Il Consiglio comunale delle meraviglie

Esaurito, con la seduta di martedì 30 ottobre, il ciclo di convocazioni del Consiglio Comunale di Ragusa, che hanno visto pochi punti importanti all’Ordine del Giorno e tanti atti di indirizzo e mozioni, che si sono trascinati stancamente, caratterizzando almeno 4 sedute del tutto improduttive.
Nessuno vuole disconoscere l’importanza del civico consesso, ma i lavori dovrebbero essere improntati ad efficienza e a procedure veloci, senza opposizione strumentale e ostentata ricerca di visibilità che provocano solo disaffezione alla politica.
Quando, poi, si aggiunge il dibattito sterile su pure utopie, che coinvolge anche l’amministrazione incapace di riportare il dibattito entro i limiti della normalità, viene da chiedersi quali pozioni magiche bevono i protagonisti del civico consesso per essere trasportati in questo mondo di meraviglie.
In quattro sedute, solo uno per convocazione il punto all’OdG concernente proposte di deliberazione della Giunta Municipale: tutti approvati dalla maggioranza compatta in aula, solo quello dell’affidamento della riscossione coattiva delle entrate comunali, tributarie e patrimoniali, a Riscossione Sicilia, di una certa rilevanza, per il resto atti dovuti, la rideterminazione dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali, prevista dalla legge, il regolamento comunale per l’esecuzione degli accertamenti sugli impianti termici degli edifici, il riconoscimento di debiti fuori bilancio, per somme esigue e pregressi all’insediamento dell’attuale amministrazione.
A corredo di questi punti, di ordinaria amministrazione e che, nelle prime tre sedute, hanno costituito i soli atti esitati, un corredo di atti di indirizzo, di Ordini del Giorno e di mozioni, presentati, prevalentemente, dai consiglieri del PD, solo tre le mozioni dei grillini Antoci e Firrincieli, che hanno intasato, inutilmente, i lavori d’aula.
Del tutto legittimo presentare atti di indirizzo e Ordini del Giorno, ma spesso, purtroppo, si intravede una nota di opposizione strumentale e, qualche volta, eccesso di protagonismo, particolari che, sia pure per l’occhio esperto, danno la caratura di tutto il corpo consiliare che viene spesso travolto in un vortice di inefficienza e di sterile e inutile dibattito, mentre vengono ignorate le vere emergenze della città, delle quali non solo si stenta a trovare soluzioni, ma nemmeno si discute.
Nella seduta del 4 ottobre si esita solo un punto, in quella successiva dell’8 ottobre si discute un ODG, non approvato, del consigliere D’Asta, per l’istituzione della figura del Disability manager, tutto viene rinviato alle sedute successive.
In uno stato di disordine generale, con le sedute convocate alle ore 18 e con i consiglieri che, esitato l’atto importante per l’amministrazione, scalpitano per tornarsene a casa, vengono rinviati atti che non hanno nemmeno motivo di esistere, come la proposta, sempre di D’Asta di adesione alla Settimana Europea della Mobilità, presentata in data 20 agosto e ancora pendente dopo che la Settimana ha avuto luogo, a settembre, anche con la partecipazione del Comune.
Ma il consigliere si astiene dal comunicare il ritiro dell’atto e lo stesso intasa l’Ordine del Giorno dei lavori, senza che nessuno protesti.
Uno degli adempimenti di cui si potrebbero occupare i consiglieri di maggioranza, considerati i numeri, sarebbe quello di modifiche serie al regolamento dei lavori d’aula e delle commissioni, ma il bon ton istituzionale impedisce di andare allo scontro con le residue forze di opposizione.
Così, abbiamo atti del 20 agosto per chiedere al Governo il ripristino del bando sulle periferie, già ripristinato dal Governo stesso, uno per l’abbandono delle ville comunali, sempre di agosto come quelli per la richiesta di una sede per la Croce Rossa, per l’abbandono delle periferie, per il mancato pagamento dei dipendenti della Provincia, per l’istituzione di attestati di riconoscimento per gli alunni meritevoli, per l’adozione del piano di Mobilità Sostenibile, per l’istituzione del Mobility Manager di area comunale.
Atti che si trascinano prima nella seduta del 17 ottobre, dove ancora una volta viene esitato solo l’atto che interessa l’amministrazione, per arrivare alla seduta del 30 ottobre.
Assente D’Asta, ancora una volta si rinviano l’adesione alla Settimana della Mobilità, e la richiesta di ripristino del bando delle periferie, per quanto argomenti abbondantemente superati.
Esitate, positivamente, le mozioni dei grillini Antoci e Firrincieli, per l’adesione all’iniziativa ‘Alberi per il futuro’, con relativa identificazione di aree idonee alla piantumazione, per l’adesione all’iniziativa per l’utilizzo di personale militare in ausiliaria, e l’adesione all’iniziativa ‘plastic free’ per prevedere l’inibizione all’uso di plastiche non biodegradabili.
Nel mezzo di questi esami di atti, si è cercato di fare rilevare come molte proposte si sovrappongono a interventi che l’amministrazione ha allo studio o prevede di intraprendere, risultando quindi spesso intempestive e di intralcio all’attività programmata.
C’è di fondo, un tentativo, facilmente interpretabile, di voler imporre scelte che, naturalmente, afferiscono alla sfera dell’attività dell’amministrazione, legittimo e condivisibile il fare proposte, ma pretendere che vengano approvate con atti ufficiali, sia pure non impegnativi, fa trapelare il tentativo di sostituirsi alle scelte amministrative e di imporre e anteporre scelte di persone e di partiti che gli elettori non hanno voluto.
E di questo, spesso, l’amministrazione non tiene conto, denotando eccessiva disponibilità che può essere scambiata per scarsa autorevolezza o, peggio, per assenza di idee e di iniziative.
Vale per tutto, il tentativo di coinvolgere l’amministrazione in una proposta farneticante di integrazione del progetto di metropolitana di superficie con la realizzazione di una linea ferroviaria da Donnafugata a Marina di Ragusa, con contestuale previsione di una rotta di autobus fra la stazione di Ibla e San Giacomo.
Dibattito in aula che ci ha fatto pensare a chissà quali pozioni magiche ricorrano quelli che frequentano l’aula per potersi avventurare, con scioltezza, in simili discussioni.
Premettendo che il progetto mirabolante era parto della mente eclettica di Peppe Calabrese che lo aveva escogitato per la campagna elettorale, nessuno può impedire ad un candidato sindaco di proporre la luna, assumendo le responsabilità delle proposte e delle eventuali promesse.
Se chi era a conoscenza di questi progetti, e, segnatamente, la gente di San Giacomo, ha creduto al progetto, bene ha fatto a votare Calabrese, e Chiavola che ne ha ripreso l’iniziativa in consiglio comunale.
Un progetto, senza dubbio, avveniristico, appunto da campagna elettorale, degno di una squadra capitanata da Nello Dipasquale che ha sempre pensato in grande per Ragusa.
Ma se ci guardiamo attorno, siamo circondati dalla Ragusa Catania, in attesa dal 1973, dall’autostrada che, forse mai, toccherà il suolo comunale, da un aeroporto all’elemosina, facile preda dei catanesi, da infrastrutture da medioevo in tutto il territorio comunale, senza investimenti dal momento che con le royalties hanno preferito privilegiare servizi e buchi di bilancio, con un trasporto pubblico cittadino da preistoria e con quello intercomunale fondamentalmente antiquato.
Ora ci viene raccontata la favoletta dei fondi della regione che arriveranno entro il 31 dicembre per una progettazione anticipata della metropolitana di superficie, sulla quale si avventeranno gli accademici del trasporto su rotaia per suggerire quelle modifiche al piano delle fermate che serviranno, solo, per complicare le cose.
Già saremmo in orbita se avvenisse ciò, ma solo discutere della tratta ferroviaria Donnafugata-Marina di Ragusa ci proietta in un mondo che nemmeno Corrado Arezzo de Spuches o il genero, Gaetano Combés Visconte de Lestrade avrebbero solo immaginato nel loro delirio di aristocratica onnipotenza.
Sarebbe già tanto avere un autobus che alla fine del consiglio comunale ti riporti a casa, ma questa è roba per poveri diavoli, importanti sono i collegamenti con San Giacomo dall nobile Ibla … ma poi, su questi treni metropolitani e su questi bus del territorio comunale, chi ci deve salire ??? e chi li deve mantenere ???

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