Deludenti i lavori del Consiglio e della Commissione Trasparenza

Una due giorni di intensi lavori al Comune di Ragusa, fra seduta della 4ª Commissione per il Bilancio partecipato, una seduta del Consiglio Comunale e quella della Commissione Trasparenza per la questione dell’appalto delle ‘linee blu’, appuntamenti inframezzati da riunioni dell’amministrazione con i rappresentanti della società che gestisce le linee blu e una riunione di maggioranza per parlare, fra l’altro, della richiesta legittima della consigliera Salamone per qualche posto nelle commissioni consiliari.
Assai deludenti i lavori del Consiglio, con argomenti all’Ordine del Giorno che si sarebbero potuti esitare in poco tempo, ma lavori allungati dagli sterili interventi di psudo opposizioni che si versano parole addosso, uscendo spesso, come ha fatto notare il Sindaco, in un suo intervento, dal tema da trattare.
Le vere emergenze della città e del territorio sono ignorate, ci si trastulla con argomenti inesistenti, dalla gara, ancora in preparazione per il servizio scuolabus alla tutela dei lavoratori del Resort Donnafugata, la cui società di gestione è stata dichiarata fallita, dalla mancanza di sedie in biblioteca alla fila dell’ufficio anagrafe, qualcuno si spinge a dire che gli amministratori non hanno la visione futura della città, senza rendersi conto della crisi di identità di opposizioni che non esistono.
C’è stato anche il segnale di una giunta che ha stentato a entrare in aula, all’inizio della seduta c’era solo l’assessore Giovanni Iacono, poi, piano piano sono arrivati gli assessori Giuffrida e Rabito, quindi il Sindaco.
Un andamento lento della seduta, solo nel finale l’allontanamento dall’aula della consigliera Salamone ha destato qualche apprensione, perché si rischiava di restare senza numero legale, ma la provvidenziale permanenza in aula del consigliere Iurato, invano invitato ad uscire dai consiglieri del PD che, dal corridoio, con ampi gesti, lo esortavano a lasciare l’aula, ha scongiurato il pericolo di un ininfluente incidente di percorso che la consigliera Salamone, di certo inconsapevolmente, stava per provocare.
Di sicuro, più invitanti i lavori della Commissione Trasparenza che il consigliere D’Asta, come Presidente, continua a convocare per esplorare i meandri dell’appalto delle linee blu.
Oggi, in audizione, c’era Michele Tasca, come rappresentante dell’ADOC, una associazione dei consumatori, che ha esternato le riserve più diverse sul servizio di gestione dei parcheggi a pagamento.
Numerose le critiche per l’aumento delle tariffe, le restrizioni per i pass, l’aumento degli stalli di sosta e le scelte sulle zone a pagamento, non sempre bilanciate, secondo la norma, da altrettanti posti di libero parcheggio.
Un quadro surreale, quello della commissione, dove non si comprende dove si vuole andare a parare: non si comprende quale possa essere l’obiettivo di D’Asta, l’opposizione non si mostra particolarmente animata dall’intenzione di fare trasparenza, i grillini cercano di stare attenti, con molte difficoltà, a non far emergere responsabilità della vecchia amministrazione a 5 Stelle, la maggioranza del gruppo di Cassì Sindaco ha compreso, forse troppo tardi, che non partecipare alle sedute, una volta espressa la posizione che il tema da trattare non fosse di competenza della Trasparenza, avrebbe significato vanificare, molto semplicemente, l’iniziativa del Presidente D’Asta, ormai palesemente strumentale.
Seduta della commissione che appare quanto mai inspiegabile, alla luce del fatto che l’attuale amministrazione si ritrova questa gatta a pelare come scomoda eredità e che la trasparenza su atti della precedente amministrazione sembra non interessi a nessuno.
Fra l’altro, come accennato, fino a prima della seduta di consiglio, di ieri martedì 8 gennaio, l’amministrazione ha incontrato i responsabili della società che gestisce le linee blu e il sindaco ha dettato quelle che saranno le condizioni della giunta per proseguire nel rapporto.
Come per altri contenziosi che si profilano all’orizzonte, per questioni strane lasciate in eredità dalla precedente amministrazione, Peppe Cassì sfodera, in queste occasioni, le sue competenze in materia legale e non si mostra accondiscendente a mediazioni di sorta, se non imposte da impegni precedentemente presi e non modificabili.
Circola voce che alla società non saranno lasciati molti spazi per l’interpretazione del contratto, quest’oggi, in Commissione Trasparenza i responsabili della ditta appaltatrice, Mangano, Rapisarda e Barrile hanno risposto ai quesiti dei componenti la Commissione Trasparenza, ostentando sicurezza sulle proprie posizioni.
Certo i commissari non hanno offerto uno spettacolo dignitoso, come componenti della commissione e come consiglieri comunali: in primis il Presidente si è rivelato all’oscuro delle principali carte sulla materia, tanto che ci sarà una prossima seduta dedicata ad esaminare tutto l’incartamento della gara, compresa la nutrita corrispondenza svelata, nella seduta, dai responsabili della ditta che, almeno in apparenza, hanno ribattuto, punto su punto alle eccezioni.
Ma non si può arrivare in Commissione Trasparenza dimostrando che non si sono guardate nemmeno le carte, hanno ragione quanti ritengono queste riunioni sono solo ricerca di visibilità è ostentazione di un lavoro che non c’è.
Si sono ascoltati i sindacati e l’associazione dei consumatori, senza avere contezza del progetto di gara, del capitolato, delle date di aggiudicazione e affidamento, dei vari passaggi dalla firma del contratto ad oggi, fino a giugno sotto l’amministrazione 5 Stelle, dopo, fino ad ora, con l’amministrazione Cassì.
Sentire dai responsabili della ditta che in periodo di campagna elettorale era stato chiesto di soprassedere alle questioni, è stato semplicemente allucinante, e nessuno dei componenti la commissione ha avuto da ridire.
La vecchia amministrazione ha sollecitato l’avvio dell’appalto, autorizzando l’utilizzo dei vecchi parcometri, forse per far procedere all’assunzione del personale, in vista delle elezioni.
Per i responsabili della ditta una risposta ad ogni eccezione, dall’assunzione del personale come addetti alla sosta e non come ausiliari del traffico, alla mancata installazione dei nuovi parcometri.
D’Asta era all’oscuro anche delle procedure per accertare la congruità dell’offerta, accettata dall’amministrazione in data 23 agosto del 2017, con l’aggiudicazione definitiva del 25 ottobre dello stesso anno.
Tutti dati che ha sciorinato il sig. Rapisarda che con tono divertito ha ricordato al Presidente che si trattava di atti pubblici e facilmente consultabili oltre che reperibili per i consiglieri comunali.
Per la ditta, cosa che suona alquanto strana, nel contratto è prevista una spesa per il personale inferiore a quella effettiva, per cui o si licenziano alcuni dipendenti, oppure si pagano di meno, come è stato fatto finora.
Ma la ditta è anche disponibile a riportare ai livelli previsti i lavoratori, in cambio di sostanziali modifiche al contratto, per venire incontro alle difficoltà derivanti da spese per il personale sottostimate e incassi sovrastimati.
Considerazioni alle quali la ditta è arrivata ad appalto aggiudicato e per cui ha intessuto una strategia tendente ad ottimizzare lo stesso, naturalmente a suo favore, considerate le condizioni non convenienti, ancorchè accettate alla firma.
La ditta ha riscontrato le condizioni per un maggior impegno di circa 500.000 mila euro, ma, stranamente, non abbandona il campo, non vuole recedere dal contratto, il tutto frutto di una evidente strategia studiata a tavolino, di fronte alla quale gli inebetiti consiglieri della Commissione non hanno profferito verbo.
Nessuno, per esempio, ha cercato di aver spiegazioni, secondo quanto detto dai sindacati, del fatto che, mezzora dopo un incontro fra le parti, dove erano state concordate le condizioni contrattuali per i lavoratori, fu presentato, dalla ditta, all’ufficio del lavoro, un contratto del tutto diverso.
O mentono i sindacalisti o la ditta avrebbe dovuto dare spiegazioni, ma nessuno si è preoccupato di porre la domanda.
Sull’utilizzo dei vecchi parcometri, e su altre questioni importanti, la ditta tirava fuori dettagliata corrispondenza fra le parti, quella stessa che la Commissione richiederà al Comando dei Vigili Urbani per assumere, tardivamente, contezza della questione.
Roba da principianti.
La ditta ha chiarito anche i motivi del mancato versamento del canone, le cui scadenze non coincidono con quelle specificate dal Presidente della Commissione, in evidente disagio di fronte ad una controparte che si è presentata preparata e pronta su ogni eccezione.
Tutti i consiglieri restano in attesa delle carte, che vorranno esaminare prima di passare all’audizione dei Dirigenti e dei funzionari responsabili delle procedure.
Considerato che andrà avanti la trattativa dell’amministrazione con la ditta per trovare una soluzione condivisa per il proseguimento dell’appalto, meglio sarebbe considerare esauriti i lavori della Commissione per evitare altri spettacoli come quelli odierni: una Commissione Trasparenza dovrebbe agire al pari di una commissione inquirente, oggi sembrava una scolaresca in visita ad un museo di paleontologia, con gli alunni intenti a rivolgere domande su argomenti, evidentemente, sconosciuti.

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