Contumelie con panna

Un titolo senza senso per una vicenda senza senso, ma, forse, la vicenda un senso ce l’ha e si può anche scovare.
Tutto ruota attorno ad un partito e a una coalizione che non ci sono.
Ostinatamente, Forza Italia, ad un mese dalle elezioni amministrative di Ragusa, rimane un partito etereo, senza sede, senza iscritti, senza tessere, senza organi dirigenti. Si vuole così da tempo, non è colpa dell’attuale commissario, anche i due che lo accompagnavano nella precedete gestione, l’on.le Assenza e Occhipinti, si guardarono bene dall’organizzare il partito sul territorio, stranamente, perché quando hanno dovuto organizzare i loro movimenti e le loro liste civiche, lo hanno fatto in poco tempo.
Anche la coalizione di centro destra non esiste, l’UDC è non pervenuto, la Lega solo da poco ha trovato una rappresentante in città, Fratelli d’Italia ha scelto di appoggiare e sostenere un candidato della società civile, Peppe Cassì, la lista del Presidente Musumeci e dell’on. Assenza, #diventerà Bellissima, si è forse persa e liquefatta nel tentativo di defilarsi dalla questione candidatura a sindaco, e dire che due uomini di Tumino, con tanto di conferenza stampa in Comune, avevano annunciato il passaggio nella formazione del Presidente, salvo presentarsi ora con liste civiche del candidato, forse perché #diventerà Bellissima non ha appoggiato Tumino.
Viene subito da chiedersi, se ora #diventerà Bellissima aderisce all’appello di Miccichè, Lo Destro e Mirabella cambieranno lista, presentandosi con quella di appartenenza oppure aggiungeranno confusione alla confusione ?
Ma torniamo al partito che non c’è: all’inizio, complici le elezioni regionali e nazionali, per la necessaria ricerca di voti, l’on.le Assenza accolse il sostegno di Tumino, Mauro e Minardo accoglievano il sostegno di Sonia Migliore che come presidente della regione sosteneva Musumeci.
Non una di queste accoppiate funzionò: Assenza non riusciva a capire quali potevano essere i voti di Tumino fra i suoi 1.700 consensi ottenuti a Ragusa. Se si considera che Assenza è un vecchio esponente politico di destra, un famoso legale del Foro di Ragusa, Presidente dell’Ordine degli avvocati, non si riesce a quantificare quanti sarebbero statii voti di Tumino, se anche gli fossero attribuiti tutti i 1.700 voti, sarebbero pochini rispetto al potenziale dei 5 consiglieri comunali del suo gruppo che vantano consensi maggiori.
E l’alleanza Assenza – Tumino si è via via allentata, sino a liquefarsi.
Mauro ha cercato di tenere un profilo al di sopra delle parti, ma, evidentemente, non è rimasto soddisfatto del sostegno della Migliore, a Minardo i voti non sono serviti perché candidato a Catania, quindi non è stato difficile sostenere, fino all’ultimo, la candidatura di Sonia Migliore.
Orazio Ragusa, alle regionali, su Ragusa, ha ricevuto il sostegno del gruppo di Ciccio Barone, logico, ora, che ricambi sostenendo la creatura politica di Barone, quel Peppe Cassì invero ‘scoperto’ come candidato ideale da Giovanni Mauro, poi fatto corteggiare da Barone e definitivamente coinvolto dai giovani di Fratelli d’Italia.
Quando Forza Italia ha scoperto di non aver in mano il candidato sindaco da presentare per le comunali è stata subissata da ‘raccomandazioni’ per i tre contendenti alla carica di primo cittadino.
Addirittura, Miccichè ha ricevuto ‘raccomandazioni’ eccellenti al ristorante, da famosi giornalisti palermitani, per questo o quel nostro candidato.
Non è né compito né nostra competenza disquisire sulle motivazioni delle scelte di Forza Italia, Miccichè, alla fine, ha decretato che il candidato di Forza Italia dovrà essere Tumino, lo sceglie in funzione di una riorganizzazione futura del partito per la quale vede più adatto e affidabile politicamente il navigato Tumino, sa di avere dalla sua parte, per le stesse motivazioni, Giovanni Mauro, sono politici esperti e non hanno paura di affrontare il nemico Occhipinti, già nemico politico di Mauro al tempo della triade commissariale e nemico di Miccichè come fedelissimo dell’allora coordinatore Gibiino, uno che con Miccichè non ha mai avuto rapporti idilliaci.
Quando Miccichè decide, Nino Minardo fa l’indiano, fa finta di non capire che vento spira fuori dal palazzo, affida a Sonia Migliore il suo pezzo forte di Ragusa, il dr Mallia senior, che viene indicato subito come assessore della eventuale giunta Migliore.
Impensabile che la mossa di Mallia sia stata svincolata dal controllo di Minardo. Sembrava che il parlamentare modicano dovesse avere la meglio, e quindi anche la Migliore, non considera nemmeno la ferma convinzione di Orazio Ragusa di restare fedele sostenitore di Cassì che, nel frattempo, era rimasto furi dai giochi di Forza Italia come scelta per la candidatura.
L’ultimo atto di questa complessa vicenda vede il secondo appello di Miccichè all’unità, prima del partito, poi della coalizione: Mauro è come se fosse Miccichè, Minardo si allinea immediatamente all’autorevole ma amichevole invito, resta una incognita Orazio Ragusa che dovrà pur dichiarare la sua appartenenza.
Fra l’altro, nuove elezioni regionali non sono prevedibili, le sue scelte non possono avere effetti immediati.
Quasi certe elezioni nazionali danno, invece il senso, di quanto accaduto, almeno in parte.
Sullo sfondo un futuro incerto per Forza Italia che gli attuali dirigenti vogliono mantenere a galla, forti dei maggiori consensi isolani, ma si viaggia, a livello nazionale su percentuali che sfiorano la cifra singola e le ricadute negative in Sicilia sono attendibili.
C’è chi pensa che gli appelli all’unità si rivolgeranno, ora, a quelli che volevano rappresentare la coalizione, senza giri di parole si cercherà di recuperar Sonia Migliore, si tenterà anche con Cassì, pur consapevoli che saranno imprese difficili, soprattutto la seconda, mentre è prevedibile ogni tipo di accordo in caso Tumino arrivi al ballottaggio.
Un passaggio dell’appello di Miccichè è chiaro in questo senso, anche se è evidente che, per il primo turno, la Migliore e i suoi lavoreranno per annientare Forza Italia: già un autorevole esponente del Laboratorio politico della Migliore scrive senza ritegno di “corda abbondantemente insaponata come arma migliore in politica” e manifesta l’intenzione di contribuire fattivamente affinché l’inesorabile scomparsa di Forza Italia si possa realizzare anche a Ragusa.
Siamo solo all’inizio, il candidato di quel che resta della coalizione di centro destra non potrà godere di un consenso indistinto, gli mancherà qualcosa che andrà a Sonia Migliore, qualcos’altro dei moderati che andranno con Cassì e, in ogni caso, non sarà la Forza Italia degli anni d’oro di Ciccio Barone e Nello Dipasquale, non sarà il centro destra dei tempi beati di Cosentini e di Antoci.
Unica chance per il centro destra che non ci sia il diluvio di voti previsto per i 5 Stelle e che venga ridimensionato il consenso che appare dilagante per Cassì.
Da non tralasciare che all’apertura della campagna elettorale di Peppe Calabrese, in un noto locale della provinciale per Marina, la gente ha dovuto posteggiare, appunto, lungo tutta la provinciale, a destra e a sinistra, sarà stato anche perché era il primo impegno ufficiale in campagna elettorale dell’on.le Nello Dipasquale, fatto sta che la folla numerosa ha impressionato e di solito queste impressioni trovano conferme.
I candidati sono quelli che sono, gli elettori pure, al momento, salvo i grillini, nessuno appare in condizione di fare cappotto.

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