflettori puntati su lavoro, sostenibilità, legalità, innovazione e welfare.
E’ questo il tema della prima assemblea congressuale territoriale Legacoop Sud Sicilia, che comprende le province di Ragusa, Siracusa e Caltanissetta, in programma venerdì 15 marzo, a partire dalle 15,30, nella sala assemblee del Caec di via Di Giacomo 36 a Comiso.
Un appuntamento che proietta la realtà territoriale del Sud Est siciliano verso il 40esimo congresso nazionale Legacoop.
Sarà l’occasione per fare il punto sulle novità che riguardano da vicino il mondo della cooperazione e sugli interventi che è necessario effettuare per rendere questo mondo più aderente alle problematiche dello sviluppo che si riscontrano periodicamente.
Nell’area del Sud Sicilia, risultano al momento 320 le cooperative iscritte a Legacoop operanti.
In particolare, sono 172 quelle attive sul territorio della provincia di Ragusa.
La preponderanza, nell’area del Sud Sicilia, riguarda le cooperative edilizie che risultano essere 98, 59 in provincia di Ragusa. Seguite da quelle che si occupano di produzione e lavoro (69 nell’area, 17 in provincia di Ragusa) e da quelle che invece agiscono nel sociale (56 in tutta l’area di cui 39 solo sul territorio ibleo).
Altri dati sono quelli concernenti l’agricoltura (47 le coop nell’area, 28 sul territorio ibleo) e i servizi (42 nel Sud Sicilia e 25 in provincia di Ragusa).
“L’appuntamento di venerdì – dice Pino Occhipinti, presidente di Legacoop Sud Sicilia – diventerà l’occasione per confrontarci sulle criticità esistenti e un modo per verificare come cercare di sanarle.
Tutta l’economia in Sicilia, ma direi nel Mezzogiorno d’Italia, sta attraversando un momento complesso. Attraverso la cooperazione, è possibile individuare delle dinamiche che ci consentano di superare questa fase di stallo, a patto di potere contare sulla sinergia di tutti i soggetti interessati a portare avanti questo percorso, a cominciare dagli enti locali territoriali”.

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