C’è un grande progetto culturale, allora è meglio parlare di turismo

Le Online travel agency al centro di un incontro all’Associazione Commercianti, suggellato nell’importanza dalla presenza del Sindaco Cassì e dell’assessore Barone
Una tappa del Sicilia Booking Educational, il tour organizzato da Confcommercio – Unione Confcommercio Service, Confcommercio Ragusa e Commerfidi Sicilia con la collaborazione di Federalberghi Sicilia e Booking.com.
L’obiettivo è quello di far conoscere ed ottimizzare al meglio l’uso di una delle aziende di e-commerce più grandi del mondo attiva nel settore dei viaggi.
Si tratta di una opportunità non da poco, per facilitare il business per le imprese turistiche ricettive del territorio.
L’iniziativa, tenutasi nella sede di Ragusa di Confcommercio si è rivelata un successo alla luce della partecipazione di numerosi titolari di strutture ricettive e di operatori del settore.
L’iniziativa nasce nell’ambito della nuova organizzazione dell’unione dei servizi di Confcommercio.
“Stiamo puntando sulla formazione e sull’informazione – ha spiegato il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti – per garantire maggiore supporto alle numerose iniziative imprenditoriali che, nell’ambito di questo settore, risultano essere in fermento sul nostro territorio provinciale. E noi come Confcommercio stiamo monitorando una crescita destinata a diventare sempre più interessante”.
All’incontro, presenti anche il vicepresidente di Commerfidi Sicilia, Antonio Prelati, e il presidente di Federalberghi Ragusa, Rosario Dibennardo. A breve è previsto il “revenue management” in quelle aree in cui si sta registrando la crescita di un gran numero di attività ricettive.

In fermento, per il turismo, anche il settore Turismo e Commercio di CNA che vuole fare di Ragusa una destinazione turistica, mettendo a sistema tutto ciò che riguarda l’indotto che si occupa di turismo, dalla ricettività all’intrattenimento, dalla logistica al trasferimento, dal marketing alla promozione, con la creazione di un vero e proprio brand.
Per i responsabili della CNA occorre che la materia non sia affidata agli improvvisatori del momento, a coloro che hanno promosso il nostro territorio con risultati pessimi.
Quale deve essere, però, il soggetto competente che deve intervenire non è specificato, si avanzano delle ipotesi sulla natura del turismo che circola dalle nostre parti quantomeno discutibili.
Si considera vincente puntare sul turismo di nicchia che avrebbe potenzialità economiche interessanti, ma non si specificano gli elementi a supporto di questa tesi.
Poi si arriva alla esigenza di tendenza del “Destination maker”, figura professionale di mestiere che si occupa della promozione del territorio a 360°.
La CNA rivendica la primogenitura della proposta di destinazione turistica, non si comprende cosa siano stati, finora, la città, la provincia, il riconoscimento UNESCO, Montalbano e gli altri attrattori turistici del territorio.
La CNA intravede le difficoltà di mettere d’accordo 12 comuni per una unica figura professionale, non considera la fallimentare esperienza della partnership fra i comuni del Val di Noto per la partecipazione ad alcune fiere internazionali del turismo
La CNA propone di utilizzare parte dei proventi della tassa di soggiorno e si propone come promotore del marketing territoriale raccordando i Comuni del territorio, facendo anche sistema con le altre realtà territoriali della nostra isola.
Sono già stati identificati i professionisti del settore, mancherebbe solo la volontà politica di realizzare e concretizzare tutti i suggerimenti e le consulenze che meritano di essere sviluppate.
In pratica, possiamo eliminare gli assessori al turismo, perché gli artigiani e le piccole e medie imprese hanno le soluzioni che altri non hanno mai trovato.

Ma non ci sono solo l’ASCOM e la CNA come ‘deus ex machina’ del turismo, non solo locale.
Anche il Centro Commerciale Naturale Antica Ibla interviene sulla questione turismo, condivide l’idea della destinazione unica, considerando il turismo fra le risorse principali del territorio, e i temi di un unico brand turistico, del fare sistema e di individuare un ‘destination manager’.
Figura complessa quella del ‘destination manager’, tutti ne parlano ma nessuno parla di chi lo deve pagare e sulla base di quali risultati, che secondo il direttivo del CCN di Ibla dovrebbe coordinare l’operato delle figure e degli enti coinvolti nel processo di promozione e comunicazione turistica.
Poi la contraddizione: paghiamo il ‘destination manager’ ma facciamo prima un Piano Strategico del Turismo, in modo da indirizzare al meglio l’azione di tutti gli attori del Turismo.
Ma perché non farlo fare dal professionista?
In definitiva l’ennesima proposta per la creazione di un organismo di coordinamento rappresentativo delle varie realtà e che abbia a disposizione le risorse necessarie per portare a compimento il progetto”.

Leggendo le varie proposte si comprende l’origine dello stato di crisi del nostro territorio affogato nell’incapacità gestionale che non è solo di certa politica ma, forse, affonda le sue radici in questa smodata ricerca della sinergia, della condivisione, dei tavoli di concertazione, dove tutti sono protagonisti, tutti si ergono a scienziati della materia, ma nessuno è responsabile delle scelte e dei risultati.

Criticità che emergono anche all’interno del civico consesso, dove c’è un consigliere, fra i più competenti nella materia, che appartiene al Movimento che per 5 anni ha amministrato la città.
Cosa ha fatto per il turismo cittadino il Movimento 5 Stelle? Cosa hanno fatto di buono gli assessori al turismo?
Il consigliere Gurrieri preferisce non disturbare i suoi compagni di Movimento e pontifica sulle mosse della nuova amministrazione.
Buona la pensata dell’ecomuseo, ma il nostro territorio rischia di non trovarsi pronto: considerato che l’ecomuseo sarà a regime, almeno, fra tre anni, sarebbe disastroso se entro tre anni il territorio non fosse pronto.
Gurrieri parla della necropoli del Carmine ma non chiede perché della Vallata Santa Domenica si parla da anni, si taglia solo il verde che, puntualmente, ricresce ed è riempito di rifiuti.
Parla di museo archeologico ma non denuncia con forza gli scandalosi ritardi della Soprintendenza e dell’Assessorato ai Beni Culturali, che non sono solo per il museo archeologico ma anche per l’area di kamarina.
Gurrieri parla ancora di immobili non utilizzati o sottoutilizzati, ma nessuna proposta emerge, in tema di bilancio o di tassa di soggiorno, per quanto in oggetto.

Del fatto che, della tassa di soggiorno, ben 338.000 euro sono sulla pista di rullaggio dell’aeroporto di Comiso, per i soliti improbabili progetti stellari di accordi con primarie compagnie aeree o quotati tour operator, per esempio, non si accorge nessuno, né l’ASCOM, né la CNA, né il CCN di Ibla, né il consigliere comunale che pure fa parte dell’Osservatorio per l’utilizzo della tassa di soggiorno, gli stessi che non si chiedono dove siano andati a finire i 180.000 euro della tassa di soggiorno degli anni 2015 e 2016, erogati ma non ancora utilizzati.
Quanto è strano, dalle nostre parti, l’approccio al turismo!

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