Dichiarazioni fuorvianti dell’ AD SOACO sui fondi della tassa di soggiorno destinati all’aeroporto di Comiso.

Forse non hanno tutti i torti quelli che bollano come incapaci e inadeguati gli amministratori 5 Stelle del Comune di Ragusa, perché dopo la lettura di una dichiarazione del amministratore delegato della SOACO, società che gestisce l’aeroporto di Comiso, sarebbero dovute partire comunicati di fuoco e invece c’è silenzio, sia da parte del sindaco che dell’assessore al Turismo, forse troppo influenzati dal clima di festa che spinge ad essere buoni.
Non è certo improntata al buonismo la dichiarazione di Giorgio Cappello, AD SOACO, pezzo grosso di Confindustria, che ha avuto spazio in un articolo dell’edizione digitale del Sole 24 ore con una dichiarazione che, naturalmente, il giornalista non si è preoccupato di verificare.
Ma era una questione che si giocava in casa, perché Cappello, già Presidente dei Giovani Industriali di Confindustria Ragusa e di Confindustria Sicilia, già membro della Giunta Nazionale Confindustria, Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Ragusa, ha rivestito e riveste cariche di vertice nell’associazione degli industriali italiani, proprietaria del Sole 24 ore.

Argomento dell’articolo del quotidiano confindustriale lo studio della Banca d’Italia sul caso dell’aeroporto di Comiso, sugli effetti benefici della presenza dello scalo sull’economia del territorio.
Uno studio approfondito che ha verificato un incremento mensile delle presenze di turisti internazionali di oltre 5 mila unità, 60 mila l’anno, con una spesa aggiuntiva sul territorio di oltre 430 mila euro al mese, oltre 5,2 milioni l’anno.
Lo studio aggiunge che nei due anni monitorati (2013-2015) i benefici prodotti dallo scalo internazionale hanno già ripagato un quarto dei costi della riconversione (47 milioni) dell’aeroporto.
Pubblicato nella collana della Banca d’Italia ‘Questioni di Economia e Finanza’, e firmato da Francesco David e Giuseppe Saporito, conclude così l’analisi: “La presenza di un aeroporto può essere un fattore di sviluppo locale, soprattutto per le aree più distanti e meno collegate ai mercati più dinamici.
Il turismo internazionale è uno dei settori più esposti ai benefici potenziali dell’apertura di un nuovo scalo”.

Di fatto, spiegano i ricercatori di Bankitalia, la riconversione al civile dell’aeroporto militare di Comiso ha consolidato lo sviluppo dell’offerta turistica che era in atto grazie alla visibilità dell’area dovuta al riconoscimento Unesco delle “Città tardo barocche del Val di Noto” e al successo della serie televisiva del commissario Montalbano: «Tra il 2009 e il 2012 le strutture ricettive sono cresciute del 10,6% in media all’anno (nel triennio successivo la crescita è stata invece del 16,6 per cento) – si legge nello studio – .
Alla fine del 2015 il numero dei posti letto rappresentava oltre il 10 per cento del totale regionale, con una incidenza per abitante superiore alla media siciliana».

Ma l’analisi costi-benefici rivela anche la debolezza del sistema: dall’inizio dell’operatività dello scalo le perdite di bilancio della Soaco ammontano a circa 12 milioni di euro. «Dopo essersi ridotte a 2,5 milioni nel 2015 – spiegano i ricercatori di Bankitalia – dai 3,9 milioni del 2014, primo anno di piena attività, le perdite sono aumentate nel 2016 (2,9 milioni), risultando nettamente superiori a quanto previsto nel piano industriale».
Dopo aver notificato i contenuti salienti dello studio, il giornalista passa alle dichiarazioni delL’amministratore delegato della SOACO che si affretta a dire che «Le perdite di cui si parla non sono certo dovute a una cattiva gestione dello scalo. Sono fondi che la società di gestione, in questi anni in perfetta solitudine, ha investito per attrarre le compagnie aeree, per portare passeggeri a Comiso, per incrementare dunque il numero di arrivi e presenze di turisti italiani e stranieri.
Non solo quindi consapevolezza sulle motivazioni del deficit, ma, piuttosto, disattenzione del territorio per l’aeroporto, che viene messa al centro della questione, definita la questione delle questioni.
Ci sarebbero nodi da sciogliere, imputabili, in gran parte alla regione che non sbloccherebbe i finanziamenti già previsti: 4,8 milioni, destinati a progetti di marketing territoriale dei comuni del ragusano, dalla Regione, 380 mila euro stanziati dalla Camera di commercio di Ragusa, 1,6 milioni dal Libero consorzio dei Comuni della provincia, la ex provincia regionale, attraverso i fondi ex INSICEM
Poi, una grande bugia: ci sarebbe l’atteggiamento dei Comuni del ragusano, quello di Ragusa non sbloccherebbe 180 mila euro di fondi della tassa di soggiorno destinati all’aeroporto.
Una goccia, comunque, ci permettiamo di evidenziare, nel mare dei 12 milioni di euro di deficit.
Il Comune di Ragusa non li sblocca, non decide, addirittura non risponderebbe al telefono, non è possibile, per l’aeroporto, aspettare i tempi di “questa politica”.
Non sappiamo quali potranno essere, se ci saranno, le reazioni del sindaco Piccitto e dell’assessore Disca, ma ci sarebbe molto da dire sulle dichiarazioni di Cappello, almeno secondo quanto ascoltato nella riunione dell’Osservatorio Permanente per la Tassa di soggiorno, organismo previsto dal regolamento comunale sulla tassa di soggiorno, costituito dagli organismi comunali, amministratori e consiglieri, e dai rappresentanti delle associazioni e delle organizzazioni datoriali che hanno a che fare con il turismo.
I 180 mila euro sarebbero due tranche, relative ai fondi della tassa di soggiorno 2015 e 2016, inseriti nel piano di utilizzo della tassa, su proposta dell’Osservatorio e approvati dal Consiglio Comunale su proposta di delibera della Giunta che fa suo il piano.
100.000 il primo anno, 80.000 per il secondo, destinati alla istituzione di nuove rotte sullo scalo comisano, che sono rimasti inutilizzati perché la SOACO non ne ha saputo approfittarne.
Quali possano essere state le motivazioni, si spera eminentemente tecniche, che hanno impedito l’utilizzo, non è dato sapere. Nella sede citata, si è parlato dell’impossibilità di accettare le somme che sarebbero state considerate alla stregua di aiuti di Stato dall’Unione Europea, ma nulla di preciso e, soprattutto, di ufficiale.
È emersa una incapacità gestionale ingiustificabile tenuto conto che per due anni non si è riusciti nemmeno a spiegare, al donatore, che c’era incompatibilità fra le intenzioni e le possibilità di utilizzo.
Sempre secondo quanto emerso nella riunione dell’Osservatorio, sembrerebbe che sia reiterata, dai componenti del tavolo, la proposta di altri stanziamenti con i fondi 2017, ma, almeno, si è arrivati pretendere un chiarimento sull’utilizzo dei fondi stanziati precedentemente.
Sembrerebbe che la SOACO abbia proposto, nell’impossibilità di istituire nuove rotte con la cifra a disposizione, la concessione di non meglio spazi pubblicitari all’interno dell’area aeroportuale e degli aerei che fanno scalo a Comiso, una idea che desta non poche perplessità, considerato che con la cifra a disposizione si possono sfruttare mezzi pubblicitari, anche internazionali, che potrebbero garantire adeguati riscontri che la SOACO non ha nemmeno evidenziato, né tantomeno quantificato, per la proposta fatta.
Se mancanze ci sono dell’amministrazione ragusana, sono quelle di non aver preteso chiarezza già in occasione del primo stanziamento non utilizzato, prima di erogare il secondo, peraltro su identificate pressioni di tipo politico.
Non solo il Comune ha deciso, ha deciso anche il Consiglio Comunale, su proposta dell’Osservatorio, è la SOACO che non ha saputo utilizzare i fondi e non dà nemmeno risposte esaustive sul perché.

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