Della partecipazione alle fiere del turismo con i Comuni del Val di Noto non si sa mai nulla

Ci eravamo lasciati con la conferenza stampa a Noto, nel mese di luglio, allorquando i rappresentanti degli 11 Comuni del Val di Noto e della Sicilia sudorientale che condividono lo stand “Sicilia Sud Est – Val di Noto” durante le fiere internazionali del turismo, in giro per il mondo, ascoltarono la relazione del coordinatore dell’iniziativa, l’olandese Tom Van Compernolle, illustrata come consuntivo delle prime 8 partecipazioni e propedeutica agli ultimi 4 appuntamenti del 2019, San Pietroburgo (Russia) dal 12 al 13 settembre, a San Paolo (Brasile) dal 25 al 27 settembre, a Rimini (Italia) dal 9 all’11 ottobre e infine ad Osaka (Giappone) dal 24 al 27 ottobre.
Esito delle prime partecipazioni, 160 contatti con tour operator, oltre a quelli con turisti e visitatori occasionali, non meglio quantizzati.
Analisi di mercato, invero deludenti, da cui si evinceva che le tipologie di strutture più ricercate sarebbero casa vacanze e appartamenti, un turismo, quindi di basso livello.
Oltre a dati sulle le percentuali sui turisti che scelgono questa zona di Sicilia: il 21% arriva dalla Germania, il 19% dalla Francia, il 13,46% dal Regno Unito e il 10% dalla Russia, le tre città più scelte sono Siracusa, Noto e Ragusa.
L’assessore di Noto raccontava ai giornali: “Il bilancio è positivo in termini di presenza in fiera, di feedback riscontranti e anche di contenuti, con una nuova veste grafica dello stand e lo spazio dedicato agli show cooking. Stiamo facendo per la prima volta nella storia di questo territorio, un grande lavoro di squadra, mettendo in rete identità e peculiarità culturali diverse ma legate da un unico filo conduttore: la bellezza, declinata nelle sue innumerevoli forme espressive”.
L’incontro era finalizzato anche a porre le basi per un rinnovo dell’accordo per i 2020, per parlare anche di alcuni accordi di sponsorizzazione che potrebbero abbassare i costi sostenuti dai Comuni e l’idea di partecipare a fiere tematiche per sviluppare percorsi turistici speciali, come potrebbe essere quello archeologico.
In quella occasione, per parlare di quello che ci riguarda più da vicino, la rappresentante del Comune di Ragusa, il vicesindaco Licitra, invitò gli aderenti al protocollo a rimandare ad un incontro successivo la trattazione di un eventuale rinnovo e degli aspetti relativi, riservandosi di verificare con gli imprenditori turistici di Ragusa i risultati dell’iniziativa e valutare gli effetti al fine di un eventuale rinnovo del protocollo.
Intervento che, invero, oltre a impressionare gli altri aderenti al protocollo, verrebbero a mancare 40.000 euro se Ragusa recedesse dall’accordo, colpì favorevolmente chi scrive, presente alla conferenza stampa, assai critico per lo svolgersi dell’iniziativa e comunque rallegrato dall’intenzione dell’amministratore ragusano di valutare i risultati eventualmente conseguiti.
Da quella bella giornata estiva, di sole che faceva splendere la pietra barocca di Noto, si è però ripiombati nel buio di una iniziativa della quale nulla si è saputo della prima parte, ma nulla di più della seconda, dopo le partecipazioni a San Pietroburgo, San Paolo del Brasile e Rimini.
Come abbiamo più volte sottolineato, ci sembra assurdo che non siano diffuse notizie sulle partecipazioni agli eventi fieristici, che non ci sia nessun tipo di documentazione fotografica.
Stando alle assicurazioni risalenti a luglio, si dovrebbe avere un resoconto puntuale alla fine, quindi alla fine del mese di ottobre, dopo la Fiera di Osaka, ma pensiamo di non esagerare se alla fine la montagna partorirà un topolino.
Fra l’altro, da luglio, l’assessore Licitra, come detto, avrebbe dovuto contattare gli operatori locali per la verifica dei risultati, ma non risulta che ci siano stati incontri ufficiali, come pure che ci siano disponibili altri dati oltre a quelli assai lacunosi, distribuiti a luglio, in conferenza stampa.
Silenzio e mistero che si aggiungono al silenzio e mistero sulle partecipazioni che, a questo punto, è lecito anche mettere in dubbio.
Vedremo.

Ultimi Articoli