Quando arriva un Presidente della Regione, la classe politica locale va in brodo di giuggiole

Le stesse scene dell’arrivo a Ragusa di Crocetta, politici in brodo di giuggiole, fasce stirate, folla di questuanti al seguito, come sempre avviene in queste occasioni, tradizionale “bicchierata”, questa volta accompagnata dai sempre imbarazzanti cannoli che, a qualcuno, fanno rivivere gli incubi della vecchia poltica sempre incombente.
Non è che ci siano stati commenti entusiastici della classe politica alla visita, per molto meno si sono sprecate pagine intere di comunicati stampa con documentazioni fotografiche da far invidia a eventi di maggiore spessore.
In fondo la visita del Presidente della Regione fa sempre notizia perchè si tratta, comunque della visita di una persona per bene. Per il resto Ragusa attende non tanto le soluzioni alle proprie emergenze, quanto le notizie indispensabili per iniziare a sperare che qualcosa si risolva.
Premettiamo che nulla si è accennato a proposito dell’apertura dell’ospedale, né si è parlato, ufficialmente, di aeroporto. nonostante la presenza dell’assessore Falcone, nessun cenno alla Ragusa Catania e all’autostrada.
Musumeci è venuto per inaugurare la bretella di collegamento dell’aeroporto alla Stale 514, Ragusa Catania, l’unico taglio del nastro dal momento che si è ben guardato dall’inaugurare il centro di compostaggio di Cava dei Modicani, già inaugurato dieci anni prima.
L’entusiasmo era sbollito già dal comunicato dell’on.le Nello Dipasquale che ha messo in guardia da facili entusiasmi per opere per le quali l’attuale governo ha messo ben poco.
Un impegno per la bretella del partito Democratico, e di Dipasquale in particolare, che fecero finanziare i lavori nel 2013, con una convenzione Stato-Regione.
Impegno che ancora non è stato riscontrato nell’azione del nuovo governo che a Ragusa ha riservato poco o nulla.
Si deve dire anche che l’impegno dello stesso PD si è tradotto, finora, solo in questa bretella che ha impegnato solo un decimo dei fondi previsti: ci sarebbero altri lotti, questo primo è stato realizzato grazie ai fondi ex INSICEM, per il prossimo 9 novembre è prevista la gara per altri due lotti, grazie a fondi PAC, che riguardano il collegamento con la Comiso-Grammichele e lavori per opere idrauliche a tutela della pista aeroportuale.
Ci saranno poi da collegare l’autoporto di Vittoria alla statale 115 e un collegamento con la 514 che deve bypassare l’attuale con la Comiso Chiaramonte.
In pratica una serie di opere che vedono nella bretella inaugurata da Musumeci solo il primo passo di un a serie di interevnti di lunga durata: come sempre, Ragusa e il territorio ibleo sempre la palo, in attesa di tempi migliori e di migliori uomini politici e di una migliore classe dirigente.

Con la dignità che lo contraddistingue, Musumeci ha voluto trasformare la tappa al centro di compostaggio in una semplice visita ad un impianto avviato al pieno funzionamento.
Per il resto, come detto, solo parole di rito per l’autostrada e l’aeroporto, con gli occhi bassi nella consapevolezza di come si trovasse nella provincia babba, dove non c’è stata nessuna voce dissonante per due opere entrambe attese da dieci anni.

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