Abbandona un altro grillino, il caos è totale, ma non solo fra i 5 Stelle

Se non è già arrivata al Comune, sta per arrivare la comunicazione delle dimissioni da consigliere comunale del grillino Brugaletta, dimissioni che, dagli stessi colleghi di gruppo, erano state date per imminenti, per motivi di lavoro, tanto tempo fa.
Oggi le dimissioni vengono a cadere in un momento particolare della vita del gruppo consiliare, che si trova davanti all’annuncio di Piccitto intenzionato a non ricandidarsi e alla candidatura a sindaco del vicesindaco Iannucci.
Una candidatura, questa, non ancor ufficializzata, ma trapelata dalle riunioni del gruppo consiliare e del meetup ufficiale degli eletti, nelle quali il sindaco Piccitto aveva presentato la stessa come scelta di continuità nel progetto del Movimento 5 Stelle, naturalmente avallato in alto.
Anche se si considerano scontate le motivazioni della scelta di Brugaletta, peraltro attesa da tempo, non si possono escludere del tutto motivazioni legate alla decisione del sindaco che non sembra aver raccolto unanime consenso all’interno dei 5 Stelle.
Senza eccessive preoccupazioni di tenere celato il dissenso, ieri si sono succedute riunioni, in sala giunta, fra i componenti del gruppo consiliare per esternare i propri distinguo sulla faccenda.
Gravava nell’atmosfera il tentativo di mantenere riservato il contenuto degli incontri, ma le espressioni dei volti erano un libro aperto.
Si andava dalla ostentata silente indifferenza dei fedelissimi di Piccitto, Spadola, Disca, Antoci, Liberatore e altri, all’agitazione di alcuni che non lesinavano commenti in pubblico, il più forte dei quali era, alla domanda, “ma tu cosa ne pensi delle comunicazioni del sindaco ?”, “ma chi è Piccitto ? Si deve rendere conto che ormai non conta nulla”.
In questo range di atteggiamenti c’èra il caos più totale di valutazioni e di intenzioni contestatrici, che andavano dalla semplice non approvazione della candidatura calata dall’alto, pur nell’apprezzamento della persona, alla rivendicazione, come base, di ogni tipo di scelta.
Il tutto era condito dalle dichiarazioni della deputata Campo che, di fatto, smentiva le dichiarazioni e le intenzioni del Sindaco Piccitto.
Situazione in aggiornamento che sarà destinata a registrare anche gli esiti di una annunciata riunione del nuovo meetup che qualcuno vorrebbe far apparire come dirimente nella questione in atto, per stabilire le forze in campo.
Resta, però, sul tappeto, una evidenza, da molti condivisa: mentre le beghe interne, negli altri partiti, provocano, inevitabilmente divisioni e spaccature che inficiano i risultati elettorali, è opinione comune che c’è, da tutti riconosciuto, un trend positivo per il Movimento 5 Stelle che porterà i grillini alla vittoria, alle prossime competizioni elettorali, qualunque sia il candidato prescelto.
Da questa convinzione si scatena la lotta interna per la leadership e per le candidature.

Per quanto sia improprio discutere di candidature 6 mesi prima delle elezioni, e considerando i condizionamenti derivanti dalle candidature e dai risultati delle elezioni per il parlamento nazionale, non si può non rilevare una situazione caotica anche negli altri schieramenti e come non si possono non rilevare particolari che denotano come molti nomi possano venir fuori per essere bruciati, come è tipico nelle contese preelettorali.
E’ pervenuto un comunicato del Movimento Territorio che plaude alla scelta di Piccitto di abbandonare la ribalta politica e auspica spazio per un primo cittadino capace e determinato.
Sottolineate, ancora una volta, le carenze politiche che avrebbero sancito la scarsa valenza dell’attuale sindaco per amministrare la città, Territorio esprime l’auspicio di trovare “amministratori capaci e determinati, forti di una certa esperienza maturata nel tempo, in grado di valutare con attenzione e risolvere le problematiche che in città si sono accavallate ormai da tempo”.
Strano che non venga citato il nome del candidato del PD, Calabrese, peraltro indicato come candidato che sarà appoggiato da Territorio alle prossime amministrative.
Il particolare, che non è stato notato solo da noi, ha scatenato le più diverse ipotesi di fantapolitica, a cominciare da quella di un possibile gradimento dell’on.le Dipasquale per candidature grilline, forse ritenute destinate alla vittoria, come quelle di Iannucci o come quella, alternativa, del presidente del Consiglio Tringali che, in alcuni ambienti, è considerato come il candidato ‘dormiente’ che sarà attivato al momento giusto, ancorché lo stesso smentisca ogni ipotesi in tal senso, preoccupato solo del successo del Movimento 5 Stelle.

Non minori agitazioni anche nell’area di centro destra, dove numerosi simpatizzanti attendono le mosse di Forza Italia, dopo quelle, in parte scoperte, di #diventeràBellissima.
Se a destra c’è fermento per il passo in avanti di determinati sostenitori dell’on.le Assenza che vorrebbero occupare con una loro candidatura un’area che non gli è propria, nel centro destra si attende l’annunciata riorganizzazione di Forza Italia sul territorio che dovrebbe avvenire sotto la guida della componente Minardo – Ragusa, visto il perdurante immobilismo del commissario provinciale Mauro.
Gli azzurri e i berlusconiani iblei attendono la riorganizzazione come elemento propedeutico alla identificazione di una candidatura credibile e autorevole per il centro destra, che, naturalmente, dovrebbe scaturire dalle file del partito di Berlusconi ma non può essere esclusa proveniente da aree importanti del centro destra o con elementi di indubbio prestigio e consenso della società civile.
Tendenza unanime è quella di escludere, a priori, il tentativo di forze civiche, di piccole aggregazioni politiche che cercano di sfruttare i momenti di impasse dei partiti maggiori per inserirsi, impropriamente, facendo leva su un ipotetico consenso pompato ad arte, nella contesa.
Ma, anche relativamente a questi aspetti, c’è un certo malcontento nell’area per il post dell’on.le Minardo che ha voluto esprimere apprezzamento per la manifestazione organizzata da Sonia Migliore e dal suo movimento civico, espressione di quella intenzione di coinvolgere comunque anche i movimenti di destra e le liste civiche nella definizione di un programma da consegnare alla valutazione dei cittadini, endorsement che non contempla approvazione per eventuali pretese di candidatura, peraltro esternate nel corso della manifestazione, ma che contrasta con la annunciata ma mai avvenuta volontà degli onorevoli Minardo e Ragusa, secondo quanto riferito da esponenti vicini ai due parlamentari, di voler arginare e ridimensionare le ambizioni della Migliore per la candidatura a sindaco della città di Ragusa.

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