Caos calmo per la Ragusa-Catania, il Comitato di concertazione animato da forze lucide e fresche

Una vicenda pirandelliana, quella dell’iter di approvazione del progetto definitivo per il raddoppio della Ragusa-Catania, secondo alcuni, una farsa da vecchia politica per qualcuno meno attento al bon ton istituzionale, iter impantanato nelle maglie della burocrazia di Stato in mancanza di autorevoli politici locali che, in altri tempi, avrebbero spazzato, con un soffio, ogni tentativo di stroncare il progetto.
Si va avanti fra pessimistiche dichiarazioni dell’assessore regionale alle infrastrutture, Falcone, che mostra però uno strano e particolare interesse nel sottolineare un possibile intervento della Regione e un auspicato coinvolgimento del Consorzio Autostrade Siciliano per facilitare l’avvio dell’opera, mentre dal Ministro 5 Stelle per il Sud, Barbara Lezzi, arrivano assicurazioni che l’opera si farà.

La questione resta all’attenzione per la riunione dei Sindaci del comprensorio interessato dal tracciato della 514, convocata a Catania, della quale è stato dato ampio risalto nei TG regionali della RAI ma che non ha prodotto esiti importanti se non qualche amenità di qualche primo cittadino che ha enfaticamente annunciato l’ordinanza di chiusura della strada, in caso di incidenti mortali.
Pare che ci sia l’intenzione, da parte dei Sindaci, di occupare pacificamente la sede del CIPE fino a quando non si vedrà luce sulla questione, ma non ci saranno proteste da gilet fosforescenti, lo si comprende dal tono utilizzato dai Sindaci nel riferire della riunione.

Più attenzione ha destato, almeno fra le persone veramente interessate alla vicenda della Ragusa-Catania, la riunione del COMITATO DI CONCERTAZIONE TRA LE ASSOCIAZIONI DI IMPRESE DELLA PROVINCIA DI RAGUSA
(Confcommercio, Assindustria, Associazione Imprenditori Edili, Casa, CIA, CNA, Coldiretti, Confartigianato, Confcooperative, FNAARC Ragusa, FNAARC Catania, FNAARC Siracusa, Lega Cooperative, Unione Agricoltori)
OSSERVATORIO DELLE INFRASTRUTTURE PER IL SUD-EST SICILIA (fondato 11/12/2003)
che resta, oltre ai sindaci, l’unico baluardo a difesa del progetto.
Assente la politica e i politici locali, assenti i sindacati, assente, in verità, anche l’opinione pubblica che sembra non soffrire le preistoriche condizioni di percorribilità della importante arteria di collegamento con Catania e il resto del mondo.

La riunione del Comitato, ospitata nei locali della CNA, ha visto una partecipazione estremamente qualificata, erano autorevolmente rappresentati industriali, imprenditori edili, artigiani, rappresentanti di commercio, ma mancavano i sindacati, invitati alla riunione, le cooperative, i rappresentanti del settore agricoltura, questi ultimi fra quelli che dovrebbero essere maggiormente interessati alla realizzazione dell’importante infrastruttura.

La riunione ha avuto un esito ancora non ufficialmente comunicato, come si legge sulla pagina facebook del sito #senzaunmetrodiautostrada, che si può considerare parallelo al Comitato, pare che si passi da una fase di mobilitazione permanente, quale quella attuale, alla fase di protesta.
Si vuole uscire dalle condizioni paludose dove si è impantanata la questione, come prima azione di protesta, si sta valutando l’ipotesi di un presidio in via Mario Rapisardi, all’ingresso della Prefettura, nella giornata del 21 marzo, in coincidenza con l’annunciata riunione romana di alcuni organismi governativi che dovrebbero affrontare la problematica degli intoppi al progetto.

Come accennato, per le qualificate presenze, la riunione ha offerto spunti interessanti, oltre ai componenti del Comitato ristretto, Santocono, Sica e Ingallinera, erano presenti il Presidente dell’Associazione Industriali, con la dirigente, dott.ssa Migliorisi, l’ing. Gugliemino, Direttore dell’Associazione Costruttori di Ragusa, Giorgio Stracquadanio della CNA, oltre ai rappresentanti di ConfArtigianato e CasaArtigiani.
È intervenuto anche il dott. Riccardo Roccella, imprenditore del settore assicurativo, già Presidente della Camera di Commercio di Ragusa e dirigente della Associazione Commercianti di Ragusa, una presenza non rappresentativa di una componente in particolare, la sua, ma estremamente apprezzata anche per gli spunti concreti che ha offerto al dibattito.
In apertura dell’incontro, Santocono e Sica hanno fatto il punto della situazione, soffermandosi sui punti che bloccherebbero l’iter, bancabilità del privato, questione pedaggio, piano economico-finanziario, richiamando le dichiarazioni dell’assessore Falcone che parla di CAS e di piano B per la realizzazione dell’opera, senza fornire concreti elementi di valutazione.
Le ultime indiscrezioni avute da Roberto Sica, che segue puntualmente gli sviluppi attraverso attendibili fonti romane, parlano di una riunione prossima, del 21 dicembre, convocata, secondo alcuni, per uscire dal guado, secondo altri per infossare definitivamente il progetto.
Il Comitato si è riunito per decidere il da farsi, nella consapevolezza che continuare nelle riunioni e nelle dichiarazioni, senza esiti concreti, o forme apprezzabili di protesta, non è più produttivo per gli obiettivi fissati.
Sullo sfondo appare la possibilità di integrare l’apparato societario del privato con l’intervento di nuovi soci, che potrebbero essere l’ANAS o il CAS, ma ogni soluzione richiede tempo, da escludere, in ogni caso, per i costi eccessivi, l’ipotesi di cessione del progetto da parte della SARC, che pure potrebbe essere allettata da una simile possibilità.
Cosa fare, come agitarsi in questa condizione di caos calmo ?
Salvo Ingallinera ha rilevato come sia ormai troppo tardi eccepire riserve sul progetto in avanzata fase, di fronte alle condizioni nelle quali versa la provincia, massacrata e vilipesa dalla politica e dalle istituzioni.
Perplessità rilevate anche in ordine all’atteggiamento dell’assessore Falcone e della sospetta nascita di altri comitati, nella totale assenza della politica e dei sindacati.
Santocono ha rilevato un certo distacco dei Sindaci dall’azione del Comitato e dubita dell’attenzione della politica, ritenendo più opportuno coinvolgere i giovani, le scuole, ancora di più il mondo imprenditoriale, opinione, quest’ultima condivisa dal collega CNA Stracquadanio che ha sollecitato un maggiore coinvolgimento dell’imprenditoria.
Sulla stessa linea del Comitato CasaArtigiani e ConfArtigianato, mentre una posizione di fondamentale condivisione, ma con qualche distinguo, hanno assunto Il Presidente degli Industriali, Licitra e l’ing. Gugliemino, Direttore di ANCE Ragusa.
Se Licitra ha sollecitato un maggiore coinvolgimento dei sindaci, del territorio, per una presenza massiccia che non faccia intravedere, all’opinione pubblica, i tavoli come semplici passerelle, l’ing. Guglielmino si è detto contrario ad azioni spot che non troverebbero il consenso dell’associazione dei costruttori.
Sono emersi dagli interventi dei due rappresentanti di industriali e costruttori, i caratteri di un approccio più professionale alla questione che, per le sue implicazioni, non può essere affidata a semplici manifestazioni di protesta su modelli scolastici.
L’intervento, quasi dirimente fra le varie posizioni, è stato quello di Riccardo Roccella, lucido nella sua valutazione dei fatti e, ancor di più, nel suggerire le possibili azioni, forse perché rigenerato nello spirito dalla lontananza dalla politica attiva e dalla quotidiana lotta di imprenditore.
Roccella non si è detto turbato e indignato solo per la Ragusa-Catania, il Comitato dovrebbe essere il Comitato per il territorio, per l’aeroporto, per la Siracusa Gela, per l’autoporto di Vittoria, per la Ragusa-Catania, ma deve prima estendere il consenso e il coinvolgimento della gente, deve pretendere l’attenzione del mondo agricolo, maggiormente interessato alle questioni emergenti, deve trovare gli interlocutori validi per affrontare una situazione disastrosa, ormai preda solo di incompetenti e di personaggi in cerca d’autore.
Quello che accade, ormai da 40 anni a Ragusa, secondo Roccella ha del paradossale, abbiamo visto scomparire il Corfilac, la Scuola dello Sport, l’aeroporto di Comiso, stentano Ragusa-Catania e autostrada che saranno completate, se avviate, fra decenni.
Per un tozzo di pane – ‘per un piatto di lenticchie’ l’espressione usata – pochi politici hanno consegnato ai catanesi la Camerta di Commercio, Ragusa – ha continuato Roccella – ha il tacco di Palermo e di Catania sulla fronte, ogni rivendicazione è solo utopistica e teorica.
Si è anche fatto interprete della delusione, assai diffusa sul tavolo. del mancato ricevimento del Comitato da parte del Prefetto, ha voluto lanciare l’idea di una presa di posizione forte in occasione delle prossime elezioni europee, dove il territorio avrebbe modo di far sentire la sua voce in maniera eclatante.
Fondamentale, per Roccella, capire quanti sono quelli che vogliono realmente unirsi alla protesta, non serve portare parenti ed amici per fare numero, occorre che ci sia una presenza spontanea, convinta, sincera, che deve comprendere le istanze del territorio e le deve fare sue.

Ultimi Articoli