ASCOM, un tempo protagonista con via Roma, oggi solo sostenitrice di iniziative autonome dei commercianti

I tempi cambiano, anche per l’Associazione Commercianti, un tempo le rivendicazioni di categoria partivano tutte da via Roma, come sede associativa e come salotto della città, protagonista unico della vita commerciale del capoluogo, tanto che qualcuno, spesso, si spingeva a chiedere maggiore coinvolgimento per le vie periferiche dove il commercio era anche più fiorente.
Oggi l’ASCOM scende al ruolo di comprimaria nello scenario della categoria, trovandosi obbligata a sostenere una iniziativa autonoma di alcuni commercianti che protestano contro l’immobilismo del competente assessorato comunale allo sviluppo economico e attuano una forma di protesta per ottenere la riapertura al traffico di via Roma, ritenuta elemento determinante per un risveglio del commercio sulla stessa.

Dicevamo, le cose cambiano ma non del tutto: un nuovo e giovane Presidente sezionale di Confcommercio Ragusa, Danilo Tomasi, ma si leggono interventi di vecchio stampo, da prima repubblica, in perfetto politichese, inaspettati e che destano enorme perplessità se esternti da parte di un giovane imprenditore: solo il titolo è tutto un programma.
“Rilancio possibile ma solo se ci sarà pieno sostegno da parte di tutti i soggetti interessati a fare esprimere appieno il potenziale di questa parte della città”

Comincia così la nota del presidente Tomasi, che aggiunge:

“In merito alla protesta che oggi, in serata, sarà attuata dai commercianti di via Roma, Confcommercio Ragusa comunica di avere deciso di sostenere in maniera piena questa dura presa di posizione, evidenziando il disagio con cui gli operatori commerciali di questa parte del centro storico superiore della città si trovano costretti a fare i conti.

“Da anni – afferma Danilo Tomasi, presidente Confcommercio Ragusa – è stato preso atto che si lavora in una situazione di estremo disagio, il salotto buono della città, come ci avevano abituato a chiamarlo, dove era concentrato il commercio e il passeggio dei ragusani, oggi risulta essere la zona peggiore dove poter decidere di aprire un’attività o dove andare a fare una semplice passeggiata.

Ogni anno sono registrate nuove chiusure di attività commerciali e a breve quelle poche attività che ancora fin oggi hanno avuto la forza di resistere, saranno costrette a gettare a loro volta le redini.

Eppure, tutti crediamo nel grandissimo potenziale che possiede la via Roma, tutti siamo fiduciosi nella rinascita della via principale di Ragusa ma serve l’aiuto da parte di ciascuno dei soggetti interessati a questo rilancio.
In primo luogo, chiediamo ai privati di abbassare le pretese di affitto sui locali commerciali ancora sfitti; poi, chiediamo all’amministrazione di mettere mano e in maniera decisa a questa situazione: serve attuare con urgenza un piano di riqualificazione per tutto il centro storico.

I commercianti sono rimasti soli e assistere a questa manifestazione di estremo disagio è una sconfitta per tutti: per i commercianti, per l’amministrazione e per i ragusani stessi”.

Inevitabili alcune considerazioni sulla nota del Presidente ASCOM, che come spesso avviene, sfiora il nocciolo della questione.

Innanzitutto, sarebbe opportuno chiarire, per non cincischiare, cosa significa “sostenere in maniera piena questa dura presa di posizione”, sospenderanno l’attività e spegneranno le luci anche gli associati ASCOM oppure si tratta di una nota di solidarietà di facciata e lunedì riprenderanno tutti l’attività?
La gente se lo chiede anche per gli estensori della protesta, si chiuderanno le attività in centro storico, oppure a chiudersi è destinata la protesta, al più tardi lunedì alle 16?

Il Presidente ASCOM non entra nel merito della questione principale: vuole la riapertura della via Roma al traffico veicolare? Non lo dice chiaramente, anzi nemmeno ne parla, come se la cosa non esistesse.

Di Martino Pelletteria, Bottega Verde, Dixie Travel Experience, Anthea Preziosi, Bar Tabacchi Civico, Estro, Linea Intima, Di Natale ottica, Tono, Penelope, Dimensionfashion, Gioielleria Mangiacarne, Gioielleria Pluchino, Raimbow, Paolino libreria, Amelie, Liberia Flaccavento, Chicca confetti, pelletteria Charme, I Ribelli, Profumerie Battaglia, centro Tim, Il mobile, gioielleria Mari, Cometiinvito Eventi, Penny black, Europrofumi, Joy, Tidona abbigliamento.
Questi i componenti del gruppo che chiedono la riapertura di via Roma, ci sono anche commercianti di altre vie del centro storico, non si sa quali saranno le iniziative da intraprendere per i fenomeni, non meno preoccupanti, dello spopolamento commerciale di corso Italia, di corso Vittorio Veneto, di via Sant’Anna.

Di comune con il comitato, e con le istanze che si vede costretto ad appoggiare, il Presidente ASCOM esprime il senso di necessità e di urgenza di una azione efficace e decisa dell’amministrazione, senza, però, fare proposte.
Parla di sconfitta di tutti, dei commercianti, dell’amministrazione, dei ragusani stessi.

In sostanza, ne esce fuori l’ennesima censura forte per l’operato inesitente dell’assessorato allo sviluppo economico che, in attesa di radicali interventi per la riqualificazione urbana del centro storico, sarebbe dovuto intervenire, quanto meno rendendo edotti gli interessati sulle iniziative che si vogliono intraprendere.
Evidentemente non ci sono idee, non si sa che pesci prendere, l’unico che si è attivato concretamente è stato l’assessore Barone che ha portato un esperto nella vendita e apertura di spazi commerciali di livello, ma tutto si è arenato, forse per la scarsa partecipazione dei proprietari di locali commerciali di via Roma che non vogliono cedere per l‘inevitabile e indispensabile abbassamento degli affitti.
Non si comprende perché il sindaco esiti a mettere tutto nelle mani di un assessore operativo e competente come Barone, uno che ha sempre le intuizioni giuste per tutto quello di cui si occupa.
L’immobilismo assoluto sulle problematiche commerciali del centro storico impone interventi immediati, la teoria, le competenze teoriche, i termini inglesi servono poco in questa fase che si può definire di transizione, prima dell’avvio del programma del sindaco per la riqualificazione e valorizzazione del centro storico che, dopo anni di abbandono, non può avvenire nel giro di qualche settimana.

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