All’ASP di Ragusa un protocollo operativo per comunicare la diagnosi infausta

L’U.O. Psicologia Ospedaliera – Servizio sociale ospedaliero – Direzione sanitaria ospedali di Ragusa organizzano l’attività psicoeducativa: “LA COMUNICAZIONE DI DIAGNOSI INFAUSTA: UN PROTOCOLLO OPERATIVO” rivolto ai medici ospedalieri.

L’attività si terrà il 17 maggio p.v. presso il SIMT – Centro Trasfusionale di Ragusa in Piazza Igea.
“Umanità del medico e competenza comunicativa in situazioni ad elevato livello di criticità psicologica” – “Attivazione della resilienza nei pazienti con diagnosi infausta” e infine, “Un protocollo operativo di comunicazione di diagnosi infausta” saranno i temi trattati.

Il modulo sarà articolato in una sessione teorica di approfondimento con momenti di interazione esperienziale. Tale attività si colloca nell’ambito degli interventi ordinari propri della psicologia ospedaliera ed è di natura psico-educativa.

«Essere in possesso di una strategia comunicativa che permetta di mitigare l’impatto traumatico che situazioni di questo tipo comportano, è una parte imprescindibile del bagaglio professionale del medico, a tutela sia della propria salute psicologica che di quella del paziente, nonché allo scopo di favorire la resilienza di quest’ultimo.» sottolinea il dr. Antonio Roberto Cascio – U.O. Psicologia ospedaliera – ospedali di Ragusa.

L’idea di organizzare un percorso psicoeducativo nasce dalla consapevolezza che oggi, come conseguenza dei profondi cambiamenti socioculturali, delle aumentate conoscenze e percezione dei propri diritti da parte dell’ assistito e delle inevitabili implicazioni etiche e medico-legali, è fondamentale acquisire delle competenze psicologiche nella gestione della comunicazione di eventi ad elevato impatto emotivo come la diagnosi o una prognosi infausta.

La comunicazione adeguata di questi eventi e la attivazione della resilienza del paziente assumono inoltre un ruolo centrale nel progetto di cura come una ormai consolidata letteratura conferma.

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