Beppe Grillo: “Il Movimento Cinque Stelle è un’arca di disadattati”

Se lo dice il leader, c’è da crederci, ha espresso questa tesi nel corso del suo spettacolo, a Roma, al Teatro Flaiano, al cospetto di alcuni dei componenti del Movimento che apostrofava.
Ma, si sa, i grillini sono impermeabili alle critiche e ai rilievi, noi, a Ragusa, ne sappiano qualcosa, per l’assoluta indifferenza con la quale assorbono critiche, anche imbarazzanti, per un politico e per la politica.
È il caso delle recenti critiche per le misure adottate per il Castello di Donnafugata che resta al centro delle politiche turistico culturali dell’amministrazione Piccitto.
Ma non tutto fila come dovrebbe andare, della ‘famosa’ collezione di abiti d’epoca, acquistata a furor di popolo, anche su sollecitazione di alcuni esponenti delle opposizioni, nulla si sa in ordine alla consistenza e allo stato di conservazione degli abiti, immagazzinati nel cilindro dell’illusionista collaboratore del primo cittadino che agisce da ‘dominus’ del Castello, spaziando e interessandosi dall’intitolazione del viale d’ingresso al parco, dal Museo alle esposizioni presenti, passate e future.
Il Museo del Costume annega nei ritardi di un allestimento che ha visto, spesso, in contrasto, museologo e progettista.
Passerà anche questo anno e non ci sarà inaugurazione che sarà, verosimilmente, riservata al clou della campagna elettorale per il rinnovo dei vertici comunali.
Intanto si spendono somme ingenti e si progettano bandi per la gestione del Museo, attirando le critiche e i rilievi, anche delicati, di numerosi esponenti delle opposizioni.
Per l’acquisto di un’applicazione e la realizzazione di un sito per il Castello, l’amministrazione avrebbe speso 25.000 euro, una somma ritenuta, da molti delle opposizioni, spropositata e, in ogni caso, affidata a ditta senza requisiti di esperienza nel settore documentati.
Numerose le illazioni, sollevate dalle opposizioni, sull’affidamento, con riferimenti poco chiari al sostegno che avrebbero dato all’iniziativa esponenti delle opposizioni che sono considerati sostegno occulto della maggioranza grillina ormai inesistente.
Con espressione angelica i grillini rifiutano insinuazioni di ogni tipo e tirano dritto, incuranti anche delle valutazioni sui prezzi di mercato di un’app e di un sito che sono assai lontani dalla cifra deliberata per l’occasione.
Nel suo intervento in Consiglio Comunale, Sonia Migliore ha evidenziato aspetti poco chiari della determina, fra i quali la valutazione sottoposta al responsabile dei servizi informatici del Comune; in posto allegato al video dell’intervento in Consiglio, la Migliore ha scritto:
“Donnafugata, il castello dalle uova d’oro: prima il bando per la gestione del Museo del Costume per un valore di 500mila euro, ma senza avere lo straccio di un dato che riguardi il lungo termine; ora l’acquisto di un’applicazione per smartphone e un sito internet dedicato al monumento, per la cifra di 25mila euro.
Per spendere questi quattrini non si è proceduto a una manifestazione d’interesse, né a un bando. Men che meno ci sono stati criteri di valutazione che esaminassero la proposta da più punti di vista.
A noi risulta che sul mercato ci sono prezzi di molto inferiori.
Perché non si è fatta una gara?
Non è che con la scusa della promozione del Castello, invece, si vuol fare un regalo di Natale a qualcuno?”

Analoghi dubbi ha sollevato anche il capogruppo del Partito Democratico, Mario D’Asta, che si è trovato d’accordo con la Migliore su un’altra questione riguardante il Castello di Donnafugata che, da qualcuno, viene considerato, in questo momento, la ‘gallina dalle uova d’oro’ dell’amministrazione 5 Stelle.

Già il Direttivo del Laboratorio 2.0 aveva sollevato eccezioni relativamente al bando per “Affidamento in concessione della gestione dei servizi di custodia, promozione e valorizzazione del Museo del Costume presso il Castello di Donnafugata”
In un comunicato, si rilevavano i tempi ristretti fra la data di pubblicazione 10 novembre 2017, e quella di scadenza per partecipare, 28 novembre, per un valore complessivo dell’appalto di 500mila euro.
Secondo il direttivo del Laboratorio politico 2.0 “ 8 giorni dalla pubblicazione non possono essere considerati un tempo sufficiente per consentire la più ampia partecipazione, aprendo l’offerta anche al di là dei confini regionali, per aziende che siano non solo interessate, ma anche economicamente capaci di una gestione così come viene richiesta.
Inoltre sarebbe necessaria una maggiore pubblicità del bando, fuori dal sito istituzionale del Comune, quindi su mezzi di comunicazione di massa, allo scopo di lavorare al meglio per la valorizzazione di questo patrimonio”.
“Siamo convinti che il Museo del Costume possa rappresentare un valore aggiunto anche per la promozione complessiva del bene monumentale che lo ospita – proseguono dal Lab 2.0 – ma proprio per l’importanza che ricopre tale opportunità, rispetto anche all’assenza di dati di lungo termine che lo riguardano, offriamo all’Amministrazione due valutazioni: attualmente non siamo in grado di sapere in proiezione il potenziale effettivo del Museo, quindi anche se il Comune calcola che il suo valore può aggirarsi sui 500mila euro, senza effettivi parametri in prospettiva potrebbe non essere appetibile un impegno di gestione di quella entità. Poi, ammettendo anche che qualcuno possa essere interessato a un tale impegno, non pensiamo che possano bastare 18 giorni per un’azienda, di qualsiasi dimensione, per stilare un “piano industriale” valido in grado di soddisfare le aspettative del bando, che prevede anche l’impiego di personale con tutte le tutele del caso”.
“Per queste ragioni – concludono – è nostro parere che l’Amministrazione debba cambiare almeno i termini di scadenza del bando stesso e, forse, anche il suo valore e le modalità di pubblicizzazione”.

Anche Mario D’Asta, dopo avere preso atto dei contenuti di una nota inviata dalla Pro Loco di Ragusa, che pubblichiamo a parte, al sindaco Piccitto e ai dirigenti competenti, avente ad oggetto il bando per la gestione del futuro museo del costume a Donnafugata, si unisce alla stessa Pro Loco nel richiederne il ritiro.
“Sono state infatti evidenziate – chiarisce D’Asta – numerose incongruenze anche dal punto di vista economico. C’è il rischio che la parte museale e quella del castello siano gestite con due metodologie differenti da parte di realtà che andrebbero addirittura in concorrenza tra loro.
La Pro Loco avrebbe messo in luce tutta una serie di anomalie contenute nel bando che merita, dunque, di essere approfondito e rivisto. Nelle more è necessario revocare lo stesso e fare in modo che tutte le indicazioni possano essere previste più adeguatamente.”

A sostegno delle tesi avanzate dagli esponenti delle opposizioni, l’intervento del Segretario Generale che ha ravvisato elementi tali, nel bando, da chiedere al Dirigente responsabile della procedura di verificare la possibilità di allungare i termini.
In pratica, una palese censura del procedimento, in accoglimento delle riserve avanzate dalle opposizioni, sintomo di una situazione che non può dirsi, di certo, esaltante per l’amministrazione.

E si preannunciano venti di tempesta, per la concomitanza della campagna elettorale già avviata, sono diversi i gruppi politici che stanno stilando dei dossier sull’attività dell’amministrazione per rendere edotti i cittadini di aspetti ritenuti poco chiari dell’attività amministrativa a Palazzo dell’Aquila.
Anche alcuni commercianti di Ragusa Ibla sono sul piede di guerra e intendono sottoporre ai consiglieri comunali aspetti riguardanti l’utilizzo dei fondi della Legge su Ibla, con particolare riguardo all’approvazione dei progetti per incentivazione di attività economica che, secondo alcuni, sarebbero riservati in via preferenziale a determinati progettisti.
Sotto accusa sono anche i criteri di erogazione di contributi per attività culturali e turistiche per i quali non ci sarebbero criteri univoci di valutazione, anche in ordine alla consistenza dei contributi che, per alcuni, sarebbero di particolare rilevanza.
Si parla anche di fondi della tassa di soggiorno utilizzati senza il preventivo assenso dell’assessore al turismo che, interpellata, ha detto di non essere a conoscenza di quanto alla base delle illazioni.
Presumibile saperne di più in occasione della conferenza stampa che i commercianti di Ragusa Ibla convocheranno a giorni per la presentazione del Natale nel quartiere barocco

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