Caos per la raccolta dei rifiuti, anche per l’informazione sempre carente e un silenzio perenne del DEC

Problemi all’impianto TMB di cava dei Modicani e mancato puntuale ritiro dell’indifferenziato, che ha creato alcuni disagi in città, specie nel centro storico e a Ibla, dove i mastelli sono rimasti pieni, o, meglio, svuotati per terra, dopo il lungo weekend.
Soluzioni a questo genere di problemi vengono sollecitate da Mario Chiavola, di Ragusa in Movimento, anche l’omonimo capogruppo del PD, assieme al collega consigliere D’Asta, sollecita il Sindaco per trovare rimedi in casi come questi.
Addirittura, i consiglieri democratici ritengono che l’indifferenziato non venga ritirato da quattro venerdì, la situazione in città sarebbe destinata a degenerare.
Bene fanno i suddetti a segnalare discrasie e disservizi, anche se l’allarme è sempre eccessivo davanti a situazioni ben distanti da quelle che si verificano in altre città.
Le criticità sono accresciute, spesso dall’abbandono dei sacchetti fuori dai contenitori che, è ormai acclarato, sono insufficienti per le esigenze degli utenti, soprattutto quelli commerciali.
Su tutto domina una carente informazione, nonostante apposite somme previste in capitolato, sui momenti di criticità, con avvisi tardivi affidati esclusivamente a comunicati stampa che sono diffusi, per tempestività ed evidenza, a discrezione di chi vuole pubblicare, non trattandosi di avvisi a pagamento come sarebbe naturale in situazioni emergenziali.
Ma si sa che per la comunicazione relativa all’appalto della raccolta dei rifiuti , nonostante apposite somme previste in capitolato, c’è una fondamentale allergia della ditta che ha contagiato anche il Comune.
Del tutto assente, poi, il DEC, che dovrebbe far rispettare il capitolato, e quindi anche il discorso della comunicazione, che, dall’inizio dell’incarico, è del tutto silente, almeno nei confronti dell’opinione pubblica.
C’è un barlume di speranza, nel messaggio dei due democratici, perché si accenna ad un tentativo di sollecitare la voce grossa con la SRR, soprattutto nella veste di Comune con i conti a posto che non ha esposizioni nei confronti di questi carrozzoni voluti dalla regione, buoni solo per assunzioni e stipendi, che non hanno risolto i problemi, forse li hanno creati.
Ma, anche in questo caso, le notizie sono vaghe: non si può capire l’origine dei guasti, non si possono comprendere le motivazioni, non si possono conoscere i responsabili di queste strutture, non c’è mai chiarezza sulle origini dei disagi.
Intanto, la situazione nel bronx del centro storico superiore è ai limiti del sopportabile, fino a ieri sera, lunedì 2 dicembre, facevano bella mostra, in fondo a via Matteotti, appoggiati al muro dell’antico vespasiano, almeno 4 materassi, nelle immediate adiacenze di via Diaz accumuli di sacchetti di immondizia e nei terreni sottostanti alla strada, prospicienti la vallata San Leonardo, armadi e frigoriferi abbandonati.
La storiella che raccontava un responsabile della ditta ATI Busso, nelle prime conferenze stampa, circa la poca opportunità di raccogliere subito ciò che la gente lasciava, in maniera sconsiderata, per strada, per non incentivare il fenomeno (io abbandono, loro raccolgono) ha fatto il suo tempo come questo meraviglioso appalto, frutto delle menti contorte di ambientalisti e specialisti del settore che ha prodotto i risultati sotto gli occhi di tutti.
È chiaro che si deve intervenire, in maniera drastica, servirebbero delle taglie su questi terroristi ambientali cittadini, dovrebbe essere incentivata la delazione, perché è impossibile trasportare quattro o cinque materassi per strada, senza che nessuno si accorga di nulla.
Ma serve anche un servizio dedicato h 24 di raccolta di rifiuti e di ingombranti, perché non sono più tollerabili situazioni come quelle riportate dalle foto.
Inoltre, per uscire dal caos, occorre fare chiarezza sui rapporti fra Comune e ditta Busso, perché da un comunicato dei sindacati che avvertono di uno stato di agitazione degli operatori ecologici, vengono a galla particolari che il Comune stenta a comunicare e che i solerti consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, sembrano ignorare.
La comunicazione di palazzo è solerte e puntuale per comunicare ogni minima gara, manifestazione di interesse, interventi tecnici su scuole e impianti sportivi, ma di portare a conoscenza particolari sui rapporti fra ente e ditta appaltatrice, che potrebbero degenerare con coinvolgimento dei lavoratori, a danno della collettività, nessuno si sogna di parlare.
Dalla nota delle organizzazioni sindacali si evince che ci sono discordanze in merito all’erogazione della premialità prevista dal capitolato, ci sarebbe discordanza di vedute sulla valutazione negativa sulla qualità del rifiuto.
Emergerebbero anche forti preoccupazioni per le penalità che avrebbe subito la ditta, con relative decurtazioni sugli importi delle fatture, a titolo di sanzioni per inadempienze sul servizio, che potrebbero generare genera diffuse criticità finanziarie, correlate a consistenti crediti vantati verso l’Ente, ammontanti a circa un milione di euro, si tratta di oneri collegati ai servizi aggiuntivi commissionati a seguito di operazioni di recupero dell’evasione, avviata di recente dall’’Ente, che ha messo in luce un rilevante numero di utenze, prima sconosciute, che beneficiano con regolarità del servizio, che in atto, non trova copertura finanziaria tra gli oneri di capitolato.
Ne consegue una consistente esposizione creditizia dell’ATI Busso, da ciò ne deriva un possibile ritardo sui pagamenti di fine anno.
I sindacai lamentano la mancata convocazione delle parti, l’opinione pubblica dovrebbe sollevarsi per il fatto di conoscere questi particolari solo attraverso una occasionale nota dei sindacati, nel totale silenzio dei consiglieri comunali, rappresentanti dei cittadini che ignorano la situazione o, peggio, conoscono e non vogliono parlare.
È da tempo che ci sono voci su presunte inadempienze della ditta Busso, compensate con servizi aggiuntivi non previsti dal capitolato ma necessari, sarebbe ora di mettere tutto sul tavolo e capire cosa avviene in un settore tanto delicato, da sempre, anche nella passata amministrazione, a proposito delle sanzioni che si sarebbero dovute comminare alla precedente gestione. immerso fra silenzi, mezze ammissioni e segreti di stato.
È ora di dire basta e capire cosa avviene nel settore, avranno i consiglieri comunali gli attributi per esigere chiarezza sull’argomento ?

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