Anche la furia cieca della Nicita si sfoga incurante del consenso che aleggia attorno ai 5 Stelle

La consigliera comunale Manuela Nicita si distingue per la sua aggressività nel mettere in luce, giustamente, i punti deboli e le mancanze degli avversari politici e, segnatamente dei 5 Stelle, dei quali, pure, faceva parte e nelle cui file guadagnò il seggio al consiglio comunale.
Come spesso accade, però l’impeto politico di opposizione diventa cieco e trascende se non opportunatamente trasferito nei comunicati stampa.

Incurante del dilagante consenso che ruota, segnatamente a Ragusa, nei confronti dei 5 Stelle, come molti suoi colleghi dell’opposizione, non si ferma a riflettere sul fenomeno ma parte lancia in resta.

Ci arriva un comunicato nel quale la Nicita rivolge un appello al neodeputato regionale grillino, Stefania Campo. Vuole sapere dall’onorevole come è andata a finire la vicenda che riguardava il presunto scandalo dell’assunzione del marito, lo esige perché i pentastellati propugnano onestà sempre e comunque hanno il dovere di spiegare a tutti come sono andate le cose.
“Occorre massima chiarezza. Perché proprio loro che propugnano onestà ai quattro venti, devono sgombrare il campo dal benché minimo dubbio, soprattutto quando in ballo ci sono interessi privati.
Ecco perché la questione è soprattutto politica.
Ed ecco perché chiedo al neodeputato regionale M5s Stefania Campo, e in seconda battuta anche all’amministrazione comunale, di chiarirci come è andata a finire con il presunto scandalo dell’assunzione del marito della stessa Campo”.
È la richiesta pressante che arriva dalla consigliera comunale Manuela Nicita secondo cui l’elettorato grillino, ma anche i cittadini ragusani più in generale, si attendono che sull’intricata questione si squarci finalmente il velo del silenzio. “Oggi che la Campo è stata eletta a sedere su un seggio all’Ars, la sua responsabilità proprio sul piano politica è ancora più grande.”
La Nicita solleva un mare di interrogativi:
“Quell’assunzione fu in qualche modo influenzata dall’ex assessore che fece valere il suo ruolo in Giunta?
E perché il sindaco su questa vicenda non ha mai speso una parola a sostegno della Campo a parte le frasi di circostanza dichiarate al momento delle dimissioni?
Il sindaco o la Campo sono disponibili a spiegare come stanno le cose ai cittadini ragusani a distanza di tanto tempo?
La Campo ha mai sporto denuncia contro questa accusa infamante?
Non dicono sempre che sono diversi dagli altri politici? Bene, perché non lo dimostrano in maniera concreta?

Poi, alla fine, scrive che “assieme a me molti cittadini ragusani vogliono ancora capire se la Campo abbia esercitato la propria influenza di assessore per fare assumere il marito quale letturista dei contatori dell’acqua della società che ha l’appalto per il servizio al Comune di Ragusa” e vengono fuori i limiti del comunicato che, come tanti altri delle opposizioni, meriterebbe ampia verifica prima di essere inoltrato e possibilmente, ancor prima, affidato a capaci esperti della comunicazione, per evitare di cadere in sconvenienti leggerezze.
Perché poi, in maniera alquanto fuori luogo, si va sulla questione degli impresentabili, che ci pare siano persone imbrigliate nelle maglie della giustizia, si va sulle spese dell’assessorato agli spettacoli, quando la Campo ne deteneva la delega, e sulla famigerata politica clientelare, dai grillini così vituperata, alla quale avrebbe dato vita.
Per la Nicita un assessore che avrebbe combinato poco anche come responsabile dei lavori pubblici, che non avrebbe un passato immacolato, oggetto di varie critiche soprattutto da parte dei suoi stessi compagni di movimento.

Peccato che le risposte, la Nicita se li dà da sola: tralasciando la questione già troppe volte rigirata del lavoro che il marito svolgeva ancor prima che la Campo entrasse in politica e per i quale veniva rivendicata non l’assunzione ma la continuazione in base alle normative del contratto e di legge, questione esaminata in commissione trasparenza e acclarata nella sua assoluta regolarità anche dalla relazione di minoranza in sede della stessa commissione (relazione che non fu ufficializzata perché non si riuscì ad aprire la borsa che la conteneva), il consenso tributato dalla città e dai 5 Stelle in particolare, segnatamente da quelli di Ragusa, sgombra il campo da ogni possibile dubbio e illazione.
È l’occasione per ribadire che 11.718 al candidato Cancelleri, 9.216 voti di lista, 3.620 preferenze a Ragusa città su 6.214 totali non hanno bisogno di commenti e dovrebbero far riflettere prima di passare a scrivere di qualunque argomento che possa riguardare i 5 Stelle.

La questione che ha coinvolto la Campo era solo un problema di opportunità politica che riguardava, peraltro, il marito e non lei direttamente. E, in ogni caso atteneva ai 5 Stelle che, con il loro consenso, senza dire che nulla è stato mai eccepito sull’argomento dagli attivisti, hanno dimostrato come la pensano.
E va rilevato che la Campo, come è avvenuto nella recente campagna elettorale, è sostenuta dall’ala del Movimento, soprattutto a Ragusa, che vorrebbe passare per quella intransigente, ortodossa, radicale, totalmente ossequiosa ai principi del Movimento.
Piuttosto, se la Nicita avesse riservato maggiore lucidità nel suo attacco, avrebbe potuto chiedere cosa ne abbia pensato la Campo della sua estromissione, quali erano i contrasti a proposito dell’affidamento in gestione ai privati del Castello di Donnafugata, e di tante altre questioni inerenti la giunta della quale faceva parte e riguardanti anche i rapporti all’interno della stessa.
Come pure la Campo ci potrebbe dire in virtù di che cosa i vertici regionali che prima approvarono e pretesero la sua estromissione, hanno, di recente mutato atteggiamento.
Queste sarebbero le cose che l’opinione pubblica desidererebbe conoscere in nome della trasparenza grillina che, però, ormai, abbiamo imparato a conoscere e possiamo valutare come un grande bluff.

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