Il condottiero del PD che deve rimediare ai mali del PD

Non ci possono essere eccezioni rilevando che Peppe Calabrese, attualmente, è il protagonista della campagna elettorale a Ragusa, che poi è solo quella per le comunali, perché la campagna nazionale è assopita nel silenzio generale e nell’assoluta indifferenza, forse perché il risultato sembra scontato.
Al momento, la strategia di Calabrese è puntata sui comitati e sui social, da navigato politico focalizza l’attenzione della gente su questi due obiettivi e riesce a far dimenticare le gravi responsabilità del suo partito per le emergenze che assillano Ragusa.
Gli viene facile essere protagonista per due motivi: l’assoluta inefficienza della classe politica locale che, sulle emergenze della città, è silente, immobile, incapace di reazioni, e il vantaggio di avere un leader di partito come Nello Dipasquale che, al netto delle poche critiche, resta il politico più concreto e consistente, nonostante, per ora, sia fuori dal governo locale e regionale.
In questo momento Peppe Calabrese è l’unico impegnato a fare campagna elettorale, mentre gli altri si accapigliano ancora per le candidature e lavorano al sostegno idrogeologico di quelle dichiarate.
L’arte di Peppe Calabrese è quella di glissare sulle problematiche che nascono dal suo partito e di far lavorare il suo cerchio magico, sui social e per i comitati, disconoscendo la genesi delle problematiche stesse.
L’unico comitato reale è quello delle contrade e delle periferie, Pericentro, che assicurerà anche una lista di sostegno alla candidatura e costituisce il riferimento per i residenti al di furi della cinta urbana che vivono fra mille problemi. Problemi che Calabrese, da tempo, ha pensato di addebitare all’amministrazione grillina che, in un colpo solo, dovrebbe far diventare le periferie come Milano 2 o Milano 3.
E fino a qui ci siamo, di lana caprina le questioni se nel direttivo ci sono elementi vicini a Calabrese, non c’è nulla di scandaloso, del resto lo stesso non si esime dall’essere comunque il conduttore principale, perché, una volta sì e una volta pure, interviene sempre e solo lui, per tutti i comitati.
Poi c’è il comitato dei genitori per la refezione scolastica, in parte vanificato dalla poca voglia dei genitori di essere coinvolti dalla politica, dalle abili mosse del Sindaco e del Presidente del Consiglio che hanno derubricato i tentativi di protesta in aula a semplici incontri con l’amministrazione, e dalla revoca finale che ha riguardato aspetti tecnico amministrativi dell’appalto, sfiorando solo le motivazioni che spingevano alla revoca, riguardanti la qualità e i requisiti igienico sanitari del cibo erogato agli utenti.
Il PD cittadino ha anche appoggiato la passeggiata per il centro storico, invero con scarsa partecipazione di iscritti.
Il cavallo di battaglia resta il Comitato per l’apertura del nuovo ospedale che, al momento costituisce il numero principale della strategia di Calabrese.
Un capolavoro di creatività perché Calabrese vuole ripulire, con un colpo di spugna, le innegabili colpe del Partito Democratico che, da cinque anni, amministra le sorti del nuovo ospedale.
L’apertura del nosocomio è rimandata sine die, in mezzo è probabile che ci sarà un ricambio ai vertici dell’Azienda Sanitaria, pare che ci siano di mezzo indagini della magistratura che potrebbero andare oltre quelle che riguardano un insignificante appalto delle pulizie, improbabile, in ogni caso una apertura a breve che, comunque, non potrebbe essere mai merito delle pressioni di un comitato costituito da poco.
Ma il comitato per l’apertura del nuovo ospedale serve per innescare polemiche con i 5 Stelle, epocale quella dovuta alla svista della Presidente del Comitato che ha voluto coinvolgere, direttamente, due consiglieri comunali addebitandogli dichiarazioni che erano del gruppo consiliare.
Una polemica nata sulla scia della protesta per la refezione scolastica che Calabrese ha farcito con la questione ospedale, di maggiore presa sull’opinione pubblica.
Una questione ospedale che le altre componenti politiche hanno voluto dimenticare e della quale il segretario cittadino sembra voler fare il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale.

Calabrese ha saputo innalzare i toni della protesta politica e i risultati non si sono fatti attendere:
Dapprima un volantino sciocco, che voleva forse essere satirico e che ha prodotto invece solo disinformazione, pretendendo di far scadere un invito ad una manifestazione civica alla pubblicità di un’insulsa festa a pagamento.
Poi la becera ed anonima minaccia di chi crede sia tutto vero e invita gli organizzatori a usare il ricavato della festa per comprare benzina e darsi fuoco, chiudendo con la minaccia a Peppe Calabrese di far pagare a caro prezzo l’aver usato l’ospedale per prendere in giro la gente.
E allora via con i comunicati di solidarietà, è bene mettersi al sicuro di fronte all’incertezza della provenienza di quelle che in ogni caso sono minacce, anche se, come hanno fatto notare i 5 Stelle, i comunicati di solidarietà partono sempre da una stessa mail a nome di Peppe Calabrese.
La Direzione cittadina sottolinea il livello di una campagna elettorale incattivita ed incivile, assicurando vicinanza e condivisione al segretario cittadino, invitandolo a proseguire sulla strada dell’impegno per la città di Ragusa e per i suoi cittadini, unico vero fine cui è stata da sempre ispirata la sua e l’azione politica del partito.
Entra in scena anche il comitato donne del partito cittadino che aveva dimenticato di essere presente per la questione refezione.
Esalta la politica attiva, fatta nelle piazze, per le strade, vicino alla gente. Una politica che riacquista il dialogo frontale, fisico, verbale e gestuale.
La stessa che porta avanti il comitato a sostegno dell’apertura dell’ospedale Giovanni Paolo II, la stessa che subisce attacchi e irrisioni da chi non è più capace di godere dell’aria e del vento delle strade.
Il comitato donne esprime il biasimo per l’attenzione che certi “webeti” dedicano a chi questa politica la ricerca, la difende, la grida, a chi ritiene che il dialogo vada condotto dopo una stretta di mano, guardandosi negli occhi.
Ed è a difesa di questa politica, antica ma dimenticata, che il coordinamento Donne del Pd dichiara la propria solidarietà al comitato, al suo presidente, l’avv. Anna Cilia, al fondatore Peppe Calabrese, che è segretario cittadino della nostra Unione comunale, per gli anonimi boicottaggi e per le sgrammaticate minacce ricevute.
Ma oltre alla solidarietà le donne del Pd vogliono anche essere protagoniste di questa lotta per la dignità umana e la decenza, per gridare forte, tra l’altro, che vogliono il nuovo reparto di Ostetricia dove finalmente poter scegliere se partorire senza dolore, che vogliono una prevenzione seria per i tumori femminili, che non vogliono più scappare da Ragusa per ogni piccolo nodulo appena avvertito.
Non manca la solidarietà della Direzione provinciale del partito al segretario vittima di gravi e minacciose frasi.
L’ imbarbarimento del confronto politico – afferma il segretario provinciale Bartolo Giaquinta – spostato sui social dove sono possibili tutte le affermazioni, anche le più inverosimili spacciate per verità non svolge un buon servizio per nessuno; sostituire la politica come confronto di idee con accuse e insulti gratuiti degrada la convivenza sociale di una comunità.

Intanto i problemi e le emergenze del territorio sono da tutti dimenticati, non si parla di PRG, di piano particolareggiato, di vivibilità e sicurezza in centro storico, di Ragusa-Catania, di autostrada, di aeroporto, ma il condottiero rischierebbe di toccare altre criticità, figlie dei malgoverni democratici.
Aspettiamo la Boschi, domenica mattina al Centro Feliciano Rossitto, se anche lei esprime solidarietà a Calabrese per le minacce, siamo già sulla cronaca nazionale.

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