Completata l’installazione artistica nella rotatoria di Bruscè

Domani, mercoledì 17 luglio, l’autore e i promotori dell’installazione artistica della rotatoria di via Ettore Fieramosca spiegheranno in conferenza stampa il senso e il messaggio dell’opera.
Troveranno, prima di tutto, sollievo quanti, non appena i materiali furono depositati all’interno della rotatoria, scambiarono la ferraglia zincata ammassata come l’opera definitiva.
Non è che gli stessi, ad opera finita, abbiano mutato opinione che già è definita inquietante e da rimuovere.
Il presidente di Ragusa in Movimento, solitamente uso alla critica incondizionata, anche sulle amministrazioni che ha appoggiato in campagna elettorale, di certo, non ha le idee chiare nemmeno in fatto di arte moderna.
E lo ammette candidamente, in una nota, oltre a guardarsi bene dal giudicare di un artista che, tra l’altro, pare, sia molto quotato.
Non si comprende, allora, perché si chieda il motivo dell’installazione, quale sia il valore aggiunto per il sito, quale il decoro apportato,
Da inesperto di arte, come lo stesso Presidente dell’Associazione si è definito, si sentenzia che è sbagliato il contesto, sbagliata la tipologia dell’opera, sbagliato, forse, anche il periodo dell’installazione, quest’ultimo particolare incomprensibile perché pensiamo che, forse, se ci è permesso esprimere un parere, in pieno inverno, fra lampi e tuoni, l’installazione potrebbe apparire più inquietante.
Senza nemmeno chiedere spiegazioni sull’opera, la stessa va considerata da rimuovere.
Certo, a parer nostro, le installazioni cittadine di arte moderna, multicolore, geometriche, che abbelliscono gli spazi urbani di Milano, sembrano più allegre, più gradevoli, ma, come in politica, non tutti possono avere le stesse idee e gli stessi gusti.
E, come in questo caso, chi si occupa di cultura, in seno all’amministrazione, nel nostro il sindaco in persona, è legittimato a scelte che potranno essere del tutto non condivise.
In passato abbiamo avuto le opere come quella che insiste su piazza Malta, come quelle di Cappello in piazza Poste, abbiamo avuto le pietre parlanti e colorate, le sagome metalliche, non meno inquietanti di questa installazione, come altamente inquietante erano e strutture di legno sul ponte nuovo che simboleggiavano il terremoto.
E’ normale che le scelte di un amministratore possano non piacere, come non si può condividere la scelta della collezione di abiti d’epoca o la riqualificazione di una via o la statua di Pennavaria.
C’è la possibilità, per gli amministratori coraggiosi, di rivedere le scelte del passato, compatibilmente alle spese da sostenere.
I promotori di questa installazione sono gli organizzatori di Festiwall, manifestazione pregevole che, con le sue realizzazioni, ha sempre rappresentato un valore aggiunto per il panorama urbano di Ragusa.
Anche nel caso dei murales giganti sulle facciate si è fatto un lavoro egregio, soprattutto di progettazione, ma anche qualche scelta è stata del tutto discutibile, come nel caso di quella del ponte vecchio o per altre immagini troppo legate a determinate ideologie, non del tutto e da tutti condivisivibili.
Ma un soggetto non gradito o una immagine non accattivante non possono inficiare un progetto globale di riqualificazione urbana che, prima di tutto deve essere giudicato da persone competenti e non dal leone di tastiera della porta accanto.

Una nota dell’Ufficio Stampa del Comune informa, comunque, che l’artista berlinese Clemens Behr ha realizzato per “Festiwall” una scultura installata all’interno della rotatoria di contrada Bruscè e che l’iniziativa, patrocinata dal Comune, verrà spiegata nel corso di una conferenza stampa.
“FestiWall”, Festival internazionale di arte pubblica, patrocinata nelle sue diverse edizioni dal Comune di Ragusa, prosegue il suo percorso attraverso una riflessione sullo spazio urbano con una nuova opera.
A presentare questa nuova installazione saranno il sindaco, Peppe Cassì, il direttore artistico del Festival, Vincenzo Cascone ed il coordinatore del progetto, Alberto La Cognata.
Clemens Behr, artista berlinese, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per le sue installazioni costruite con materiale di recupero, è ritornato infatti nella nostra città per riplasmare la scultura ideata lo scorso anno all’interno del “Lanificio”, ex fabbrica tessile, quartiere generale della passata edizione di “FestiWall”.

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