Alla cena AVIS gli over 65 alla riscossa

Sabato 30 novembre 2019 si sono ritrovati ancora una volta gli ex donatori Avis alla consolidata cena svoltasi, presso la struttura di Poggio del Sole, con la gioia e l’allegria di un ritorno al passato pieno di ricordi e di tanta esperienza, hanno assunto concretamente il ruolo di “faro” per le nuove generazioni.
Per questi ex donatori ragusani che potremo chiamare “pionieri della donazione”, visto anche il periodo delle prime donazioni, non si è mai assopita la voglia di essere utili agli altri, e anche, se la normativa italiana li esonera dalla donazione a 65 anni (oggi a 70 se in buona salute) essi resteranno nei cuori, donatori per sempre.
L’Avis Comunale di Ragusa organizza ogni anno questa festa come segno di riconoscimento e di continuità per una famiglia che cresce numericamente e qualitativamente in maniera esponenziale, mostrando i frutti di una generosità particolare in cui la società iblea è protagonista.
Le nuove generazioni, sull’esempio di questi “ex”, sentono la responsabilità di continuare ed incrementare la cultura della donazione che vede la provincia iblea collocarsi ai vertici dell’Avis nazionale e internazionale. “Sono orgoglioso di fare parte della famiglia Avis- dice con fierezza Enrico La Licata- nella quale ho sempre trovato uno spirito di altruismo e di fratellanza che mi hanno reso orgoglioso di essere ragusano. Oggi, più che mai, osservo con piacere nella nostra struttura Avis, l’uso della tecnologia ed informatica con cui sono aumentati i livelli di fiducia e sicurezza nel percorso della donazione che si completano e si rafforzano con la migliorata organizzazione dell’intero sistema.
Auspico di vero cuore – conclude Enrico- che i giovani donatori, e dalle iscrizioni noto che sono in tanti, sappiano raccogliere il testimone di una colonia di pionieri che negli ultimi quarant’anni ha costruito per loro e i loro figli, un gioiello di amore, di pace e di umana solidarietà”.
“Avevo mia madre ricoverata a Roma – racconta la donatrice Giovanna Occhipinti – e quando si presentò l’occasione di essere operata i dottori mi fecero capire la necessità di alcune sacche di sangue.
Sono entrata nel panico, vi lascio immaginare il mio totale smarrimento. Guardandomi intorno lessi in una targa “Banca del sangue”. Per il bisogno urgente ero tentata di entrare, ma poi mi fu consigliato di rivolgermi all’Avis di Ragusa, con la quale attraverso i dirigenti protempore in accordo con la struttura ospedaliera romana, risolsero il problema. Dopo pochi giorni dal mio ritorno diventai donatrice, e con me anche i parenti e amici. Ancora oggi ho voluto essere donatrice, un problema di salute però me lo impedisce, ma i miei figli, i miei parenti e gli amici, ormai rappresentano una macchia d’olio che si allarga sempre di più, con le loro donazioni testimoniano come la solidarietà ed il comune sentimento di aiuto verso il prossimo siano valori importanti nella nostra “unica vita”. Per quanto mi riguarda, anche se non faccio più le donazioni, griderò al mondo intero, la mia esperienza”.
Il presidente dell’Avis Comunale Paolo Roccuzzo ha ringraziato infine, a nome suo e del Direttivo, i donatori che hanno raccontato le loro esperienze, tutti i presenti, l’orchestra che ha accompagnato allegramente la serata ed in particolare un sentito grazie è stato rivolto per la puntuale organizzazione ai consiglieri Natalino Blundetto, Giuseppe Tetti, Giuseppe Pantuso e l’infaticabile Attilio Gregna.

(a cura di Giuseppe Suffanti – Ufficio Stampa AVIS Ragusa)

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