Affollato il sit-in di protesta per l’apertura del nuovo ospedale

Il Comitato per l’apertura del nuovo ospedale cresce, non c’è ancora quella partecipazione auspicata e che si attenderebbe da una città in attesa, ormai, da troppo tempo, per poter disporre di uno stabilimento ospedaliero nuovo che superi le ampie e certificate criticità dei vecchi nosocomi, ma si percepisce una diffusa attenzione che si espande nella comunità.
Per troppo tempo l’ospedale è servito come passerella e continua ad esserlo ma si sente nell’area che presto la questione sarà del tutto svincolata dalla politica, per l’evolversi dei processi di indagine che, pare, al momento, costituiscano elemento frenante delle dinamiche autorizzative della struttura.
Nel pomeriggio e nella serata di sabato 17 gennaio la manifestazione di protesta organizzata in centro storico,
nella desolata via Roma, dal Comitato per l’apertura del nuovo ospedale: tutti rigorosamente in maglietta bianca con il logo del comitato i partecipanti al sit- in che ha visto la prima uscita ufficiale della Presidente, l’avv. Anna Cilia.
Numerosi gli interventi, fra i quali quello dell’on.le Nello Dipasquale, della Presidente e di altri convenuti che hanno parlato delle iniziative in cantiere e della necessità di fornire risposte esaustive ad una collettività che vede esaurire il proprio bagaglio di pazienza di fronte all’ostinato silenzio di chi dovrebbe fornire ogni elemento utile, almeno, a capire, cosa è successo, cosa succede e, possibilmente quali sono i tempi previsti per l’apertura definitiva.
il promotore del Comitato, il segretario del Partito Democratico, Peppe Calabrese, insiste nel predicare come l’organismo di protesta sia assolutamente svincolato dalla politica e dal suo partito, ma resta il regista delle iniziative che lo vedono come vero animatore della protesta.
Nel corso di uno dei suoi interventi ha voluto aggiungere un particolare che si rivelerà, senza dubbio, foriero di polemiche, sollevando illazioni su presunte macchinazioni catanesi, legate agli ambienti della sanità, e quindi anche della facoltà di Medicina che vorrebbero ritardare, sine die, l’apertura del nosocomio che potrebbe diventare un centro di eccellenza della medicina e chirurgia isolana in grado di incidere sulla supremazia di Catania nell’area orientale della Sicilia e, segnatamente, in tutta l’area del sud-est che fa riferimento, fino ad ora, al polo medico etneo.

Ultimi Articoli