Aeroporto di Comiso: situazione disastrosa, dove sono andati a finire i soldi della tassa di soggiorno del Comune di Ragusa?

A leggere i giornali, per l’aeroporto di Comiso sembrano esistere solo speranze e nessuna certezza.
In mancanza di comunicazioni ufficiali dei vertici dello scalo comisano, non si può fare altro che riferirsi alle notizie che parlano di uno scalo quasi senza voli.
A fine ottobre, Ryanair chiuderà la tratta per Roma, dal 1° ottobre Vueling cancella i voli diretti da Roma verso Catania e Palermo.
Si parla di contatti con alcune compagnie aeree per ripristinare questi collegamenti, ma le speranze si possono riporre solo in Alitalia che, da fine marzo, attiverà le rotte sociali previste dalle misure per la continuità territoriale, che dovrebbero garantire due voli giornalieri verso Roma Fiumicino e uno verso Milano Linate, con costi calmierati.
Per il resto il destino dello scalo di Comiso è sempre più legato alle decisioni e al potere contrattuale della SAC di Catania che, di fatto, è il padrone delle sorti dell’aeroporto.
Ancora una volta la vittoria della politica e degli affari sul destino del territorio. Del tutto inadeguati, fino ad ora i personaggi che hanno fatto passerella, facendo intendere di occuparsi della gestione dell’aeroporto.
A questo punto si vorrebbero lumi sui soldi che il Comune di Ragusa ha destinato per l’aeroporto di Comiso. Fallite le strategie per l’incentivazione di nuove rotte, notevoli sono state le pressioni per l’erogazione dei fondi relativi alla tassa di soggiorno 2015 e 2016, e solerti sono stati dirigenti e assessori del comune capoluogo per istruire le necessarie pratiche: ma dove sono andati a finire questi soldi e come sarebbero stati utilizzati non è dato sapere.
Si è parlato tanto delle cervellotiche strategie di co-marketing della regione e degli enti locali, di promzione del territorio, dei bandi per 6 tratte nazionali su Piemonte, Lazio, Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto e ben 9 internazionali, Inghilterra, Germania, nord Europa, Spagna e Francia, ma si parla solo di disdette delle tratte e non si vedono arrivare aerei da queste località, italiane e d estere.
Grande clamore quando si presentano questi progetti, nessun resoconto su quello che si sarebbe fatto.
Il Comune di Ragusa ha insistito su questo tipo di politiche dall’esito incerto e ha destinato una congrua dose della tassa di soggiorno del 2018 ancora per favorire queste strategie che tentano di dare vita ad uno scalo in coma.
Sui fondi previsti per il 2019 si legge una voce, “spese per servizi in campo turistico da realizzare con parte dei proventi della tassa di soggiorno o attività di comarketing da sviluppare con tour operator, con compagnie aeree o con società concessionarie di spazi pubblicitari controllate da compagnie aeree” per il modico contributo di euro 338.000.
Gli obiettivi sono sempre gli stessi, considerato che, fino ad ora, non ne è stato raggiunti nemmeno uno, si può sapere dove sono andati a finire le somme precedentemente stanziate e cosa si vuole fare con questa nuova ingente somma alla luce del futuro assai nebuloso dell’aeroporto di Comiso?

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