Alberghi per un turismo serio o dobbiamo restare ancorati al turismo povero delle piccole strutture ricettive?

Non c’è forse bisogno di capire che chi scrive guarda ad un turismo e ad uno sviluppo economico che non è fatto di piccole strutture ricettive o bancarelle sul lungomare: servirebbero, ma è una utopia che solleverà un ciclone di improperi, file di trivelle, tipo Texas, sparse per il territorio, a tirare oro nero dalle fornite viscere della nostra terra, servirebbero file di alberghi di lusso sulla fascia costiera al posto delle serre, molte delle quali abbandonate, che non costituiscono più l’oro verde del territorio.
Fatta questa doverosa premessa, vorremmo fissare alcune considerazioni sulla nota del consigliere Gianni Iurato in merito alla variante al PRG in zona agricola per l’insediamento di 11 strutture alberghiere.
Desidereremmo che l’equilibrio e il senno di Gianni Iurato servissero per acclarare, intanto, la legittimità di un atto che la Giunta Cassì legittimamente può adottare in virtù del mandato consegnato dagli elettori.
In passato, abbiamo tollerato operati di sindaci che, appunto in virtù del mandato democraticamente assegnato, hanno adottato scelte che si sono rivelate assai discutibili: questa è la città che ha bloccato, solo per rivalità correntizie all’interno della vecchia DC, una struttura ricettiva di eccellenza della ditta Tumino, capriccio costato alla città 14 miliardi che non aveva e che qualche sindaco benpensante ha ritenuto opportuno, in barba alla legge, di tirare fuori dai fondi della legge su Ibla.
Questa è la città dei sindaci del passato che hanno tollerato questo illecito e che continuano a cercare di insabbiare la questione, per non parlare dei camion della Saspi pagati come nuovi, e potremmo continuare per molto tempo ancora a segnalare ‘fatti strani’ delle passate amministrazioni.
Anzi, vorremmo che fosse il consigliere Iurato, che evidentemente segue le vicende del Comune anche quando non ha cariche ufficiali, a farci da Cicerone nella melma di alcuni fatti del passato del nostro Comune che ben conosce o comunque, dei quali conosce i protagonisti.
Vorremmo che il consigliere Iurato, prima di addentrarsi nei meandri della questione alberghi, denunciasse lo scandaloso ritardo con cui si cerca di rispondere ad una istanza vecchia di oltre 10 anni, per la quale nessuno, né di maggioranza, né di opposizione, ha voluto interessarsi per il bene del turismo in città, salvo scattare dalla sedia appena si trova un sindaco che, quale che sia la sua posizione, vuole definire la questione.
Poi, non comprendiamo perché, se governa Dipasquale, le sue scelte devono essere contestate, se governa Piccitto non va bene nemmeno, se governa Cassì c’è sempre qualcosa da dire, in sostanza si vorrebbero imporre idee e strategie non si in virtù di quale investitura divina
Non si comprende perché dovrebbero essere adottate le scelte e le vedute urbanistiche di chi ha perso alle elezioni o, addirittura, non si è nemmeno presentato, come gli ambientalisti.
Vorremmo che si rendessero noti i nomi degli imprenditori interessati, nella speranza che siano veri imprenditori di turismo e non improvvisati affittacamere o costruttori che intendono dare parvenza di albergo a future residenze per vacanze settimanali a caro prezzo o, peggio, per appartamentini comuni.
Ci sembrano inappropriate le parole ‘politiche di cementificazione’ che evocano mostri mai scomparsi nella mente dei trombati ma, pur sempre, veri protagonisti della politica locale.
Tutti parlano di cementificazione selvaggia, a nome di una città indignata per i PEEP, ma nessuno chiede ai residenti delle zone PEEP come stanno e se hanno nostalgia di abitare in centro storico, senza verde, senza cantina, senza posto auto, senza impianto centralizzato di aria condizionata, di riscaldamento, di musica, senza cisterna per l’acqua.
E’ un po’ come per la storia dei centri commerciali che avrebbero fatto morire il commercio in centro storico, mentre, invece, il commercio è morto di suo, al netto dei centri commerciali che sono anch’essi in crisi.
Ma la colpa è sempre del mostro.
Dei grillini che volevano consumo di suolo zero e che, un bel giorno, vennero fuori con il loro atto a favore di queste piccole strutture ricettive, perché di questo si tratta, nessuno parla, nessuno parla delle cosiddette lobby che sollecitavano, forse, Dipasquale, che sollecitarono, forse, i grillini, tramite qualche innocente consigliere comunale, che, forse, hanno sollecitato, ora, Cassì e la sua Giunta.
Non ci si vuole inchinare alle volontà di ben tre consigli comunali assai diversi fra di loro, che votiamo a fare se dobbiamo per forza inchinarci alle volontà degli ultraconservatori patroni del territorio che preferiscono guardare al turismo delle piccole strutture ricettive che stanno infossando il comparto, regalandoci solo un flusso di visitatori che non porta soldi e non giova all’economia del territorio?.
Ci si dovrebbe solo vergognare, come ragusani, perché dopo dieci anni non si riesce a dare una risposta, positiva o negativa che sia, servirebbe accertarsi se dietro non ci sono operazioni di speculazioni edilizie, questo sì, per il resto che ben vengano alberghi, per tutte le tasche, ma alberghi, non case vacanza o B&B.

Legittime le osservazioni del consigliere Iurato, alcune condivisibili come quella sulla scelta di definire la questione strutture ricettive alle porte del nuovo PRG, altre meno come la salvaguardia, che si vorrebbe imporre per la tutela del territorio agricolo per la tutela ambientale dal punto di vista paesaggistico, secondo vedute del tutto di parte.
Più utile sarebbe discutere del futuro di Marina di Ragusa, diventata già insostenibile per civili residenze, cosa di cui, purtroppo si discute poco per non intralciare le esigenze dei titolari di esercizi pubblici che dilagano in ogni spazio possibile, in barba alle norme commerciali, sanitarie e anche di accessibilità per i diversamente abili.
Ci permettiamo, poi di dissentire di fronte all’eventualità che ci possa essere una amministrazione che privilegi strutture per il turismo piuttosto che campi sportivi o centri benessere, per le piscine siamo d’accordo e abbiamo anche scritto che è scandaloso non pensare ad appostare in bilancio le somme per un’altra piscina coperta di cui la città sente un bisogno che non si può ulteriormente rimandare , ma di queste necessità vere non si parla nemmeno nei programmi elettorali di chi ritiene di avere la giusta visione della città del futuro prossimo.

In chiusura del suo comunicato, il consigliere Iurato rivolge un legittimo appello al Sindaco per non deludere le attese sulla sua persona e sull’attività amministrativa, per ritirare l’atto.
E subito ritorna l’incubo del mostro, parlando di un atto urbanistico tecnicamente retrogrado, un atto amministrativo da Prima Repubblica, come se la componente alla quale Iurato appartiene, e che cita, fosse della Repubblica 5.0.
Iurato vede una continuità amministrativa nell’adozione di atti discutibili, partoriti “da altri che hanno avuto una visione urbanistica del nostro territorio in cui il cemento era la propria linea guida”, ma dai quali pochi hanno espressamente dissentito, non ultimi i grillini che volevano il consumo di suolo zero.
Ma il mostro è il mostro, soprattutto ora che torna ad essere direttamente di intralcio per le ambizioni non sopite, queste sì retrograde e da Prima Repubblica.

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