Coma artificiale per la corsa a Palazzo dell’Aquila

La campagna elettorale per le comunali, meglio sarebbe dire la lotta per le candidature, è in uno stato di coma artificiale, provocato per far credere alla gente che si deve badare alla campagna per le nazionali.
In effetti, vuoi per l’esito che appare scontato, soprattutto sul nostro territorio, vuoi per la mancanza di candidati ragusani, eccezion fatta per il senatore Mauro, favoriti per l’elezione, secondo i sondaggi, per la campagna elettorale per Camera e Senato c’è il più totale disinteresse.
Ma sbaglierebbe chi pensa che è tutto fermo. Nell’area di centro sinistra si cerca apparentemente, di fare sintesi fra il candidato del Partito Democratico, Calabrese, e Giorgio Massari con la sua lista Ragusa Prossima, ma non ci sono segnali di possibili accordi, dal momento che nessuno dei due contendenti accenna al sospirato passo indietro.
A sinistra si attende l’esito del risultato nazionale per studiare la candidatura che possa inserirsi bene nella contesa.
Dopo il ritiro della investitura a candidato, da parte del vice sindaco Massimo Iannucci, i 5 Stelle di Ragusa hanno eletto il loro nuovo candidato, indicazione che sembra scaturire dalla maggioranza degli attivisti ragusani.
Non ci dovrebbero messere dissenzienti fra gli attivisti ragusani, almeno fra quelli riconosciuti, come non ci sono conferme di un eventuale disimpegno a sfavore del candidato Tringali, da parte del cerchio magico del vertice comunale, nonostante le voci che vorrebbero dare Iannucci in uscita dal Movimento, verso una lista civica alternativa.
Del resto, proporre un’alternativa a Tringali sarebbe un azzardo, una mossa rischiosa considerato, soprattutto, il consenso, generalizzato, che viene anche da ambienti fuori dal Movimento 5 Stelle, come pure sarebbe un salto nel vuoto un eventuale dissenso dei vertici del Movimento che debbono formalizzare la candidatura.
E’ lo stesso motivo per cui il nome di Tringali, ancorché non del tutto inaspettato, ha raggelato gli animi nel centrodestra che sperava di trovare spazio per le frizioni interne al Movimento 5 Stelle.
Anche nell’area di centro destra c’è un coma indotto, ma il paziente si muove, si agita, reagisce agli stimoli, mostra segni di insofferenza, viene sollecitato anche dai post di piccoli faccendieri di paese che smaniano per trovare alternative all’attuale situazione politica che li ha anche gratificati ma li ha lasciati nell’impossibilità di muoversi con la proverbiale spregiudicatezza dei faccendieri.
Gli aspiranti candidati sono sempre numerosi, c’è la truppa degli esponenti dei piccoli movimenti e delle liste civiche che cercano di insinuarsi nel caos dei partiti di destra, ma la rinascita dei partiti dell’area, che dovrebbe essere confermata nelle imminenti consultazioni, mette fuori, a priori, possibili candidature che non siano espressione dei partiti.
Sarebbe un rischio affidarsi alla precarietà del civismo, ci vuole un nome autorevole, candidabile, eleggibile, che abbia consenso diffuso e goda, comunque, della stima, come candidato, di tutte le forze politiche, anche di quelle avversarie, occorre un nome che sia fuori dalle recenti contese e dispute fra le varie formazioni civiche che hanno lavorato, da mesi, per anteporre una loro espressione a quella dei partiti.
Non a caso ci sono ‘indagini di mercato’ interne che vorrebbero pescare, addirittura, nel mondo dello sport locale, per assicurarsi quelle fasce di condivisione, al di fuori della politica, per tentare la scalata al Palazzo.
Di certo, l’area di centro destra è quella che, più di tutti, attende l’esito delle nazionali per stabilire la griglia di potere in provincia, anche alla luce delle altre consultazioni comunali sul territorio, senza che dire che aleggia l’ipotesi di elezioni per le possibili nuove province che potrebbero costituire valvola di sfogo per esclusi e scontenti

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