Città di Ragusa: forse è arrivato il momento di dire basta

Sembra quasi un gioco per sfornare un comunicato al giorno, fra l’altro sono comunicati della società Città di Ragusa e non si comprende chi li dispone, un giorno è l’allenatore, un giorno sono l’allenatore e il direttore sportivo, un altro ancora il comunicato parla in terza persona del presunto Presidente.
Evidentemente un caos che non è solo dirigenziale, come si può riscontrare dalla successione di due comunicati, inviati a distanza di 24 ore.
Venerdì mattina, l’Ufficio stampa dirama un comunicato dove si legge che il presidente dell’Asd Città di Ragusa, Franco Pluchino, ha diffuso una nota in cui annuncia la volontà di volersi mettere da parte, senza specificare a chi è rivolta la stessa nota.
La squadra, si legge nel titolo, è stata affidata al direttore sportivo al direttore sportivo e al tecnico, ma non viene specificato chi ha deciso e disposto l’affidamento.
Si leggeva ancora che DS e tecnico “si stanno adoperando già da ieri per reclutare quanti più giocatori sarà possibile della rosa azzurra così da farli scendere in campo domenica, in occasione della gara casalinga che il Città di Ragusa disputerà contro il San Pio X.”
Nessuna precisazione in relazione alle pendenze del Presidente nei confronti dei giocatori e del tecnico, nessun particolare sul significato che il Presidente dà alla volontà di mettersi da parte.
Se ne va? Lascia i debiti? Paga gli assegni postdatati che aveva dato ai giocatori? Chi mantiene la società per le spese ordinarie?
Si ritine che siano domande legittime per la città e da gente seria dovrebbero arrivare risposte.
Anche perché si auspica che intervengano imprenditori per salvare la squadra dalla chiusura, ma con questa luna di silenzi e di misteri non è che la gente possa essere invogliata a farsi coinvolgere.

Oggi, sabato, un altro comunicato che, a ventiquattro ore dal primo assume contorni che destano non poche perplessità: domenica si va in campo, in trasferta con la squadra Juniores, quella, per intenderci, che si è presentata a Caltagirone in nove uomini, poi ancora ridottisi nel corso della gara.
Si preannuncia, a quanto pare, un’latra figuraccia per il buon nome DELLA Città di Ragusa, il buon nome DEL Città di Ragusa, purtroppo, è andato perduto da tempo.
Il buon Raciti dice che ha cercato di verificare quali potrebbero essere gli spunti per convincere almeno una parte dei titolari, ai quali nulla si può addebitare ma sarebbe opportuno che spiegassero, senza intermediari, come stanno effettivamente le cose e, nella più totale legittimità di scelta, dicessero cosa intendono fare.
Si cerca l’ancora di salvataggio per porre fine alla deriva, encomiabile l’impegno dei due tecnici, ma, per quanta esperienza possano avere, non è il loro mestiere quello di fare i dirigenti.
Sarebbe intanto utile, in funzione di trovare imprenditori disposti a transitare la squadra a fine campionato, se un eventuale impegno economico sarà a fondo perduto, perché la società resta nelle mani del Presidente uscente che rivendica diritti sulla società, oppure ci potrebbe un subentro senza oneri, a patto che non esistano obbligazioni di nessun tipo.
Se non ci sono risposte e garanzie precise in merito, forse è arrivato il momento di dire basta.

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