Centro storico di Ragusa: l’assessore Giuffrida mette il sigillo alla prima seduta della sesta Commissione sull’argomento

Anche la Presidente della sesta Commissione, sviluppo economico, la consigliera Cettina Raniolo, segue la linea dell’amministrazione Cassì, quella dell’ascolto, del confronto, dell’acquisizione di proposte e, nel prendere a cuore le sorti del centro storico superiore, ha convocato una prima seduta per acquisire proposte e strategie.
Assieme ai componenti dell’associazione ‘Ragusa in centro’, con Turi Iudice Presidente, presenti il Presidente cittadino dell’ASCOM, Danilo Tomasi, rappresentanti di non meglio precisati commercianti e ristoratori, Simone Digrandi in qualità di esperto di marketing, è stato invitato il Presidente del Centro Commerciale Naturale ‘I tre ponti’, Giovanni Giglio.
Assente il Sindaco, come pure gli assessori competenti per le materie sviluppo economico e centri storici, turismo e spettacoli, è stata la non prevista presenza dell’assessore Giuffrida a portare la voce dell’amministrazione e a mettere il sigillo ai lavori della commissione che, come spesso avviene, si è dilungata nella contrapposizione politica fra consiglieri di opposizione e di maggioranza e nell’esternazione di proposte spesso disaggregate dal contesto, per quanto meritevoli di attenzione.
Come spesso avviene, in questi tavoli, si avverte, ma può essere una nostra impressione errata, l’eccessiva presenza del settore commercianti e, soprattutto dei ristoratori che, naturalmente ispirano proposte e strategie finalizzate a privilegiare le categorie di appartenenza.
Se ciò può essere materia dello sviluppo economico, ancorché ancora limitata a poche categorie e a pochi esercenti, non ci sarà un esame delle problematiche del centro storico, sereno e svincolato da interessi particolaristici.
Centro storico è urbanistica, lavori pubblici, cultura, beni culturali, eventi, richiamo turistico, trasporto pubblico, commercio tradizionale a tutte le ore del giorno, isola pedonale, spazi di aggregazione, vivibilità del centro in generale.
Occorre anche dire che fine precipuo della seduta era capire le intenzioni del Centro Commerciale Naturale ‘I tre ponti’ e del suo Presidente Giglio: costituito nel 2009, oggi annovera fra i soci attività commerciali ormai chiuse, in ogni caso non ha mostrato segni di grande attività, da più parti, come anche in Commissione, si vorrebbe partecipare al rilancio del CCN, auspicando, senza mezzi termini, un rinnovo del Direttivo per avere un interlocutore autorevole in centro storico.
Numerosi gli interventi nel corso della seduta: da quello dello stesso Giglio, che ha evidenziato la profonda crisi del commercio in centro storico, a breve chiuderanno 4 negozi in via Mario Leggio, denunciando la mancanza di confronto e di risposte da parte delle amministrazioni.
Il centro è svuotato, manca l’utenza per i negozi, solo popolazione di anziani e di immigrati o extracomunitari dal livello economico basso.
Secondo Giglio serve far ritornare i residenti e occorre ridare lustro e decoro agli immobili, favorendo residenti e commercianti con adeguate politiche di detassazione: nessuno dei progetti all’origine del CCN ha trovato seguito nelle amministrazioni. Giglio ha rigettato ogni accusa di immobilismo, addebitando alla latitanza delle amministrazioni passate la mancanza di iniziative concrete per il centro storico.
Al netto delle schermaglie di carattere politico fra i rappresentanti delle minoranze e della maggioranza, risalto inevitabile hanno avuto gli interventi di Giorgio Mirabella che, nel piatto panorama dei consiglieri comunali, resta quello che riveste meglio di tutti il ruolo, soprattutto di opposizione.
Mirabella ha messo in risalto l’assenza dell’amministrazione, la sola che può recepire le istanze della seduta e l’unico interlocutore in grado di dire cosa si vuole fare, con quali fondi a disposizione, per quali iniziative specifiche.
Fra i vari interventi sono emerse proposte interessanti, ancorché di facile realizzazione, una fra tutte quella del dott. Carmelo Iacono, dell’associazione ‘Ragusa in centro’ che ha parlato dell’esigenza di una sorta di mercati generali in centro, per rivitalizzare quella parte della città ormai poco frequentata, un’idea che si collega a quella del vicesindaco che vedrebbe un mercato generale coperto nell’area dello scalo merci.
Delusi il rappresentante dell’ASCOM, che ha visto ben poco delle buone intenzioni della campagna elettorale, la rappresentante dei ristoratori, Monica Furnaro che ha lamentato l’eccessiva tassazione che grava, soprattutto, sui più vecchi esercenti, la rappresentante dei commercianti, Carfì, che lamentato lo stato di grave decadenza del centro.

Fondamentale l’intervento dell’assessore Giuffrida che, in pratica, ha risposto agli interrogativi di Giorgio Mirabella, validando, peraltro, la sua tesi che doveva essere la presenza dell’amministrazione a chiarire le nebbie di una tematica della quale, inevitabilmente, l’amministrazione ha le chiavi.
L’ing. Giuffrida esordisce ammettendo, se ancora ce ne fosse bisogno, delle pecche dell’amministrazione Cassì in tema di comunicazione, perché, come abbiamo avuto modo di sottolineare tante volte nei nostri articoli, Cassì e i suoi assessori, chi più chi meno, lavorano ininterrottamente, e bene, per il bene della città.
Forse volano troppo in alto rispetto alle piccole cosucce sollevate da qualche consigliere comunale e per questo tralasciano la opportuna comunicazione, non trovando, fra l’altro, valide collaborazioni in materia
L’assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica è fra quelli che lavorano di più ma, come dallo stesso ammesso in commissione, non è aiutato dalla mancanza di comunicazione su quello che fa.
Oggi il suo intervento ha spalancato le porte su una attività che interessa, da vicino, anche il centro storico: in maniera chiara, semplice e concisa, così come annunciò, a suo tempo, che per rimettere a posto le strade servono ingenti fondi e, soprattutto, molto tempo per riasfaltare tutte le vie, almeno i cinque anni del mandato, allo stesso modo Giovanni Giuffrida ha candidamente fatto notare che lo spopolamento del centro storico comincia negli anni 70 del secolo scorso, sarà impossibile invertire il fenomeno in pochi mesi.
Nei cinque anni di mandato, l’amministrazione Cassì potrà, tutt’al più, invertire la tendenza, sarà un successo se fra cinque anni si avrà solo la sensazione che la gente vuole tornare ad abitare in centro storico.
Questo è il nuovo corso della politica che vuole la gente: verità e fatti concreti, non mirabolanti promesse e Giuffrida rappresenta l’attore ideale di questo nuovo metodo di mettere in scena la politica.
Lui non lo ha detto, ma chi esterna proposte e parla di piano particolareggiato come se per Natale prossimo la gente potesse tornare ad abitare in centro o fa solo propaganda o non capisce nulla di quello di cui sta parlando. Tutti parlano di favorire il commercio, ma nessuno dice che la crisi del commercio ha origini lontane che né piano particolareggiato, né residenti, né detassazioni varie, potranno risolvere, problemi che sono in ogni città, in ogni centro storico.
Si potrà solo incentivare qualche attività di ristorazione e di ricettività, molte delle quali solo serali o invisibili per uno sviluppo economico del centro storico.
Particolare rilevanza e concretezza il passaggio dell’assessore Giuffrida relativo al problema degli sgravi fiscali che debbono essere supportati da una adeguata minore valutazione delle rendite catastali, purtroppo non direttamente dipendente dal Comune che, pur tuttavia, si farà parte attiva con il catasto per rivedere la sopravvalutazione degli immobili che porta i proprietari a chiedere affitti esagerati.
Giuffrida ha poi evidenziato l’operato dei suoi colleghi, la riduzione della TARI e della TOSAP, quest’ultima ottenuta attraverso la riclassificazione delle vie, il calendario degli eventi programmati, ha parlato dei grandi progetti della giunta Cassì: lo scalo merci, la possibile acquisizione di palazzo Tumino, le trattative per un riutilizzo del cinema La Licata, il riutilizzo della ex biblioteca comunale e dei locali dove era allocata la facoltà di Giurisprudenza, sempre in via Matteotti, la definizione del progetto per l’ex cinema Marino per il quale, al momento, non ci sono i fondi sufficienti, il progetto di una nuova illuminazione e della possibile apertura al traffico di via Roma.
Come si può facilmente evincere, la squadra lavora su grandi problematiche, la piccola retorica di qualche consigliere comunale diventa ancor più insignificante anche perché mancano le proposte concrete, sarebbe opportuno che le prossime convocazioni fossero dense solo di proposte concrete e, come da più parti richiesto, di facile e immediata possibile realizzazione.
Crogiolarsi nel piano particolareggiato o in quei progetti che hanno bisogno di tempo e di fondi per diventare realtà, servirà solo per mantenere le commissioni come passerella di interventi che non portano nulla di buono alla città.

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