Deludente il resoconto del progetto turistico Val di Noto, dov’è l’Assessore al Turismo Ciccio Barone ?

Il protagonista dell’incontro con la stampa, il brogliaccio ostentato dal coordinatore del progetto per la partecipazione dei Comuni del sud-est della Sicilia alle più importanti Fiere del Turismo mondiale.
Là, dentro ci sono i contatti già trattati dopo la partecipazione alle prime manifestazioni fieristiche.
La conferenza stampa era stata convocata “per spiegare il programma e far conoscere le attività svolte dalla rete dei Comuni”, ci sono stati solo interventi celebrativi dell’iniziativa, enfatizzata come la trovata del secolo in materia di turismo, senza tenere in conto quelle che sono le linee programmatiche dell’Assessorato Regionale al Turismo, che non vede di buon grado iniziative, solitarie o di gruppo, svincolate dalla politiche regionali, senza minimamente tenere in conto le istanze di tanti di conoscere i particolari della partecipazione alle prime fiere.
Anche gli interventi più tecnici hanno evitato di illustrare la rassegna delle manifestazioni prescelte, non c’è nemmeno un calendario a disposizione, del tutto inutile la proiezione di un video, già noto, girato a Berlino da un tour operator tedesco, che riprende alcuni visitatori dello stand del Val di Noto, solo coreografia la proiezione di alcune foto delle quali non c’erano nemmeno riferimenti e che non sono state nemmeno commentate.
Lo stesso atteggiamento della funzionaria dell’ufficio turistico che, prima della conferenza stampa, criticava sarcasticamente rilievi, evidenziati dalla stampa su segnalazioni di alcuni visitatori di una manifestazione, sulla posizione dello stand in una fiera, deponeva a sfavore di una iniziativa organizzata solo per dare l’impressione di un grande progetto senza volerne rivelare la sostanza.
Si è appena accennato sulla partecipazione alle importanti Fiere di Shangai e di Dubai, ma non è stato messo a disposizione nessun particolare, né tantomeno sono stato forniti dati sulle presenze e sulle iniziative intraprese per ogni singola partecipazione.
Abbagliante poi l’assenza dell’assessore al turismo, Ciccio Barone, sulla cui assenza nessuno ha voluto sottolineare giustificazioni, tenuto conto che si è parlato di politiche turistiche, di scelte ben precise, addirittura di programmi per il 2020.
La presenza degli ospiti, verosimilmente, ha frenato le domande dei giornalisti, per motivi di opportunità, la più attesa delle quali era quella sulle voci circolanti secondo le quali alcuni comuni non avrebbero versato le somme pattuite, per cui si vorrebbe vagliare l’ipotesi di integrare il contributo già deliberato.
Considerate le nostre precedenti esperienze, in campo di università, di discariche e di ATO Ambiente, sarebbe quanto mai opportuno, da parte dell’Amministrazione, chiarire, innanzitutto, questi particolari.

Alla conferenza stampa, presenti il Sindaco Cassì e il vicesindaco Licitra, sono intervenuti il Sindaco di Siracusa, Francesco Italia, l’assessore del Comune di Piazza Armerina, Ettore Messina, il coordinatore delle partecipazioni alle fiere, Tom Von Campernolle, dell’associazione albergatori di Noto.

Cassì si è detto onorato della presenza del sindaco di Siracusa, città che costituisce un punto di riferimento per gli altri comuni del protocollo di intesa mirato alla tutela e alla valorizzazione di un patrimonio del sud-est che, sostanzialmente, è condiviso, non solo in termini territoriali, dalla vasta area di riferimento.
La partecipazione congiunta a 12 Fiere di importanza mondiale costituisce una grande opportunità, una strategia sempre auspicata ma mai attuata, vuoi per questioni di campanile, vuoi per diversità di ideologia, vuoi per le difficoltà di coordinamento di una iniziativa comune e convergente.
il vicesindaco Licitra ha sottolineato l’attivazione di un processo turistico culturale nuovo, innovativo, che pensa a valorizzare un grande patrimonio, non solo attraverso il programma dedicato alle Fiere ma anche con iniziative collaterali comuni.
Intento principale del progetto è anche quello di passare alla revisione dei piani di gestione previsti dal protocollo del riconoscimento UNESCO, e di raccogliere il materiale riguardante il nostro Patrimonio Mondiale dell’Umanità in un apposito Ufficio, già previsto dal Comune di Ragusa, un particolare che manca sin dal tempo del riconoscimento, dal 2002.
La partecipazione alle Fiere è finalizzata anche a mettere a disposizione delle piccole strutture ricettive e turistiche in generale, l’opportunità di uscire all’esterno in contesti oltremodo qualificati.
Massima fiducia nell’operato del coordinatore Von Campernolle, tanto che non si è pensato di intervenire alle manifestazioni svolte.
L’attività del Comune è stata quella di promuovere l’iniziativa presso le aziende locali e gli enti potenzialmente interessati, ma nemmeno di questi particolari si è potuto apprendere di più, quanto meno sulla risposta all’iniziativa, né ci sono state notizie sui contatti con altri enti della provincia di Ragusa.
Chi ha aderito alle proposte, chi ha partecipato, chi ha consegnato materiale, non è dato sapere.
Si è detto che i dati saranno elaborati, sono stati illustrati programmi finalizzati alle più importanti fiere mondiali per la destagionalizzazione del nostro turismo, ma tutto senza particolari rilevanti.

Il Sindaco di Siracusa, Italia, dicendosi entusiasta dell’iniziativa che, forse, convoglierà l’adesione di altri comuni, ha anticipato l’accordo con un vettore aereo turco, che consentirà accordi e sconti da offrire alla potenziale clientela.

L’assessore al turismo del Comune di Piazza Armerina, qualificandosi anche come tour operator di professione, si è detto fiducioso per le scelte intraprese che, di certo, consentiranno di raggiungere gli obiettivi, con notevoli ritorni, dei quali, però non c’è nessun cenno per la ripartizione degli stessi su base territoriale.
Per esempio, non si comprende, una volta stabiliti accordi per un charter settimanale, dove andrà a dormire la gente, dove soggiornerà, quali località andrà a visitare e con quali priorità, se le scelte saranno libere o saranno imposte.
E’ un po’ come la storiella delle nuove rotte sull’aeroporto di Comiso: la gente che arriva dove dorme e dove mangia? una volta atterrata resta nella città che ha sovvenzionato la rotta o se ne va a dormire ad Agrigento o a Taormina? Interrogativi ai quali nessuno ha saputo mai rispondere.
Qui si rischia di fare la stessa fine.
Il coordinatore olandese, Von Campernolle, ha illustrato le sue strategie, ci ha parlato di fase 2 e di fase 3 del programma, ha tenuto a evidenziare che ha un cuore siciliano, che è attento a risparmiare sui progetti, che sta già pensando al 2020, dalla Fiera di Rimini ci sarà un nuovo stand, quello attuale viaggia fra l’aeroporto di Catania e manifestazioni locali, come l’Infiorata di Noto.
La sua attenzione è rivolta al mercato cinese, forte di 6 miliardi di abitanti, comprensibile che sarà facile convincere anche una minima percentuale per inondare il sud-est di turisti.
Si vuole allargare il protocollo di intesa anche all’agroalimentare da diffondere su questi mercati, all’insegna di “un viaggio e due servizi”, nel contesto di una strategia che vede il turismo legato allo sviluppo economico, la spiegazione, forse, dell’assenza di Ciccio Barone, ormai datato per queste strategie da terzo millennio che cambieranno il volto di Ragusa, della provincia e del sud-est.
Come, ancora non si sa.

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