Da Vittoria rinnovata attenzione per l’agroalimentare e la tradizione enogastronomica e marinara

Da più parti si avverte la necessità di tutela e valorizzazione dell’agroalimentare e della tradizione enogastronomica e marinara.

A Vittoria ne è convinta la CNA locale che considera questa la vera scommessa per il territorio.
“C’è un settore – sostengono i vertici di CNA, Candiano e Stracquadanio – che potrebbe realmente rimettere in movimento l’economia legale della città, facendo pure da traino per gli altri settori: l’agroalimentare.
Il nostro, infatti, è il territorio di due vini Doc (Frappato e Nero d’Avola), di un vino Docg (Cerasuolo), dell’olio Dop, dell’ortofrutta di qualità che viene trasformata in prodotti di eccellenza.
Il riconoscimento del Distretto del cibo conferma ampiamente la nostra tesi. Ma questo comparto non può più vivere singolarmente, deve compenetrarsi con altri settori secondo una logica di rete.
Se è vero che l’agroalimentare è il settore che tende a svilupparsi di più nei prossimi anni e anche vero che accanto ad esso germoglia un turismo che guarda alle specificità del territorio; ma entrambi senza una logistica specializzata e dei servizi specifici rischiano, sin da subito, di diventare settori carenti e incompleti. In questo territorio ci sono strutture, per ora abbandonate e vandalizzate, che potrebbero diventare un trampolino per l’agroalimentare e in particolare per i tanti prodotti trasformati di questa terra. Strutture che hanno locali, magazzini, uffici. Pensiamo all’autoporto o al centro di ricerca di contrada Perciata. Opere sfigurate dal tempo e dall’incuria. Se non ci autodeterminiamo, il rischio concreto è che queste opere restino per sempre quelle che sono già ora: cattedrali nel deserto; o peggio, possono diventare opere a servizio di altre economie riducendo le nostre a mera comparsa. I segnali su questo versante non mancano.
Ecco perché il 2020 vedrà la sede comunale di Vittoria impegnata nel sollecitare istituzioni, politica e imprese con l’obiettivo di riqualificare e rilanciare queste infrastrutture”.

Sempre a Vittoria presentata la comunità Slow Food, un progetto “per valorizzare la tradizione”.

Promuovere il cibo, il buon cibo, ridare valore al gusto ed alla genuinità, nel rispetto dell’ambiente e di chi produce. Sono queste le finalità di Slow Food. La comunità Slow Food di Vittoria, nata nell’agosto scorso, è stata fondata da dieci aziende vittoriesi. Domenica scorsa, è stato presentato alla città del nuovo progetto che nasce per “valorizzare la tradizione enogastronomica e marinara”.

La presentazione si è svolta nelle sale del Castello Henriquez, dove ha sede anche l’Enoteca Regionale.
A presentare la comunità sono stati la fiduciaria della Condotta Slow Food di Ragusa, Lina Lauria, il portavoce della comunità, Antonio Costa, la tesoriera, Rosa Maria Giordano, Maria Antonella Arangio Mazza Corallo. Sono intervenuti anche Roberta Ottaviano, che coordina la comunicazione della comunità, Giuseppe Nigro (responsabile della comunità di Modica, che promuove il pane di casa), Vittorio Sartorio, responsabile dell’Accademia Italiana della Cucina.
Hanno portato il loro saluto ed il sostegno anche il commissario straordinario Gaetano D’Erba, il sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari e l’assessore allo Sviluppo Economico, Dante Di Trapani.
Hanno partecipato Fausta Occhipinti, di Baglio Occhipinti, Alessio Planeta, delle cantine Planeta, Carmelinda Ruggieri, di Sicilian Food Tours.

Lina Lauria ha delineato le finalità di Slow Food e le nuove strategie avviate, con le novità degli ultimi anni, che vedono la possibilità di dar vita a delle comunità che, a livello locale, promuovono un particolare cibo o un prodotto peculiare del territorio. «La comunità Slow Food è legata da un progetto – spiega Lina Lauria – ma anche da rapporti personali, di collaborazione tra i componenti. Rappresenta Slow Food nel territorio, con l’obiettivo di promuovere il cibo buono, pulito, giusto e – come sancito dall’ultimo congresso internazionale a Chengdu (Cina) nel 2017 – anche “sano”.
La comunità di Vittoria vede, al suo interno, aziende di vario tipo, che collaborano tra loro, anche con l’utilizzo dei prodotti sani che ciascuno produce».

Le aziende fondatrici della comunità di Vittoria sono Ariadduci, che produce marmellate, Azienda vinicola Sallemi, che produce vino Nero D’Avola, l’azienda agricola Ingallinella, che produce olio, Cafè Lounge bar, la pizzeria e focacceria Smile, la Bottega di Fabio ed Enza, il B&B “A casa di Antonella nella terra del Cerasuolo di Vittoria”, l’azienda agricola ed home restaurant, Villa Melina, Molino Soprano, che custodisce alcune varietà di grani antichi siciliani.
Soci fondatori sono anche Antonio Costa, Rosa Maria Giordano, Roberta Ottaviano. Altre tre aziende hanno presentato richiesta di adesione alla comunità Slow Food: Agricola Arianna Occhipinti, il B&B Baglio Occhipinti e Brazil Cafè, azienda vittoriese di torrefazione, che ha dato un contributo di rilievo nell’organizzazione della serata.
A fine serata, una degustazione gastronomica con prodotti a km 0, offerti dalle aziende Slow Food.

«La provincia di Ragusa era un’isola felice – ha detto il portavoce della comunità, Antonio Costa – ma la crisi ha portato delle conseguenze anche qui. Solo creando collegamenti positivi, sinergie, si può affrontare il futuro. Le aziende della comunità Slow Food collaborano tra loro, utilizzano i prodotti genuini che ciascuno fornisce, vi sono delle figure professionali che valorizzano tutto ciò. Gli obiettivi sono: rafforzare le aziende sane di una zona e valorizzare il territorio e le tradizioni locali, partendo dal cibo».
Rosa Maria Giordano, ha sottolineato il significato del termine “Slow Food”: «Il significato ci porta ad un cibo da mangiare lentamente, da degustare, quasi come una sosta per assaporare ciò che è buono. In senso più ampio, significa avere attenzione al cibo, conoscere i prodotti, comprendere la produzione. Bisogna entrare in questa nuova filosofia e farlo dedicando a questo del tempo. Conoscere il produttore: questa è la filosofia ed una delle mission di Slow Food».

La comunità Slow Food di Vittoria guarda al futuro: l’obiettivo è costruire una rete virtuosa tra i componenti e i produttori del territorio, costruire collaborazioni con i pescatori, utilizzare prodotti a km 0 naturali, rispettando la stagionalità, organizzare escursioni naturalistiche per far conoscere le peculiarità, le ricchezze e la storia del territorio.
La Comunità si impegna a rispettare e far rispettare l’ambiente, evitando l’uso di materiale inquinante, come la plastica.

A Torino, dall’8 al 12 ottobre 2020, ci sarà il congresso nazionale e internazionale Slow Food, le manifestazioni Salone del Gusto e Terra Madre.

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