Assessori che lasciano il segno: Giovanni Iacono e i percorsi di identità comunitaria

Ancora una iniziativa di Giovanni Iacono destinata a lasciare il segno nel quadro delle attività della Giunta Cassì, una iniziativa che nasce nell’ambito degli assessorati allo Sviluppo di Comunità e alla Pubblica Istruzione ma che riveste una grandissima valenza culturale, con uno sguardo rivolto alle giovani generazioni, al futuro, non semplice iniziativa da imbonitori della cultura.
Il Comune promuove un progetto di valorizzazione della storia e dell’arte locale, attraverso percorsi di identità comunitaria nelle scuole dell’obbligo.
Un progetto che riguarda temi relativi al patrimonio mitico, letterario, storico, intellettuale ed artistico sulle tradizioni di Ragusa, degli iblei, della mediterraneità.
Un progetto che mira, in sostanza a rendere edotte le nuove generazioni dello smisurato valore del patrimonio artistico-architettonico, storico, di tradizioni, che pochi cittadini ragusani conoscono, priorità che la scuola doveva privilegiare e che invece ha colpevolmente ignorato.
Chi ha avuto figli a scuola comprende la caratura di ogni singolo dirigente, dei docenti e dei programmi che hanno ignorato, per anni, progetti di questo genere, vitali per la maturità dei cittadini di domani
Il progetto è stato presentato in conferenza stampa dal Sindaco Cassì, dall’assessore Giovanni Iacono, dal regista Gianni Battaglia del “Teatro dell’arte Sicilia” con il quale si è condiviso il progetto.
Presente anche il prof. Gino Carbonaro e alcuni dirigenti scolastici che usufruiranno del progetto.
I percorsi di identità comunitaria si concretizzeranno in ‘Ragusa si Racconta’, un’opera curata da Gianni Battaglia, per ripercorrere la storia della città attraverso il teatro, appunto con Gianni battaglia, attraverso le immagini fotografiche di Giuseppe Leone e attraverso la musica popolare di Gino Carbonaro.
Ragusa ha una sua storia da raccontare, assolutamente ricca di eventi e viva, scandita dalla etnia iblea centrale nel Mediterraneo.
Sugli iblei confluiscono le civiltà occidentali più avvolgenti, Greci, Arabi, Normanni fino agli americani.
Senza difese, praticamente inesistenti, Ragusa trova sempre, nel corso delle epoche il modo e le strategie per proteggersi, per proteggere la propria identità e il proprio territorio.
Città che ha saputo vivere forme avanzate di civiltà, rispetto ai livelli più comuni, come nella fase della vita contadina del tardo medioevo quando Ragusa praticava l’enfiteusi.
Una città che già in epoca classica, con Camarina, viveva forme avanzate di democrazia, distanti dalle situazioni di altre località della Sicilia.
Una storia mitica che affonda le sue radici nella fondazione dei siculi, una storia che ha dotato la città di tanti siti, storici, artistici, naturalistici, di grande valore culturale, di grande pregio artistico e architettonico.
Una città che nasconde un grande fervore culturale, inespresso, che cominciò a manifestarsi con ‘Ibla Viva’ del 1981, un fervore culturale che va studiato, va coordinato, per riprendere, attraverso un progetto come questo, le eredità del passato lasciate da grandi intellettuali, da Mariannina Coffa a Vann’Antò, a Giuseppe Bonafede, per non parlare dell’antichità della cultura locale con uomini come Eugenio Sortino Trono o i tanti esponenti del clero colto e raffinato che tanto potere avevano in città.

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