Competenze e un approccio diverso per evitare la fine di un territorio

Abbiamo accolto con estremo interesse la nota del dr. Roberto Sica, vicepresidente della FNAARC di Ragusa, la Federazione Agenti Rappresentanti di Commercio aderente alla Confcommercio, rivolta alle Organizzazioni Datoriali, alle Organizzazioni Sindacali e alle Associazioni dei Consumatori, per una profonda riflessione sulle condizioni relative dell’economia del territorio.
Interesse per il prestigio del personaggio, avulso da scenari di partito, da sempre legato e instancabile animatore della sua categoria, soggetto professionalmente preparato e valido, per titoli ed esperienze che, a buon diritto, può dire la sua sugli argomenti che tratta.
Ma da tale personaggio ci attenderemmo anche una rivisitazione critica delle sue posizioni nei confronti delle realtà che hanno portato al disastro presente, per alcune delle quali il dott. Sica è stato organico e, secondo noi, anche troppo accondiscendente per strategie, nomine e scelte politiche.
Ci spieghiamo meglio, dal suo punto di osservazione, Sica ha assistito a tutti i traccheggi, da anni, per la Camera di Commercio, in primis, per l’aeroporto, per la Ragusa Catania e per altre importanti emergenze che hanno riguardato il territorio.
Da una persona come lui, nota a tutti come uno che di certo non ha mai avuto bisogno della politica e dei politici, ci saremmo sempre aspettati delle chiare denunce sulle lordure e sulle lotte intestine per le varie nomine della Camera di Commercio e dell’aeroporto, enti per i quali hanno prevalso sempre e solo logiche spartitorie che, per anni, hanno bloccato tutto e hanno portato alla crisi attuale.
Non vogliamo scendere nel particolare in questa sede, ma è apparso sempre evidente che nomine basate su criteri non meritocratici ma di spartizione politica o fra le varie componenti datoriali del territorio hanno portato allo sfascio per evidenti incompetenze e assoluta mancanza della necessaria autorevolezza che discende da prestigio e storia personale dei nominati.
Basta leggere alcuni passaggi della sua nota per capire che si poteva e si doveva arrivare prima, e non con i toni da salotto che ancora sfoggia il dr. Sica.
Lui stesso ammette che il problema è sottovalutato da tre lustri, ma la sua voce non si è alzata per l’inconsistenza delle persone chiamate ad occuparsi dello sviluppo socio economico del territorio.
Anche in questa occasione nessuna associazione datoriale, nessun sindacato è riuscito ad ottenere, in una adunanza pubblica impegni certi per il territorio.
Nella più assoluta indifferenza di quanti hanno visto recapitarsi la nota del dr. Sica, nessun candidato ha detto cose chiare sulla Camera di Commercio, sull’aeroporto, sulla Ragusa Catania, sull’autostrada, sull’agricoltura.
In maniera esaustiva Sica riporta i dati macroeconomici che fanno intravedere una ripresa che sarebbe possibile per il nostro territorio a patto di mandare a casa le comparse che ancora occupano poltrone con saccente atteggiamento tipico del nulla che rappresentano.
Auspichiamo che ci sia una levata di scudi forte per le emergenze del nostro territorio, il rinnovamento deve partire dalle organizzazioni datoriali, dai sindacati, da dove devono uscire competenze e non mezze figure condizionate da ideologismi o appartenenze di partito, e dove non ci devono essere fazioni interne ma solo fronti unitari a benefico della cosa comune.

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