Appetiti assessoriali di Forza Italia a Ragusa

I risultati delle amministrative in Sicilia non hanno diradato le nebbie che avvolgono quasi tutti i partiti.
Il Partito Democratico si è tuffato nel più rigido anonimato, rinunciando a presentare il simbolo quasi dovunque. Non può certo vantare il successo di Gela dove la riedizione di un patto del Nazareno in salsa sicula è destinato a restare solo una sperimentazione locale, dal momento che i democratici aspettano che Forza Italia possa emanciparsi autonomamente nel centro destra, cosa che appare assai difficile.
Si parla di una vittoria del Movimento 5 Stelle, che dopo aver perso tanti comuni nei quali amministrava con il sindaco, si sente rinvigorito dalla conquista di Caltanissetta e Castelvetrano, dove però i candidati vincenti hanno dovuto raccogliere un consenso diffuso, anche leghista, per avere la meglio.
La Lega non ha sfondato in Sicilia, era prevedibile per le tante fibrillazioni interne e per il fatto che non c’è, dappertutto, una autorevole leadership in grado di catalizzare il consenso, dilagante in altre parti d’Italia.
Si dovranno aspettare i risultati delle Europee per definire un quadro credibile delle forze in campo in Sicilia.
La questione riguarda, segnatamente, Forza Italia, che dalla consultazione per il rinnovo del parlamento europeo, al netto di qualche possibile successo personale, deve mostrare la sua consistenza, in generale in Sicilia e, in particolare, nelle varie province.

Nella nostra città, complice il cambio di commissario, da Mauro a Minardo, Forza Italia continua a tacere, non ci sono incontri nemmeno per le europee e tutto lascia presagire che il flop sarà epocale.
Minardo ha detto che per la riorganizzazione del partito se ne parla dopo le elezioni, ha solo lanciato l’idea di far nominare vicecommissario il parlamentare regionale Ragusa, attorno al cui gruppo sembra muoversi qualcosa per cercare di accaparrarsi un assessorato al Comune di Ragusa.
Come si ricorderà, alle elezioni comunali, Forza Italia appoggiava, ufficialmente, il candidato Maurizio Tumino, Peppe Cassì ha sempre ribadito di voler tenere fuori i partiti dal suo programma elettorale, in una recente dichiarazione, Nino Minardo ha avuto modo di considerare l’amministrazione di Ragusa come facente riferimento al partito di Berlusconi.
Un lapsus freudiano perché fu noto a tutti che le direttive palermitane furono, quasi del tutto, disattese, se non dai parlamentari, di certo dai componenti i gruppi che al loro facevano riferimento e che appoggiarono Peppe Cassì, sia pure sotto le mentite spoglie del gruppo di Ciccio Barone.
Ingrediente di questo minestrone di cucina provinciale, fu la questione dell’assessorato conteso fra la consigliera Salamone e Ciccio Barone, fummo quelli che dietro la nomina della Salamone non vedevano la sostituta temporanea di Barone, quanto, piuttosto, l’espressione chiara del deputato Orazio Ragusa.
Motivi di opportunità politica, non del tutto ancora spiegati, hanno consigliato di dare il dovuto a Barone, ma, pare, non siano sopiti gli appetiti assessoriali del gruppo attorno all’onorevole Ragusa, approfittando del fatto che ci sarebbe la possibilità di allargare la giunta, cosa di cui, però, Cassì non vuol sentir parlare, almeno per ora.
Il sindaco è stato chiaro, non ha intenzione di allargare la giunta, favorito anche dal fatto che è venuta meno l’esigenza di garantire la quota rosa.
E poi i pretendenti non mancherebbero, sia fra i consiglieri comunali, in particolare fra quelli del gruppo di Ciccio Barone, ci sarebbe da rendere il dovuto a Fratelli d’Italia che, dopo una presa di distanza, è tornata a tubare per Cassì, ci sarebbero tanti autorevoli e prestigiosi esponenti della società civile che si sono impegnati nella campagna elettorale e che la gente vorrebbe vedere impegnati in prima linea, come aveva immaginato sostenendo Cassì.
Su questi scenari circolano voci che riguardano, appunto, Forza Italia: ci sono stati precisi contatti per cercare di formare un gruppo di Forza Italia, anche non ufficiale, mettendo assieme due consiglieri comunali ‘delusi’, potenzialmente dissidenti, della maggioranza che sostiene Cassì, per condizionare la stessa e chiedere una poltrona assessoriale.
Quelle che circolano sarebbero voci, ma la fonte è attendibile, nel disegno circola anche il nome del possibile coordinatore cittadino di Forza italia.
Ma, al momento, gli interpellati, fra cui i componenti del gruppo di Ciccio Barone, non mostrano eccessivo entusiasmo in un progetto che servirebbe per ridare una poltrona a qualcuno e dare ossigeno ad un partito che non sembra affatto guarito dai mali che lo affliggono, primo fra tutti il consenso crollato verticalmente che la Sicilia, tradizionalmente fonte di voti, stenta a compensare per la contemporanea ascesa del Movimento 5 Stelle che, proprio in Sicilia, trova carburante per la propria sopravvivenza a livello nazionale.
Gli appetiti ci sono, ma le condizioni di salute (del partito) consigliano di stare sereni e attendere tempi migliori.

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