Concluso il ciclo di Festiwall, si auspicano altre iniziative importanti di Vincenzo Cascone

Grande delusione alla notizia che gli organizzatori considerano concluso il ciclo di Festiwall: una manifestazione che si era imposta come uno dei dieci migliori eventi di street art del Paese, già dopo la prima edizione. Sono venuti a Ragusa i maggiori artisti dell’arte murale internazionale.
Una ventata di grande novità e di enorme respiro culturale per la città, una iniziativa che fu di Stefania Campo e che finisce proprio ora, quando trova un sindaco estremamente sensibile e disponibile a proposte innovative.
La conclusione di Festiwall, che lascia, senza dubbio, un segno indelebile in tutto il tessuto urbano, oltre a provocare profonda delusione provoca alcune riflessioni.
Da anni, ormai, siamo abituati, in campo culturale, ad una serie di eventi che si possono considerare ormai istituzionalizzati, non tanto per la loro valenza ma per le pressioni enormi che sono inoltrate all’amministrazione di turno che non può fare scelte proprie.
L’evento, di spettacolo, di teatro, di artisti di strada, di musica, di danza, è sempre inamovibile. Si pretende il contributo e, se questo manca o è inferiore alle aspettative, succede il finimondo, come è già accaduto per il ridimensionamento delle richieste.
Non si possono toccare nemmeno le location, non si può scegliere il periodo dell’anno, ci troviamo a replicare, ogni anno, iniziative che, spesso, sono ripetitive, non mostrano segnali di evoluzione, non apportano nulla di nuovo come processo culturale.
Ma ogni nuovo sindaco si deve inchinare alla consuetudine, gli assessori non possono mettere in discussione le manifestazioni, non le possono ridimensionare, non possono dare vita a iniziative nuove.
Colpisce, quindi, il fatto che degli organizzatori di una iniziativa di grande successo si fanno da parte, spontaneamente, lasciando solo la speranza che vorranno elargire alla città nuove idee e nuove iniziative.
Il patrimonio artistico che lasciano è di grande valenza, desidereremmo che possano inoltrare un’ultima istanza agli amministratori per pretendere che tutte le opere vengano degnamente illuminate e, soprattutto, che l’illuminazione venga mantenuta.
Uno di quegli aspetti tenuto poco in conto che amministratori distratti e superficiali consiglieri comunali hanno tralasciato, per molto tempo.

Al riguardo, vale la pena di ricordare tutte le opere realizzate nei quattro anni precedenti.

Il primo anno, 2015, l’anno dell’esordio di Festiwall, cinque le realizzazioni: due su edifici pubblici, tre su edifici privati.
Gli artisti Moneyless, Daniel Eime, Pixel Pancho, Natalia Rak e Millo.

Moneyless, visual artist milanese, nato e cresciuto nel mondo dei graffiti della metropoli lombarda dei primi anni ’90, con il suo stile caratterizzato da un forte astrattismo e da una cruda espressività che si riverbera sullo spazio creando seducenti forme geometriche, abbelli una facciata della biblioteca comunale, quella prospiciente sul parcheggio.

Daniel Eime, portoghese, attivo da più di dieci anni nell’ambiente dell’arte urbana, è cresciuto da sempre in mezzo ai linguaggi artistici. È partito disseminando i suoi lavori con adesivi e poster per poi approdare alla tecnica dello stencil con cui consolida il proprio stile, partendo da una base fotografica (spesso dei ritratti) dalla quale fa germinare una nuova composizione con più sezioni della stessa immagine.
Una ricerca la sua che gli ha consentito di scavare nella fisiognomica e nell’espressività dei suoi soggetti in tutte le più importanti città europee. Sua la realizzazione di via Ariosto, sul ponte delle Giuseppine in via Padre Anselmo.

Pixel Pancho, torinese, considerato uno dei migliori artisti del circuito, la sua missione è portare in giro per il mondo un nuovo dialogo tra il mondo umano e quello meccanico. Una iconografia robotica di Pixel Pancho davvero affascinante, sua l’opera di via Ercolano, di fronte al Prima Classe.

Natalia Rak, uno dei graffiti artist più interessanti della Polonia, laureata in Belle Arti a Lodz con specializzazione in Spatial and Poster Design conseguita presso l’atelier dell’artista Sławomir Iwański. Illustratrice, pittrice e graphic designer conosciuta per i suoi vibranti ritratti large-scale, frale più quotate in Europa, ha già partecipato ad alcuni dei più prestigiosi eventi di urban art europei.
Sua l’opera su una facciata di un edificio retrostante al campo ex ENAL di via Archimede.

Millo, pugliese di Mesagne, vanta ‘muri’ a Roma, Milano, Londra, Parigi e Rio de Janeiro.
Le opere si distinguono per la tessitura di intricate linee su cui campeggiano figure che strizzano l’occhio al mondo dei fumetti. Un utilizzo quasi esclusivo del bianco e nero, con qualche rara punta di colore, un tratto pulito, dei murales pieni di dettagli che inglobano il più possibile gli elementi dell’architettura circostante e che non lasciano indifferenti passanti ed estimatori. Sua l’opera su un edificio comunale, visibile da via Vittorio Alfieri.

Per l’edizione 2016 si conferma la formula che lega cinque artisti a cinque muri, disseminando gli interventi in un’area ben definita di Ragusa. Il quartiere, denominato comunemente “Selvaggio”, è una area che ospita diverse strutture sportive della città ma dove ancora è forte la frattura generata dall’edilizia popolare.
L’area è stata interessata negli anni ‘80 da un’intensa attività di costruzione che ha disegnato un discutibile scenario urbano costellato da grandi edifici residenziali. La cosiddetta E. R. P. (Edilizia Residenziale Pubblica) è stata per anni sinonimo di “degrado urbano” ed esempio di periferia poco utilizzata negli eventi della città.
Gli artisti, Agostino Iacurci, unico italiano del gruppo, dallo stile geometrico e inconfondibile; la spagnola Hyuro con le sue opere di forte impegno sociale; il tedesco SatOne, voce autorevole del “”Graffuturismo Europeo”; l’onirico australiano Fintan Magee, capace di fondere sogno e realtà; e infine, per la prima volta in Italia, Evoca1, uno dei massimi esponenti del figurativo iperrealista.
I grandi vasi dipinti da Agostino Iacurci sulla facciata del palazzo di via Anfuso e la coloratissima opera astratta realizzata dal tedesco SatOne sulla parete principale del grande quartiere generale della manifestazione, sito in via Berlinguer, spiccano nel panorama del popolare quartiere Selvaggio, fino a quel momento dominato dal grigio del cemento.
La spagnola Hyuro dedica la sua opera a Maria Occhipinti e al movimento “Non si parte”, lo statunitense Evoca1, con la partecipazione a Ragusa aggiunge per la prima volta una tappa italiana al novero delle opere da lui realizzate., entrambi in via Caronia.
Evoca 1 spicca con la sua opera, tinteggiata in magistrale chiaroscuro, esprime i pericoli che chi ama è disposto a correre. La fiducia bambina aspetta la freccia che centri la mela posta sul suo capo, e senza timore si prepara offrire altri bersagli, che paziente tiene tra le mani.
In via Berlinguer, l’opera che si affaccia sull’area del mercato settimanale, dell’australiano Fintan Magee, “Il giardiniere”.

L’edizione 2017 consolida Ragusa, con FestiWall, il festival d’arte pubblica più a sud d’Europa, come preciso riferimento per gli appassionati di Street Art.
La terza edizione FestiWall prosegue un percorso di ricerca nell’ambito della migliore arte urbana internazionale, con lo scopo di offrire alla città un panorama completo delle tendenze della Street art e le sue avanguardie più interessanti.
Altre cinque opere murali realizzate da cinque grandi artisti di fama mondiale, che si sommano ai dieci muri delle passate edizioni, opere permanenti consegnate alla comunità che hanno attivato un processo di rigenerazione urbana e hanno dato la possibilità ai cittadini di vivere in maniera più emozionale il proprio territorio.
Se nelle prime due edizioni il festival si è rivolto alle aree di più recente costruzione, prima al nuovo centro cittadino e poi alla zona popolare del quartiere Selvaggio, questa volta si concentra sullo spopolamento del centro storico della città di Ragusa e le sue ricadute sull’area urbana.
Festiwall diventa un unicum sulla scena artistica italiana, per l’indipendenza del progetto, la capacità di innescare relazioni durature con partner attivi sul territorio, una ricchezza dell’offerta culturale e la puntuale analisi delle dinamiche urbane.
Gli artisti, Guido Van Helten, australiano di Brisbane, una tecnica unica: i suoi murales sono ritratti iperrealistici ispirati a fotografie legate al territorio in cui lavora, immagini molto emozionanti grazie al loro carattere fortemente nostalgico. È noto per i suoi lavori in bianco e nero su grande scala, ricchi di dettagli, molto eleganti e attenti all’ambiente in cui si collocano. Opera sula facciata del Liceo Classico di Ragusa.
Zoer, un artista francese, pittore e industrial designer. Nato negli anni ’80 e cresciuto a Lille, nella Francia del Nord. Mescola le sue capacità tecniche alla creazione di immagini complesse, l’aspetto infantile e spontaneo dei graffiti a uno stile più tecnico, industriale e preciso. Sua l’opera sovrastante il dismesso rifornimento di benzina di via Meli.
Velasco, spagnolo, ci lascia la sua opera su un muro al Ponte Vecchio, di fronte al Tribunale.
Gue, street artist italiano, suo il linguaggio formato da linee morbide e ampie campiture di colore, una grammatica personale che rivela una visione giocosa e tendente all’astrazione. L’opera in via Generale Cadorna, affacciata sulla Cava della Misericordia.
Marat Morik è uno street artist, grafico e illustratore, nato a Novosibirsk in Russia, ha conseguito due diplomi di laurea in filologia ed economia, ma ha scelto di dedicarsi pienamente all’arte. Nel 1998 è venuto a contatto con la cultura hip-hop e ha sviluppato la passione per i graffiti: ha iniziato a lavorare con lo spray e il lettering. Nelle sue recenti opere, Morik presta grande attenzione ai soggetti, mescolando tecniche e materiali su superfici diverse. Le sue composizioni sono il risultato di una fusione tra elementi astratti, figure realistiche, retaggi dell’espressionismo ed elementi tipografici.
Sua l’opera ‘La pescheria’, in via Diaz.
Alle 5 opere Festiwall aggiunge quella di Dulk, una delle figure più importanti della scena della Street Art spagnola. Nei suoi lavori ritrae personaggi e eventi tratti dai suoi sogni o legati alla vita quotidiana, mescolando realtà e finzione, con un tocco di surrealismo e una profonda attenzione alla relazione tra uomo e natura.
A Ragusa ha realizzato “Lost & Found” durante la preview di FestiWall in Piazza Torre a Marina di Ragusa, il martin pescatore è un uccello tipico dei fiumi europei che è costretto a fuggire dal suo habitat a causa della siccità. Perso e confuso, si ritrova nelle zone marittime più calde del continente. Purtroppo, la sua fine è la stessa di molti uccelli sul nostro pianeta, i simboli della cattura e della morte sono la prova che ci sono ancora attività illegali che minacciano la conservazione della biodiversità.
Nel 2017, il quartier generale di Festiwall al City.

Nel 2018, FestiWall, il festival d’arte pubblica che dal 2015 ha trasformato Ragusa in uno dei centri più importanti dell’arte urbana internazionale, con la quarta edizione continua ad arricchire il patrimonio culturale della città con una serie di opere d’arte realizzate da artisti di fama mondiale.
I lavori degli artisti invitati per l’edizione 2018 si innestano nell’area settentrionale della città che va da viale Europa a via Archimede fino a viale dei Platani. Attraverso il progetto di mappatura dell’area urbana FestiWall connette i muri realizzati nelle precedenti edizioni, disegnando nuove geografie e nuovi percorsi possibili, abbattendo i confini, immaginando un nuovo quartiere, il cui segno distintivo sono le opere.

Quartier generale al Lanificio, antica fabbrica di filati dismessa, dove artisti si sbizzarriscono con installazioni e opere, favoriti dagli spazi enormi e vuoti della ex fabbrica, dove reperiscono anche impensabili materiali da riutilizzare per le loro opere.

Gli artisti: TELMO MIEL è un duo olandese nato nel 2012 dall’incontro di Telmo Pieper e Miel Krutzmann. Telmo e Miel hanno iniziato a fare murales insieme, unendo i pezzi singoli in un’opera unica, questa modalità compositiva si è poi evoluta fino a concepire e dipingere un’immagine insieme, integrando entrambe le visioni e dando vita a soggetti complessi e stranianti. I loro lavori uniscono pittura e spray art, surrealismo e iperrealismo, partendo dalla tradizione della graffiti art per giungere ad una tecnica unica che attraversa e integra stili diversi. Con riferimenti al mondo umano e animale, creano creature complesse e scenari fantastici, con positività, umorismo e un tocco di romanticismo.
L’opera in via Pio La Torre

Pastel è un artista e architetto argentino che ha iniziato a dipingere dal 2001. La flora, che è elemento fondante della sua opera, assume un forte carattere simbolico perché messo in relazione con il luogo in cui l’artista dipinge.
La natura è un espediente per esplorare differenze sociopolitiche, per riflettere sulla natura dell’uomo e dell’ambiente in cui vive. Evidente è anche la relazione con l’architettura, con la prospettiva e con l’ambiente, i suoi dipinti diventano d’ispirazione per i luoghi in cui vengono realizzati, lavorano sull’identità locale in controtendenza con la gentrificazione sociale.
Sua l’opera in via Archimede.

Mohamed L’Ghacham, pittore di Mataró (Barcellona), nato a Tangeri (Marocco). Da sempre interessato alle arti plastiche, scopre il mondo dei graffiti durante l’adolescenza, per poi approfondire lo studio dei pittori classici e della loro tecnica. Fonte di ispirazione primaria della sua opera è la realtà che lo circonda, le semplici scene di vita quotidiana che immortala con degli scatti rubati e che poi riporta su tela o su muro con una pennellata che ricorda l’Impressionismo e la pittura figurativa contemporanea, ma anche molta fotografia del tardo XX secolo.
La varietà dei suoi riferimenti e la complessità della sua tecnica pittorica lo rendono uno dei più interessanti street artist della sua generazione.
Sue le opera in viale Europa, due, sui laterali dell’edificio di Fazio Neon.

Hense, all’anagrafe Alex Brewer, è considerato uno dei più influenti pittori astratti contemporanei degli Stati Uniti. Nelle sue opere incorporando linea, forma e gesto, crea composizioni monumentali attraverso cui trasforma drammaticamente gli ambienti e le superfici esistenti e fonde il suo lavoro nel paesaggio. L’uso di forme geometriche, colori non modulati e bordi rigidi si combina perfettamente con la creazione di segni spontanei, organici e linee vertiginose, l’artista sintetizza così la sua ricerca formale per mezzo della combinazione di tecniche apprese attraverso il writing e i graffiti e il linguaggio formale tipico della pittura astratta. Sua l’opera orizzontale sul cortile del Liceo Scientifico, al viale Europa.

Dimitris Trimintzios, noto come Taxis o Dimitris Taxis, vive e lavora ad Atene. Cresciuto in una famiglia di artisti, all’età di 14 anni ha iniziato la sua esperienza nel mondo dei graffiti per poi aprire la sua ricerca a linguaggi diversi come il fumetto, la poster art, la fotografia e la scenografia. Dimitris è affascinato dalla lotta interiore a cui la società quotidianamente costringe ogni individuo. Fonte di ispirazione primaria e punto di partenza delle sue opere è la realtà: cercando un legame con lo spettatore, mira a catturare sentimenti diffusi come desolazione e disagio, attraverso una figurazione molto vicina al mondo del fumetto. scelte.
Sua l’opera sul laterale della palestra dell’Istituto per Geometri Gagliardi, all’angolo fra viale dei Platani e via La Pira.

Alexey Luka, nato a Mosca nel 1983, dopo gli studi di architettura ha iniziato a dedicarsi ai graffiti e per poi lavorare su forme grafiche astratte, usando sempre il colore come elemento principale del suo lavoro.
Nel corso degli anni ha perfezionato il suo stile basandosi sulle forme geometriche chiare e traendo ispirazione da complesse composizioni post-costruttiviste. A suo agio con differenti tecniche, vernice spray, pittura acrilica, scultura e collage, realizza complesse composizioni nelle quali i colori e le linee geometriche interagiscono, creando una sorta di puzzle da decifrare.
Sua l’opera su un edificio di via Pio La Torre.

Nella sezione arte e cultura, in differenti articoli, per anno saranno passate in rassegna le varie opere.
Per vederle, cliccare alla categoria arte e cultura, sotto il titolo ragusalibera.

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