Coup de théâtre di Sonia Migliore che annienta con semplicità l’azione di Peppe Calabrese per l’apertura del nuovo ospedale

Peppe Calabrese sta giocando molto della sua azione politica con la storia del Comitato per l’apertura del nuovo ospedale, della quale ci occupiamo in altra parte del giornale.
Da politico navigato ed esperto, è riuscito a stare al centro dell’attenzione, più di quanto abbia fatto con il comitato per le contrade e con la questione della refezione scolastica, al netto di qualche leggerezza della presidente del Comitato per l’apertura dell’ospedale e delle solite intemperanze verbali dell’ineliminabile truppa che vanifica l’eleganza fondamentale di Calabrese con becere espressioni e atteggiamenti inconsulti sui social.
Dopo tanti giorni di agitazione, l’apice si raggiunge con l’adunata al centro commerciale per indossare la maglietta del comitato e farsi vedere: qualcuno si lamenta che la calca copre le esposizioni, i responsabili del centro commerciale vietano il volantinaggio, tutto si risolve in una passeggiata all’interno del centro, ma viene incontro l’articolo di un giornale che titola di un ‘comitato buttato fuori dal centro commerciale’, inaspettata pubblicità per Calabrese e i suoi amici.
Calabrese fa smentire dalla Presidente che il Comitato abbia a che fare con la politica, ma davanti a tutti e davanti ai microfoni e alle telecamere parla solo lui, e delinea la strategia del Movimento.
Fra le cui righe si legge di appuntamenti chiesti al Prefetto, al Comandante dei Vigili del Fuoco, al Commissario dell’ASP, nonché al presidente della Regione e all’assessore alla Sanità.
Dopo tanti giorni, non è arrivato nemmeno un riscontro, quantomeno dai locali.

Più semplicemente, Sonia Migliore, senza magliette e senza comitati, riferisce di un incontro con l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, avuto per parlare dei problemi della sanità, in provincia e nel comune capoluogo.
Con un codazzo di esperti al seguito, la Migliore avrebbe sottoposto all’attenzione del rappresentante del Governo Musumeci la preoccupazione della comunità ragusana soprattutto per ciò che concerne il nuovo ospedale Giovanni Paolo II.
Come ha specificato, in una nota, la Migliore, l’assessore “ha assicurato che sta seguendo da vicino la faccenda la quale, ma è notizia arcinota, è oggetto da parte della Procura di un’indagine che non è ancora giunta al termine.”
A margine la conferma, come se ce ne fosse stato bisogno, del finanziamento di 8 milioni di euro per il territorio ibleo, da investire in interventi di manutenzione dei presidi esistenti e per la realizzazione di un PTA”.
In pratica, ci sia permesso di rilevare, un viaggio per incontrare l’assessore, se non c’erano altre incombenze da sbrigare, del tutto inutile, reso ancora più vano da una non risposta dell’assessore che si è limitato a confermare l’esistente.
Dopo i silenzi, sulla spinosa vicenda, del PD, ora ci sono quelli del centro destra, nessuno vuole parlare e l’ospedale resta chiuso, nonostante i timidi tentativi di far entrare reparti senza degenza e scaffali per la farmacia.
Né la combattiva Sonia Migliore, che nell’aula consiliare del Comune alza i toni contro l’amministrazione locale, ha saputo essere autorevole con l’assessore e non ha battuto i pugni sul tavolo esigendo verità e trasparenza.
Un risultato dell’incontro con il vertice regionale della Sanità che rende inutile non solo la visita ma anche il comunicato, tutto solo passerella, ma che non impedisce alla Migliore di trovare motivo di rilievi sull’azione di Calabrese, rilievi che ci piace riprendere perché danno il livello della contesa verbale fra aspiranti alla candidatura a sindaco:
“Ciò che ci lascia perplessi, tuttavia – afferma la migliore – è che mentre noi abbiamo cercato e ottenuto un’interlocuzione con l’assessore Razza, qualcun altro continuava a fomentare la protesta nei confronti di una situazione piuttosto chiara e, al contempo, grave (l’indagine in corso) senza rendersi conto che non è indossando magliettine e improvvisando presidi che si arriverà alla sua soluzione.

Inoltre c’è da considerare che, ad oggi, ogni forma di protesta si metta in atto la si fa solo nei confronti degli organi che stanno indagando.

Siamo sicuri che questo atteggiamento non porterà nulla di positivo, ma anzi potrà solo inasprire gli animi dei cittadini.

Noi, invece, esprimiamo piena solidarietà alla magistratura, nei confronti della quale abbiamo piena fiducia, e attenderemo pazientemente che le indagini si concludano”.

“Comprendiamo che qualcuno, nello specifico chi è stato completamente assente dal dibattito quando il precedente manager dell’Asp combinò il guaio che conosciamo, abbia bisogno di ricostruirsi una sorta di verginità su questo tema – conclude LA Migliore – ma i cittadini hanno buona memoria e sanno bene come sono andate le cose ai tempi del trasferimento farsa al Nuovo Ospedale di Ragusa”.

In merito alle considerazioni della consigliera comunale di Partecipiamo, ci permettiamo fare qualche riflessione:  discutibile la valutazione sulla protesta e sulla sua strategia, che, personalmente, come strategia, riteniamo troppo blanda, ispirata più a criteri di propaganda che di lotta per diritti sacrosanti.
Considerare la protesta rivolta agli organi inquirenti, sembra, quanto meno, azzardato, gli animi dei cittadini sono, invece, forse troppo poco inaspriti.
La solidarietà alla magistratura è inevitabile, considerato tutto quello che c’è attorno, soprattutto per merito della politica.
Quanto alla sottolineatura delle responsabilità del Partito Democratico e ai tentativi di qualcuno di rifarsi una verginità, troppo blando l’attacco della Migliore, in puro stile vecchia politica che si difende la casta al di sopra di ogni cosa.
In definitiva, per giudicare il comunicato della Migliore, surreale…ma bello.

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