Comiso airport: una telenovela per l’aeroporto di tutti, senza un padrone

Siamo sommersi di comunicati, tanti si interessano dell’aeroporto di Comiso ma non mostrano autorevolezza e competenze sufficienti per determinare sbocchi positivi alle tante questioni che minacciano il suo funzionamento, solo pochissimi dimostrano di avere le idee chiare e, soprattutto di capire cosa si sta muovendo per l’aeroporto di casa nostra.
In sostanza è difficile capire chi può e deve decidere, a differenza degli altri aeroporti italiani, di proprietà dello Stato, Comiso è uno scalo di proprietà di un ente locale, condizione che, all’estero, è piuttosto diffusa.
Consideravamo negativamente le nostre perplessità ma ci ha confortato un recente comunicato del sindaco di Comiso, del 28 luglio, che sente l’esigenza di chiarire come stanno le cose.
Riferisce il sindaco che “l’aeroporto è di proprietà del Comune di Comiso, che, da proprietario, lo ha dato in concessione a seguito di Gara Pubblica Europea a SO.A.CO. SpA per gestirlo.
Non è un aeroporto di proprietà dello Stato, come avviene nel resto del paese, ma di proprietà di un Ente Pubblico Territoriale, come avviene nel resto del mondo e come è previsto dal Codice della Navigazione.
L’aeroporto di Comiso e la SO.A.CO. SpA sono due cose diverse.
Il comune di Comiso è il proprietario ed è, dunque, anche l’ente concedente. Oltre che essere “proprietario”, il comune di Comiso è anche socio di SO.A.CO. SpA al 35%, quota che gli permette di controllare gli atti di straordinaria amministrazione.
INTERSAC Holding SpA è l’altro socio al 65%. Su queste premesse di carattere generale, oggi viviamo la crisi di INTERSAC Holding SpA, posta dai soci IES e SAC, in liquidazione giudiziale. La liquidazione è stata avviata nel dicembre scorso ed è ancora in atto.
Questa è la situazione, questo è lo stato dell’arte nel momento in cui mi sono insediata come sindaco di Comiso. La situazione è già gravemente compromessa, per mancanza di liquidità, ma anche e soprattutto per le scelte gestionali compiute finora.” Questo dice il proprietario.

L’attuale sindaco di Comiso, eletto da una coalizione di centro destra, mentre, occorre dire, le decisioni importanti sull’aeroporto sono state sempre adottate da amministrazioni afferenti al PD, chiarisce quali sono le ultime questioni sorte per le decisioni del predecessore, sindaco del PD.
L’ex sindaco Spataro, in data 15.06.2018, ipotizza l’affitto dell’azienda SO.A.CO. SpA, un affitto temporaneo di azienda che si svilupperà “limitatamente al periodo necessario ai liquidatori di Intersac Holding spa per mettere in vendita il 65% delle azioni di SOACO Spa e permettere che un nuovo azionista ricapitalizzi l’azienda”.
In questi progetti di strategie finanziarie si conferma la storica inadeguatezza dei vertici di SOACO che trapela dalla totale assenza di interventi in merito alle apparentemente fantasiose soluzioni ipotizzate per l’aeroporto.
L’attuale sindaco, fra l’altro, evidenzia come il Comune di Comiso, proprietario e concedente della struttura, non abbia ricevuto nessuna richiesta di autorizzazione per le scelte operate.

Una situazione quanto mai caotica, dall’esito incerto, prevale, comunque, l’impressine, anche degli addetti ai lavori, che l’aeroporto resterà nell’orbita di quello etneo, non solamente per questioni societarie ma per il fatto che Catania non potrà permettere che altri gestiscano un aeroporto a due passi da casa, potenziale fortissimo concorrente, soprattutto per le maggiori potenzialità della pista comisana che permetterebbe un traffico di aeromobili diversi da quelli che possono atterrare sulla vecchia e limitata pista catanese.
Si sa che andrà a finire come per le antenne del MUOS: qualcuno pensava di poter far sloggiare gli americani da Niscemi, ma tutto è stato vano e le antenne funzionano regolarmente.
Se qualcuno si illude che Comiso si potrà liberare dalla governance etnea con facilità è solo un sognatore.
Sono, fra l’altro, noti i forti legami costituiti nel contesto dell’unificazione delle Camere di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa.
L’incapacità dei vertici della società di gestione dell’aeroporto rimane incomprensibile in merito alla vana ricerca di compagnie aeree e vettori interessati al bando di gara per incentivare nuove rotte con i fondi ex Insicem, 1,6 milioni di euro.
Due bandi andati a vuoto, segnale che qualcosa non funziona se 1,6 milioni di euro dei fondi ex Insicem restano sul tavolo, circondati solo da chiacchere.
Come, inutilizzati, almeno fino alla delibera del mese scorso del Comune di Ragusa, della quale ci occuperemo a parte, risultavano i fondi della tassa di soggiorno del Comune di Ragusa destinati per nuove rotte.
C’è forse qualcosa di cui la politica non vuole accorgersi per favorire una fase di stallo che faccia il gioco non si sa di quali strategie.
Sullo sfondo il totale disinteresse dei comuni dell’area del sud est per diventare protagonisti in questa storia dell’aeroporto che è aeroporto del comprensorio e come tale deve essere gestito, non da altri comprensori, né dal solo Comune di Comiso che, da solo, non ha le possibilità di determinarne il futuro.
Sta di fatto che, in piena estate, con una un aeroporto al collasso, con interventi della regione che si stentano a comprendere e sembrano fare solo il gioco di Palermo e di Catania, c’è un fiorire di iniziative, improvvise, dettate da non si sa quali necessità urgenti.
L’ultima è la mossa del Commissario del Libero Consorzio di Comuni di Ragusa, che, da un lato si dice prossimo al default, mentre distribuisce i premi di produttività ai dirigenti, dall’altro trova l’energia sufficiente per approvare, all’improvviso, lo schema di convenzione per l’utilizzo dei fondi ex Insicem.
Con deliberazione immediatamente esecutiva, in pieno Ferragosto, il Commissario Straordinario Salvatore Piazza, come si legge in un post della pagina facebook del Consorzio, approva lo schema di convenzione tra il Comune di Comiso, la SO.A.CO. Spa e il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, volta a incrementare le presenze turistiche nel territorio costituente l’ambito dell’aeroporto di Comiso.
Una proposta di convenzione preparata dai competenti uffici del consorzio che serve per disciplinare l’assegnazione della cifra di € 1.600.000,00 – già a suo tempo destinata all’incremento delle rotte sul “Pio La Torre”.
La somma predetta servirà a sostenere tutte quelle attività di promozione del nostro territorio che contribuiranno ad incrementare il numero di passeggeri e, di conseguenza, un aumento dei flussi turistici verso i territori dei comuni che hanno costituito l’ambito dell’aeroporto di Comiso nonché del Sud est della Sicilia.
Questo nuovo schema di convenzione, rispecchia le modifiche richieste, durante la riunione svoltasi il 23 aprile 2018, dalla società di gestione aeroportuale e dai dodici comuni iblei.
In tal senso – conclude il Commissario Salvatore Piazza – la stessa SO.A.CO. Spa avrà il compito di certificare l’incremento del numero di passeggeri veicolati dai vettori aerei affidatari dei servizi oggetto della convenzione.”
In pratica, dall’originaria destinazione per le rotte, i fondi si spostano su non meglio identificate attività di promozione del territorio per incrementare l’aumento dei flussi di viaggiatori, non si sa quanto legittimamente in relazione alle decisioni che erano state stabilite.
Trattandosi di milioni di euro, che si vanno ad aggiungere ad altre erogazioni regionali e di enti locali, permane la più assoluta incertezza sulle modalità di promozione, sui soggetti deputati ad attivarla, senza dire che, sembra, non ci siano garanzie, né reali, né fidejussorie, sui risultati di queste indefinite attività di promozione.
Sembra di essere ritornati ai tempi delle partecipazioni alle fiere del turismo, quando si girava il mondo senza portare a casa un briciolo di risultato, e in questo gli organismi provinciali, con le loro emanazioni turistico-economiche erano maestri in questo tipo di ‘festini’.
Ora tutti al capezzale del moribondo aeroporto, con tante ‘chiavi d’oro’ e ‘fiori che non marciscono’, tutte cose che non servono al moribondo ma alla sua memoria, non si sa se in attesa del funerale o per una rianimazione temporanea, un coma artificiale che consenta di prolungare la vita in attesa di condizioni ottimali per definire il futuro aeroportuale della Sicilia orientale. Ma non si vedono né medici, né infermieri.

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