Il centrodestra che non c’è

Sarebbe la coalizione che ha vinto le elezioni, ma nella nostra città, Ragusa, il centrodestra non esiste.
Il partito leader della coalizione, la Lega di Salvini, non esiste per uno di quegli errori di valutazione epocali che fanno gli esperti di politica, forse mal consigliati dal loro inutile entourage, Forza Italia, dal tempo del triplice coordinamento, viene tenuta, incomprensibilmente, in naftalina e i risultati si sono visti, con due parlamentari, di cui uno adottato in altra provincia, che non hanno la necessaria autorevolezza e soprattutto i referenti autorevoli per poter affermare la loro presenza nel capoluogo.
Fratelli d’Italia sconta la convivenza con il movimento di Musumeci e, complici le percentuali ad una cifra che connotano il partito su tutto il territorio nazionale, non riesce ad uscire dal guscio e a sfruttare il momento di attuale impasse degli altri partiti della coalizione.
Un centro destra che non c’è, che da mesi assiste impotente ai tentativi di forze civiche per accreditarsi come formazioni organiche all’area politica con l’unico fine di assorbirne i pochi voti che restano, un centro destra che rimandava al dopo elezioni ogni trattativa per identificare il candidato alle comunali di Ragusa ma che, a dieci giorni dalle elezioni, non dà segni di vita.
Una situazione al limite del paradosso, che non fa presagire nulla di positivo per l’immediato futuro, anche perché ci sono stati segnali estremamente negativi già nella convention elettorale di Forza Italia.
Un evento che, apparentemente, riportava ai fasti del passato di Forza Italia, con un parterre di ospiti di eccezione, ma che in effetti si è rivelato come l’apertura di un negozio di cinesi.
Si trovava e si è visto di tutto, di nuovo e di forze nuove c’era molto poco, abbondanza di residuati bellici del partito, anticaglie rigettate già da tempo dal consenso popolare, pezzi di un passato nostalgico che qualcuno, sull’onda dell’entusiasmo dettato dai favorevoli sondaggi, bramava di riportare in auge.
Se a tutto ciò si aggiunge la presenza incomprensibile di quelle forze civiche che, di forza, vorrebbero sedersi alla guida della coalizione di centro destra per fini elettoralistici, una senza nessuna attinenza storica con Forza Italia, una, addirittura, fuoriuscita dal partito, ci si rende conto come, forse, Ragusa, vuole anticipare quella che sarà la fine di Forza Italia, destinata, in un futuro prossimo, secondo i competenti di politica, alla definitiva liquefazione.
Nel negozio di cinesi si trovavano anche gli esponenti di quelle formazioni di destra che sostenevano una candidatura rivelatasi, alla fine, più inconsistente di quanto era apparso alla sua ufficializzazione.
Si capì quella sera che anche se Forza Italia avesse trionfato, come si sperava, per merito del suo candidato, non ci sarebbe stato futuro per un partito che riproponeva vecchi schemi e personaggi collaudati per incapacità politica, accompagnati dai soliti faccendieri di professione.
Su facebook, chi legge di ipotetici ballottaggi fra grillini e PD pensa che gli autori dei post si siano imbottiti di chissà quale droga, ma il persistere di una condizione di totale indecisione e di incapacità per dettare una linea politica, fa propendere per il fatto che allo sballo siano arrivati prima altri.
Se non ci saranno novità a breve, soprattutto di persone nuove, autorevoli, competenti e con un discreto bagaglio di consenso personale, la scomparsa del centro destra, a Ragusa, è cosa fatta.

Ultimi Articoli