I 5 Stelle che per cinque anni hanno chiuso le porte in faccia alle minoranze, ora, pretendono rispetto

Fra gli atti di indirizzo originati dagli emendamenti al bilancio di previsione 2018 del Comune di Ragusa, uno, in particolare, ha provocato polemiche in aula e lascia una scia di forte contrapposizione fra maggioranza e opposizione in Consiglio Comunale.
L’atto, firmato dai consiglieri 5 Stelle, e dai democratici D’Asta e Chiavola, proponeva una estensione del protocollo esistente fra Comune e Diocesi per una maggiore fruibilità del patrimonio artistico architettonico della città, attraverso l’istituzione di un orario continuato, per l’apertura delle chiese, in alta stagione, e l’aumento dei siti da visitare, con l’aggiunta del Museo del Duomo, del campanile della Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio e di altre chiese minori.
L’atto di indirizzo conteneva l’anomalia della richiesta di impegno per una somma, particolare che ha dato lo spunto per la mancata approvazione che ha suscitato, poi, le polemiche.
Condivisibile l’idea di ampliare il protocollo con la Diocesi, per quanto l’iniziativa necessita di essere integrata in un piano di politiche turistiche e di marketing territoriale che ancora, purtroppo, non esiste.
Al di là della grave lacuna di un assessorato che sembra non avere messo mano al tema turismo, di fondamentale importanza per il territorio comunale, sembra opportuno attendere, comunque, le linee ispiratrici delle politiche di settore per avanzare proposte e iniziative.
Per il turismo, da sempre, si è dato troppo spazio ad interventi provenienti dalle parti più disparate: politici, impiegati dell’ufficio turismo, organizzazioni di settore, rappresentanti della ristorazione, addetti ai lavori, associazioni, che senza titoli e competenze validate hanno lanciato proposte di ogni tipo, tutte con pretesa di autorevolezza e affidabilità incondizionate.
Si decide di privilegiare il Castello di Donnafugata al sito UNESCO, si lavora per promuovere il patrimonio naturalistico ambientale piuttosto che quello artistico architettonico, si tende ad incentivare il turismo rurale piuttosto che quello rivolto alla ricchezza maggiore del territorio, il mare.
Al riguardo, è indispensabile chiarire, al più presto, la situazione del vertice dell’assessorato al turismo che vede la presenza di un esperto, di indiscussa competenza, le cui funzioni sono ancora non ben delineate, perché, d’ora in poi, non sarà possibile sfornare solo parole, occorre agire e prendersi le responsabilità del settore in maniera non soggetta ad equivoci.
Si vive ancora sulla scia e sulla eredità della passata amministrazione, ci sono comparti come quello del Castello di Donnafugata, che attende una nuova e ancor più qualificata direzione, per il Museo, per il Parco, per i saloni e la loro fruibilità, serve un delegato per ibla per le questioni turistiche e relative alle manifestazioni nel contesto della valorizzazione del riconoscimento UNESCO, si deve capire se il turismo è parte fondamentale dello sviluppo economico della città del quale sembra che si sia dimenticata la fondamentale esigenza.
Sulla mancata approvazione il gruppo 5 Stelle ha diffuso un comunicato di formale protesta che presenta aspetti, secondo noi, meritevoli di una analisi attenta.
Perché ci sono, nel comunicato, considerazioni che lasciano basiti per l’assurdità delle tesi propugnate, tesi che, inevitabilmente, coinvolgono l’elettorato della città e meritano, quindi di essere analizzate e sottoposte al vaglio dell’opinione pubblica.
C’è un passo del comunicato che recita: “La maggioranza, che a stento riesce ad esprimere sé stessa, anche per la scarsa rappresentatività sul territorio, abbia rispetto di chi ha ricevuto un largo consenso popolare, benché minoranza, e che, quando avanza proposte, lo fa a nome della stragrande maggioranza dei cittadini ragusani.”, passo che era preceduto, nel titolo, dall’accusa che i componenti della maggioranza consiliare, del gruppo PeppeCassìSindaco, farebbero prevalere la “fredda logica dei numeri”
Non è storia nuova, già di recente, altri esponenti del Movimento 5 Stelle di Ragusa, a suo tempo candidati ma non eletti, quindi, secondo le rigide regole dei 5 Stelle, non autorizzati a parlare in nome e conto del Movimento, ci hanno attaccato sui social, con insulti di vario tipo, per i contenuti di qualche nostro articolo.
Fra questi trombati non eccellenti, quello di un funambolo della comunicazione sui social, attivissimo in campagna elettorale senza arrivare nemmeno a conquistare l’obiettivo di essere fra i 15 consiglieri che sarebbero stati proclamati in caso di vittoria del candidato 5 Stelle, che aveva già sollevato la stessa questione quando il sottoscritto, in articolo, aveva considerato l’opportunità che la maggioranza ignorasse certa opposizione.
Il grillino, persona solitamente affabile in privato, si trasforma, come accade a molti 5 Stelle, e scivola su affermazioni di fondo che ci permettiamo di contestare nella sostanza, non tanto come operatori dell’informazione quanto come cittadini elettori.
Il commentatore esigeva rispetto per gli 11.930 elettori del Movimento 5 Stelle (quelli del candidato sindaco Tringali).
Ora il gruppo consiliare parla di “chi ha ricevuto un largo consenso popolare”, e fino a qua ci siamo, ma aggiunge che rappresenta la stragrande maggioranza dei cittadini.

A questo punto è opportuno puntualizzare che il Movimento 5 Stelle ha riportato, come lista, solo 6.249 voti, Il candidato Tringali, al primo turno, ne ha ottenuto 7.942. A questi voti possono fare riferimento i 5 consiglieri eletti.

Sempre tenendo conto il grande seguito personale di Tringali, formato dagli ambienti a lui vicini, noti a tutti, i 12.000 voti riportati al ballottaggio, e più esattamente i 4.000 in più dal primo turno, sono di parti e di personaggi politici noti a tutti. Non è che i 5 Stelle siano aumentati a distanza di 15 giorni, il che, in ogni caso, avrebbe posto problemi di ordine interno al Movimento.
Anzi, c’è da dire, autorevoli fonti interne al Movimento hanno assicurato che, al ballottaggio, qualche voto per Tringali è venuto meno, e da porzioni del partito ben identificate.
Era palese, e dichiaratamente discusso, che Tringali godeva di un consenso diffuso più all’esterno che all’interno del Movimento.

Quanto allo scandalo suscitato circa la sostenuta opportunità di ignorare i 5 Stelle, e in riferimento alla pretesa di rispetto, come minoranza, del gruppo 5 Stelle al Comune di Ragusa, è doveroso ricordare che, nella passata consiliatura, e i consiglieri Tringali e Federico ne sono testimoni, i consiglieri eletti del Movimento 5 Stelle rappresentavano appena 3.411 elettori, il 9,62 % dei voti destinati alle coalizioni e alle liste.
Questa minoranza, diventata maggioranza, in maniera del tutto legittima, per il regalo del candidato sconfitto al ballottaggio e del suo mentore politico, ignorò per cinque anni di fila tutti i consiglieri di opposizione, le minoranze che, in forme diverse, erano coalizzate contro i 5 Stelle e rappresentavano 32.000 elettori, il restante 90, 38 % dei votanti per le coalizioni.
Basta solo questo, che può essere suffragato dai fatti e dalle registrazioni, non solo per considerare possibile, se non doveroso, che la maggioranza del gruppo PeppeCassìSindaco ignori 6.200 elettori e possa non tenere in grande conto le proposte dei 5 Stelle.

Ancora una volta, i 5 Stelle vogliono fuorviare la realtà, facendo finta di non conoscere quanto accaduto con la precedente amministrazione e con la maggioranza che la sosteneva, e sono altresì incuranti del fatto che ci può essere qualcuno che non è disposto a dimenticare e a tollerare lo stravolgimento della realtà, mentre si continua a pretendere cose che i 5 Stelle, nella passata consiliatura, nemmeno prendevano in considerazione.
Non si comprende perché, in passato, doveva e poteva prevalere la “fredda logica dei numeri” e oggi questo non può accadere.

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