A caccia di poltrone

Per le candidature nazionali si aspetta la composizione delle liste, per quelle comunali la candidatura più ambita, quella di primo cittadino, è al centro di frenetiche trattative
Per la candidatura a sindaco, in realtà, c’è una sorta di fermo nelle trattative, perché si vorrebbe attendere, giustamente, l’esito delle nazionali, sicuramente condizionante per tutti i partiti.
Ma ci sono le aspirazioni incontrollabili di qualche aspirante candidato che vorrebbe un placet che sarebbe difficile da annullare successivamente, aspirazioni che si cercano di contenere in tutte le maniere.
Per ora la partita si gioca per sistemare lo scacchiere delle nazionali, assai complicato per la complessità della geografia dei seggi.
Per la Camera e il Senato ormai assodato che i collegi uninominali saranno appannaggio delle segreterie dei partiti che, soprattutto per quelli sicuri, posizioneranno i privilegiati e i nomi da salvare ad ogni costo, motivi che inducono a pensare che addirittura potranno essere posizionati candidati provenienti da altri territori.
Due i collegi uninominali che riguardano Ragusa, uno per il senato, da cui uscirà un eletto fra i vari candidati, uno per ogni partito o coalizione, e uno per la Camera.
In più si dovranno eleggere 7 deputati per la Camera, nel plurinominale, in un collegio che comprende i collegi di Paternò, Ragusa, Avola e Siracusa.
In questo caso si tratta di liste bloccate, scelte dai partiti, ad ogni partito saranno assegnati uno o più seggi in proporzione ai voti ricevuti, varrà la posizione in lista.
Stesso meccanismo, per il Senato, in Sicilia ci saranno 9 collegi uninominali e 16 senatori, che usciranno dai due mega collegi, occidentale e orientale, in cui sarà divisa la Sicilia.
I sondaggi nazionali e sulla base dei risultati delle ultime regionali, prevedono il successo dell’area di centro destra e del Movimento 5 Stelle.
Non a caso gli occhi sono puntati su questi partiti e sui possibili candidati.
Per Forza Italia, sul nostro territorio sono scontate le candidature e il successo degli uscenti MInardo, alla Camera, e Mauro, al Senato.
Più complessa l’identificazione dei possibili candidati del Movimento 5 Stelle: dei ragusani figurano come disponibili alla candidatura Massimo Agosta, consigliere comunale e Stefano Martorana, attuale assessore al bilancio, per la Camera, il Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Tringali e il consigliere comunale Spadola, per il Senato, si fa anche il nome della ex deputata regionale Vanessa Ferreri.
Questa disponibilità sarà tradotta, prima, nell’accettazione della candidatura e, successivamente, nelle ‘parlamentarie’, il sistema di votazione interno dei 5 Stelle che stabilirà, in base ai consensi della base, la candidatura sulla base dei voti riportati.
Un sistema che dovrebbe dare, sulla carta, tutte le garanzie di trasparenza e di regolarità, ma, come nel caso delle regionarie, nessuno ci crede, in primis fra i grillini.
Si sa già che gli eventuali prescelti verificheranno l’opportunità di confermare la candidatura, a seconda della posizione, c’è chi dice, senza peli sulla lingua che l’attuale sindaco appoggerebbe, ove possibile, per esempio per una candidatura nell’uninominale, o per le parlamentarie, i nomi dei suoi fedelissimi, Martorana e Spadola, ma l’esito è incerto alla luce di ventilate fibrillazioni che sarebbero riemerse fra i 5 Stelle, forse anche in relazione alla indicazione, da parte di Piccitto, del suo successore.
Sintomatico, nel centro sinistra, il silenzio che conferma la non esaltante quotazione di questa area politica in Sicilia, anche alla luce dei poco confortanti risultati delle regionali.
Per la coalizione di sinistra, Art 1 – MDP e Sinistra Italiana, sempre promessi sposi senza matrimonio, prevedibile candidatura del senatore Gianni Battaglia.
Come dicevamo, in apparente stand by le trattive per le candidature a sindaco di Ragusa, fra i partiti solo il PD ha ufficializzato la candidatura del segretario cittadino, Peppe Calabrese, hanno annunciato la loro candidatura anche i consiglieri comunali Giorgio Massari e Sonia Migliore, con i simboli dei loro rispettivi movimenti civici.
Formalmente in corso trattative per un percorso unitario fra Calabrese e Massari, tendente a unificare programmi e candidatura ma, al momento, pare che nessuno dei due voglia fare un passo indietro.
Termine ultimo per eventuali accordi, auspicati da personaggi dell’area politica di centro sinistra, fuori, però, sia dal PD che dal movimento di Massari, il 10 marzo, data nella quale saranno più definiti anche i contorni del PD in sede nazionale.
Isolata, invece, la candidatura di Sonia Migliore che non trova le alleanze sperate nell’area di centro destra che, di fatto, la esclude anche dal tavolo delle trattative fra i movimenti.
La Migliore spera in un sostegno ufficiale di Forza Italia e delle liste a sostegno del Presidente Musumeci, per avere appoggiato, rispettivamente Mauro e lo stesso Musumeci alle regionali, ma questo sostegno non arriva ufficialmente.
D’altra parte, come è convinzione diffusa fra i simpatizzanti e gli iscritti di Forza Italia, non è granché accettata l’idea che a rappresentare i colori di Forza Italia possa essere un’esterna, che non si può nemmeno presentare come candidato della società civile per i suoi trascorsi in politica.
Sarebbe altresì inconcepibile che Forza Italia, proprio nel momento di maggiore rinascita, confermata sempre più dai sondaggi, non sfruttasse l’opportunità di una candidatura eccellente da presentare al tavolo delle trattative di coalizione, dove dovrebbero dire la loro, ancor prima della Migliore, Fratelli d’Italia e #diventeràBellissima.
In particolare, questa ultima formazione, all’unisono con il Movimento Civico Ibleo di Franco Antoci ha rispolverato l’idea di candidare un soggetto della società civile, confermando, di fatto, il declino della possibile candidatura di Maurizio Tumino, che pare sempre meno accreditata al tavolo delle trattative e nemmeno sostenuta con convinzione dal leader del suo movimento che mirerebbe, secondo indiscrezioni, ad altri obiettivi in ambito regionale.
Non appare concreta la possibilità di una candidatura per Giovanni Iacono, che ha partecipato al tavolo delle trattative dei movimenti, mentre è sempre in forse l’auspicato ritorno di Ciccio Barone in politica attiva, richiesto, a gran voce, dalle componenti Minardo e Ragusa che vorrebbero fare uscire Forza Italia, soprattutto nel capoluogo, dall’incomprensibile immobilismo nel quale è stata relegata dalla gestione Mauro, da più parti considerata unanimemente una palla al piede per il partito al quale guardano, con sempre maggiore interesse ambienti diversi, delusi dal nuovo e dal civismo.
Tutto fermo anche nel Movimento 5 Stelle, dopo l’indicazione della candidatura per Iannucci, in attesa anche di far decantare qualche fibrillazione che ha avuto come obiettivo più che il nome del vicesindaco, il metodo utilizzato per la designazione, ma si sa che nel movimento le decisioni importanti si prendono fuori da Ragusa.
Nel novero dei possibili candidati, resta Art 1 – MDP – Sinistra italiana che aspetta decisamente l’esito delle nazionali per decidere una candidatura che appare scontata, che si dovrebbero contendere il senatore BattagIia e l’avv. Cesare Borrometi.
Non dovrebbero esserci altri nomi in circolazione, ma non sono escluse possibili sorprese in tutti gli schieramenti

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