A 23 anni dal riconoscimento DOP, si tenta di rilanciare il Ragusano con il contributo del Comune di Ragusa

Una storia lunga, quella del formaggio ragusano, una volta comunemente chiamato caciocavallo, che, dal 1996. anno del riconoscimento DOP, tenta di conquistare i mercati come meriterebbe la sua qualità.
Con la modifica recente del disciplinare, e l’autorizzazione alla vendita porzionata e del grattugiato, si coglie l’occasione per una campagna di rilancio dell’immagine e di conquista di mercati più ampi, in sede nazionale, con un occhio alla grande distribuzione.
Purtroppo, si è perso molto tempo, anche nei supermercati locali il prodotto di eccellenza stenta a essere riconosciuto e richiesto, il Consorzio tenta una campagna di informazione per incentivare le vendite, e chiede il supporto del Comune di Ragusa che come territorio copre l’80% della produzione del DOP.
Allevatori, produttori e stagionatori che compongono il Consorzio non hanno mai investito cifre adeguate in promozione e pubblicità, lo fanno ora con il supporto del Comune di Ragusa che contribuisce con 20.000 euro su un progetto di 24.000, per una campagna da definire nei particolari.
In conferenza stampa, al Corfilac di Ragusa, dovevano essere presentate le iniziative a sostegno, ma di tutto si è parlato fuorché che dei particolari delle iniziative, perché le stesse sono appunto da definire.
A fare gli onori di casa, il Commissario del Corfilac, dott. Carpenzano, già Direttore dell’Ispettorato Agrario di Ragusa, che ha voluto evidenziare la collaborazione al progetto che serve anche per esplicitare l’importante funzione alla quale è chiamato l’Istituto.
Dopo il saluto del Commissario, è stato il Sindaco Cassì a esaltare l’azione di Carpenzano che, in un momento di incertezza per la governance del Consorzio, tiene ben saldo il timone in attesa di sviluppi positivi che debbono arrivare da Palermo.
Il Ragusano DOP – ha sottolineato Cassì – è un prodotto che si identifica con Ragusa, con il suo territorio, con le sue tradizioni: un dovere essere a fianco del Consorzio di Tutela, ma c’è una azione dell’amministrazione, che ha aderito anche al Distretto Lattiero Caseario, tutta tesa a sostenere questo comparto economico fondamentale del territorio.
Per l’assessore allo sviluppo economico, la dott.ssa Licitra, la presenza delle organizzazioni di categoria, ConfAgricoltura, Coldiretti, del dott. Ignazio Nicastro, rappresentante del Comune nel Corfilac, significano l’importanza della giornata che segna questa importante tappa del ragusano da cui partire per un rilancio definitivo del prodotto di eccellenza.
Il sostegno al ragusano rientra in un più vasto programma dedicato al settore agricolo-zootecnico e agroalimentare, con l’adesione al Distretto Lattiero caseario, al Distretto del Cibo, alla rifunzionalizzazione del Foro Boario, nonché con il sostegno alla valorizzazione delle razze autoctone.
Le iniziative messe a punto dal Consorzio di Tutela dovrebbero mirare a rilanciare il prodotto, saturando il mercato locale per oltrepassare i confini provinciali, attraverso spot televisivi, corsi di formazione per operatori al banco, concorsi per studenti e vetrine nei porti turistici del sud-est, programmi che il Consorzio avrà messo a punto ma del quale non sono noti i particolari, né altri punti contenuti nella proposta inoltrata al Comune di Ragusa, autorizzata dallo stesso assessore, praticamente, a scatola chiusa.
Soddisfazione è stata espressa dal Presidente del Consorzio di Tutela, Occhipinti, che ha tenuto a ringraziare l’amministrazione per il sostegno ricevuto.
Il Direttore del Consorzio, Cavallo, così come aveva fatto con un comunicato, ha tenuto ad evidenziare come il rapporto con il Comune è stato perfezionato nel corso dei mesi e concretizzato con l’approvazione del nuovo disciplinare. Non sarebbe stata una decisione, quella dell’assessore, affrettata, ma convinta e meditata.
I più importanti Consorzi di Tutela godono del sostegno dei Comuni, come accade per il cioccolato modicano, per il pistacchio di Bronte e per l’uva di Mazzarrone.
Cavallo ha poi evidenziato che non si tratta di un traguardo, ma di un percorso all’inizio che deve trovare nel Corfilac un alleato in grado di espletare al meglio le sue funzioni, al centro del settore lattiero caseario che deve essere fulcro per creare ricchezza sui territori.
Grande impegno e soddisfazione mostrati anche dal responsabile della Coldiretti, Fasulo, e da Salvatore Cascone, nella triplice veste di vicepresidente del Consorzio di Tutela, rappresentante di ConfAgricoltura e responsabile di Progetto Natura, maggiore produttore.
Si attendono, ora, i risultati di questo ennesimo tentativo di rilancio del Ragusano DOP, soprattutto in termini di aumento della produzione, al momento ferma sulle 15.000 forme annue che, come ha sottolineato l‘assessore Licitra non permettono, certo, di fare voli pindarici.
Ma ci sono le condizioni per fare di più e per questo sono attesi i risultati e i riscontri dell’iniziativa promozionale, in funzione della quale saranno intrapresi specifici rapporti con la grande distribuzione, l’unico sbocco remunerativo per il prodotto.
È indubbio, comunque, che si dovranno trovare altri fondi importanti, perché solo 8.000 euro per le TV, un catalogo di soli 5.000 euro, materiale promozionale per soli 2.000 euro, consentiranno solo una modesta campagna pubblicitaria, dagli esiti incerti come per tutte le operazioni sottostimate.
In pratica, c’è il rischio di proseguire nell’anonimato dei primi 23 anni di vita del DOP, la storia parla da sé.

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