Il Capitano, la guardia di sfondamento, il cecchino e i sognatori di sempre

Una squadra completa quella capitanata da Peppe Cassì, una formazione che fa intravedere un futuro positivo per la città, sensazione acclarata da mille particolari, dalla agitazione di pseudo alleati, dalla disponibilità a collaborare, dall’annuncio di opposizioni politiche che non faranno opposizione, dal silenzio degli urlatori di comunicati stampa che mostrano che mostrano di trovarsi con il tasto dell’invio mail inceppato.
La bravura di un politico, di un amministratore, diceva stamani a La 7 il saggista politico francese Philippe Daverio, non sta nelle competenze né sulle qualità politiche ma nella capacità di identificare le priorità.
Dai primi giorni si comprende come Peppe Cassì incentri appunto sulle priorità la sua strategia iniziale di governo.
In altra parte del giornale ci siamo occupati del suo intervento, in conferenza stampa convocata per rendere conto dei primi giorni di attività, un incontro voluto non certo con la presunzione di presentare un consuntivo di azioni importanti, ma per comunicare alla città quali sono le direttrici attraverso cui riportare la città, intanto, al decoro urbano e alla regolarità di servizi e manutenzioni che, in riferimento a quello che dicevamo all’inizio, sono stati inseriti in una graduatoria di priorità non sempre condivisa dalla città.

Anche gli assessori hanno partecipato alla conferenza stampa e si sono subito delineati i ruoli di questa squadra che dovrà governare la città per i prossimi 5 anni, almeno.
Protagonisti della squadra assessoriale che affianca Cassì gli assessori Giovanni Iacono e Luigi Rabito, favoriti dalle deleghe che comportano vere emergenze della città, di fronte alle quali hanno dimostrato di agire con concretezza particolare.
Iacono è partito dall’emergenza verde pubblico, che era stata evidenziata anche dal primo cittadino, ma ha dimostrato, in pochi minuti di avere assunto contezza delle emergenze in tutti i settori di competenza, in soli 7 giorni.
Qualche merito gli va pure ascritto se viene fuori che la copertura di una struttura della protezione civile è fatta con lastre di amianto, se si scopre che il servizio di trasporto degli anziani e dei disabili all’interno del cimitero non prevedeva elementari accorgimenti a favore dell’utenza, se si scopre che ci voleva la nuova amministrazione per pulire la vasca della fontana della villa di Ibla.
Sentire parlare di eliminazione di barriere architettoniche nei cimiteri, in una città che della barriera architettonica ne ha fatto, quasi, un must, fa impressione.
Ma Iacono è stato un vero attaccante di sfondamento, sul verde pubblico ha fatto il miglior tempo sul giro, soffermandosi sugli interventi urgenti in termini di personale assegnato, con atti straordinari, per far sì che, in un paio di settimane si possa uscire dall’emergenza.
Nessuna polemica con chi ha gestito il settore, ma è chiaro che molto non è stato fatto, in passato, evidentemente le priorità erano altre e quando si è agito, si è agito in notevole ritardo.
L’erba alta o le sterpaglie non possono essere comparse dal 27 giugno 2018, le criticità per la sicurezza non sono sorte negli stessi giorni, se l’ingresso al Parco del Castello di Donnafugata era ostruito dalle sterpaglie e dall’erba alta significa che mancava un esperto consulente anche per questo nell’avita residenza di campagna del Barone Arezzo.
Con priorità per gli interventi per la sicurezza antiincendi e per le zone a vocazione turistica, sono già all’opera, grazie ad un intervento amministrativo urgente, operatori in numero maggiore a quello originariamente previsto dal nuovo appalto di manutenzione del verde pubblico, partito poco prima dell’insediamento della nuova giunta.
In totale 4 unità operano su Marina di Ragusa, 4 a Ibla, 2 a Ragusa e 2 al Castello.
Poi c’è l’intervento importante per gli edifici scolastici colpiti, nelle strutture, dalle ultime intemperie, una priorità che l’assessore ha voluto affrontare in tempo per l’inizio del nuovo anno scolastico, con uno stanziamento straordinario di 50.000 euro a base d’asta.
Interessati per infiltrazioni di acque piovane, per sfondellamento di alcuni solai e lesioni all’infradosso di alcuni, e, in genere per la messa in sicurezza delle strutture scolastiche, ben 13 edifici scolastici, San Giacomo, Ecce Homo, 4 Novembre, Schininà, Andersen, Crispi, Berlinguer, Psaumida, Diodoro Siculo, Materna Marina di Ragusa, primaria di Marina di Ragusa, Qasimodo e Vann’Antò.

L’assessore Luigi Rabito è intervenuto con rara precisione e chiarezza in merito a due questioni riguardanti la sanità, di stretta attualità-
Per il Centro Autismo dell’Azienda Sanitaria, struttura che il dr Rabito ha definito di eccellenza nel panorama italiano, ottimamente diretta dal primario di neuropsichiatria, dr Morando, con la collaborazione di tutti i pediatri di base dell’azienda, e del personale educativo e ausiliario, tutti di elevata professionalità, la questione è molto semplice, al di là dei facili allarmismi politici provocati anche in questa occasione.
Il personale educativo lavorava con contratto CoCoCo non più rinnovabile, secondo le norme, oltre il 30 giugno scorso, il servizio non è interrotto, si tratta solo di capire se si potrà trovare un modo per mantenere lo stesso personale che le famiglie degli assistiti ritengono essenziale per una continuità assistenziale.
Un polverone sollevato solo per venire incontro alle legittime istanze delle famiglie, ma si devono rispettare le norme e le leggi, consapevoli che spesso, soprattutto in campo sanitario, non sempre quello che è meglio va d’accordo con la giungla delle normative.
Anche per la questione apertura del nuovo ospedale, sulla quale latitano tutte le forze politiche e di governo, ad iniziare dall’assessore regionale competente, Il dr. Rabito, anche nella sua veste di primario di un importante e fondamentale reparto, ha chiarito, in poche parole, la situazione, anche facendo seguito all’accenno del sindaco di una possibile apertura che sarebbe prevista entro il prossimo mese di settembre.
Sembra che le criticità e gli ostacoli che si frapponevano all’apertura siano in via di soluzione, al di là delle voci che si accavallano su date di apertura e su autorizzazioni ancora mancanti.
Si pensa di poter attuare una simulazione nella seconda settimana di settembre, per una verifica di attrezzature e impianti, il problema sarà poi quello di dover spostare non uno ma due ospedali, trasferimento che impone un severo ma plasmabile cronoprogramma con adeguati sistemi di sicurezza, in termini chiari un processo che deve avvenire per gradi e con un coordinamento attento, tutte cose che fanno intravedere tempi più lunghi che non quelli semplicisticamente sbandierati in ambienti istituzionali.
Ma già è tanto che il dr Rabito ha iniziato a parlare di cose pratiche e non di Scia, di interventi della magistratura, di inutili sopralluoghi, di autorizzazioni mancanti e di lavori infiniti per adeguare una struttura ancora inutilizzata.

Gli altri assessori non avevano emergenze da sfruttare e non hanno potuto recitare parti da protagonista; solo l’assessore Giuffrida ha evidenziato l’attenzione e l’impegno per l’efficacia di tutti i servizi a Marina di Ragusa e ha spiegato gli ostacoli di natura legale che rendono impossibile provvedere alla ripavimentazione del viale dei Platani, per il quale, precedentemente si è preferito intervenire ulteriormente a favore degli impianti sotto strada, usufruendo dei fondi che erano destinati alla ripavimentazione.
Un ricorso impedisce di procedere nella gara di appalto comunque indetta, se non ci sarà un accordo stragiudiziale si potrebbe arrivare anche a fine settembre per risolvere la questione.
E torniamo sulla questione delle priorità: era meglio definire gli impianti o asfaltare e rompere ancora dopo?
Per le altre questioni importanti di competenza, l’assessore non ha fornito un cronoprogramma, limitandosi a dire che ci si occuperà, prima, di piano regolatore, per evitare diffide da parte della regione, e poi di piano particolareggiato, ma quando e come non si sa.
Sogni nel cassetto anche per l’assessore allo sviluppo economico che ha parlato di Agenda Urbana, di Gal, di metropolitana di superficie, che ci daranno sviluppo economico, se ce lo daranno, almeno fra 4 o 5 anni.
Di programmi, anche solo a livello di ipotesi per la riduzione del carico fiscale, per incentivazioni alle attività economiche in centro storico, per interventi forti in tema di aeroporto contro l’incapacità degli attuali vertici gestionali nessun cenno, come nessun cenno è stato rivolto alle emergenze quali quelle dell’autostrada e della Ragusa – Catania che da sole potrebbero essere volano di sviluppo e di crescita.

Aspettando il futuro anche per l’assessore al bilancio, al turismo, agli spettacoli e al centro storico, che non illustrato nemmeno i motivi del grave ritardo per la presentazione dello strumento finanziario, annunciando la stasi polmonare in tema di turismo e di spettacolo, fino al nuovo bilancio, potendosi avvalere solo delle iniziative programmate dalla precedente amministrazione.

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