A Modica, il consigliere del Movimento 5 Stelle, Medica, tiene banco per la politica cittadina

Più volte abbiamo avuto di rilevare, positivamente, il modo di far politica del consigliere comunale di Modica, Marcello Medica, oggi ne abbiamo conferma dalle segnalazioni che ci giungono dai post e dai commenti su facebook a proposito della sua analisi sul rendiconto del consuntivo del 2018 del Comune di Modica.
Ce ne occupiamo per due motivi, il primo perché nonostante già nel titolo, e come si può percepire da diversi passaggi dell’articolo, si specifichi che si tratta di una analisi di Medica, si paventa la possibilità che qualche affermazione possa essere parto dell’autore dell’articolo.
Ci piace, ancora, analizzare le considerazioni dell’autorevole autore di un post, il responsabile di Fratelli d’Italia di Modica, e alcuni dei commenti che ne sono derivati, tipici di un atteggiamento aprioristico nei confronti di esponenti del Movimento 5 Stelle.
Ci permettiamo di entrare nell’argomento non solo perché riteniamo doveroso, nei confronti di Medica, riaffermare la paternità totale delle sue affermazioni, riportate nell’articolo, ma più ancora perché intravediamo paralleli fra la storia politica dei 5 Stelle, a Ragusa e a Modica.

Medica dice chiaramente nel suo comunicato, nel titolo e nel sottotitolo, che una delle criticità del bilancio modicano è data dalla bassa riscossione e che “chi SENZA UN GIUSTIFICATO MOTIVO non paga le tasse non è degno di chiamarsi “cittadino””
Specifica, nel comunicato, che le criticità del bilancio consistono nell’ incapacità da parte dell’Ente a riscuotere e a scovare gli evasori, oltre ai fortissimi ritardi nel pagamento dei fornitori e degli stipendi dei dipendenti diretti e indiretti del Comune.
Fornisce, in proposito dati, che possono essere anche confutati, eventualmente, che parlano di 56% di Tari del 2018 non incassata mentre solo il 44% dei cittadini ha adempiuto il proprio dovere di pagare la tassa sui rifiuti.
Aggiunge solo una considerazione su “comportamenti irresponsabili di coloro che non ottemperano al dovere civile di pagare i tributi dovuti e che, indegni dell’appellativo di “cittadino”, caparbiamente e deliberatamente operano a danno della comunità” che si rifà alla precisazione, nel titolo, di chi lo fa senza giustificato motivo.
Precisa, nella chiusura del comunicato, che “l’Amministrazione Comunale dovrebbe mettere in campo tutti gli strumenti utili ad esigere i pagamenti di tutti coloro che, pur potendo, furbescamente evadono le tasse comunali e, parallelamente, a sostenere con incentivi coloro che le tasse le pagano e in modo puntuale”.
Ci permettiamo dire che, forse, avrebbe potuti aggiungere l’auspicio di misure adeguate ad un rientro agevolato delle esposizioni di chi si trova in condizioni di comprovato disagio economico, misure che, se adottate in maniera idonea, come già dimostrato a livello nazionale, impinguano le casse pubbliche e aiutano molti ad uscire dall’ingorgo contributivo, in maniera accettabile.
Tutta qui l’analisi del consigliere Medica che riteniamo non abbia detto nulla di strano, in quanto si riferiva, per l’indegnità, a quei contribuenti che non pagano, pur potendolo fare.

Il responsabile di Fratelli d’Italia, Emanuele Cavallo, stigmatizza le considerazioni di Medica, mettendo insieme due distinte criticità evidenziate da quest’ultimo, la morosità e i ritardi nei pagamenti di dipendenti e fornitori, non strettamente legate ma, di certo, facenti parte di uno stesso malessere dell’amministrazione comunale di Modica.
Il voler spacchettare la massa creditoria del Comune “in modo da potere quantificare a quanto ammonta quella nei confronti delle famiglie e quella dovuta dal sistema produttivo” non cambia i termini della questione.
Non tenendo conto di quanto affermato da Medica nel suo incipit, a proposito di quanti “senza un giustificato motivo non pagano le tasse”, perde di ogni efficacia per l’argomento in questione ogni considerazione di Cavallo su quanti, in ogni caso, pagano IRPEF, sul reddito percepito, addizionali, spese per la scuola e accise sul carburante, bollette, assicurazioni e spese familiari che, di certo, non esimono i cittadini dal pagare la TARI o latri tributi comunali, a meno di non voler acclarare come metodo ammissibile la disobbedienza civile e decidere il limite oltre cui diventare evasore.
È ampiamente ammesso che il carico fiscale su famiglie e imprese è eccessivo, ma questo non giustifica chi non vuole pagare anche una sola tassa.
E questa mancanza di rigore risalta se a fomentarla, indirettamente, è il responsabile di un partito che del rigore fa la sua bandiera, criticando, se possibile, anche condoni e sanatorie.
Precisando che, nel suo comunicato Medica ha parlato di indegnità e non di inciviltà.

Al di là delle considerazioni di Cavallo, solo amenità i commenti di contorno, alcuni dei quali, da parte di peripatetici dei partiti, rientrano nel comune atteggiamento sfrontato e irriverente nei confronti dei grillini.
Sembra quasi che ci sia una frangia di modicani che vorrebbe giustificare i morosi, indipendentemente dalle cause di mancato pagamento e che vorrebbe far passare, addirittura, Medica come bisognevole di trattamento sanitario obbligatorio.
Siamo alle comiche, perché si legge di ‘incompetenti che si occupano di politica e parlano senza alcuna cognizione di causa’, pur in presenza di dati e di carte inconfutabili.
Si passa con garbo del tutto particolare, con educazione finissima, dal buffone alle pagliacciate, con il corredo tipico dei politici ormai al tramonto che non hanno ancora compreso come sia cambiato il vento e cercano, ostinatamente, di opporsi alla realtà e al consenso dilagante della gente, con argomentazioni indifendibili e prive di senso, con gli stessi caratteri della politica che ha portato molti vecchi esponenti al tramonto.

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