Dieci anni di silenzi, anche di convenienza, all’improvviso le strutture alberghiere in verde agricolo diventano la priorità della politica

Nulla da eccepire sui rilievi sostenuti dal consigliere di minoranza Iurato in merito alla variante del PRG per le strutture alberghiere in verde agricolo, sono posizioni note, vedute, sull’urbanistica della città, che si conoscono.
Ci permettiamo solo di notare come non si veda questa ‘colata di cemento’ sulla città, fenomeno per il quale non dissentiamo a priori, considerando piuttosto le strutture alberghiere di fondamentale importanza per il turismo
Avremmo preferito che il consigliere Iurato avesse fermato la sua attenzione sulla effettiva consistenza di queste strutture, sul numero dei posti letto e sulla tipologia di struttura ricettiva che si vuole impostare, con quali politiche e con quali strategie per il turismo locale e per la crescita e lo sviluppo economico del territorio.
Per esempio, quanti posti di lavoro assicureranno queste strutture e sulla base di quali programmi e pianificazioni di marketing del settore?
Di tutto questo non si parla, si mette in evidenza solo il presunto scempio urbanistico alle porte del nuovo PRG.
Ma sono solo dibattiti da salotto, dopo che il territorio è stato, da anni, nella più assoluta indifferenza, stuprato in ogni maniera possibile.
Basta vedere a destra e a sinistra della strada per Marina di Ragusa per rendersi conto che c’è sta una cementificazione selvaggia, per anni, resa ancor meno gradevole da progetti di paese che non hanno affatto considerato l’abbellimento del territorio, con molte costruzioni di dubbio gusto.
Basta guardare Marina di Ragusa dal mare per rendersi conto di come urbanisti, progettisti e tecnici comunali non abbiano mai avuto una idea di paesaggio.
Pensare di risolvere tutto bloccando, dopo 10 anni, una decina di strutture alberghiere, serve a poco.
Ancora di meno, serve prendersela con l’attuale Sindaco e con la sua giunta, peraltro senza competenze specifiche per un atto che è di esclusiva pertinenza del consiglio comunale.
E’ stato il Consiglio Comunale che nel 2010 approvò l’iter per le strutture in questione, è stato un altro Consiglio Comunale, di ben altri ingredienti, a riapprovare i progetti, sarà l’attuale consiglio a decretare la sorte, si spera definitiva, di questa annosa questione.
Ma non possiamo ascoltare, proprio dal consigliere Iurato, illazioni sulle possibili influenze del Sindaco sulla maggioranza che lo sostiene, come non vogliamo pensare ad una maggioranza che dipende esclusivamente dal Sindaco.
Piuttosto, perché non soffermarsi sullo scandaloso ritardo nella risposta a degli imprenditori che dovrebbero essere il motore del territorio: siano essi semplici costruttori di strutture alberghiere o imprenditori del settore, andrebbero tutelati e incentivati.
In un territorio dove il comparto edile ha creato una ricchezza diffusa, per le maestranze e per l’indotto che ruota attorno, si guarda all’imprenditore edile e a quello alberghiero come a dei mostri.
Ma si deve ricordare che il grosso degli introiti della tassa di soggiorno viene dalle grandi strutture, peraltro su un territorio dove le piccole praticano politiche di prezzi del tutto fuori mercato.
Legittimo, comunque, l’appello del consigliere Iurato, secondo le sue vedute, come legittimo appare l’operato della Giunta, indipendentemente dalle valutazioni su possibili richieste di risarcimento per omissione di atti d’ufficio.
La verità sta, piuttosto, nell’assunto che in urbanistica, senza regole precise si trova sempre la strda per fare quello che si vuole: la politica, e le opposizioni in particolare, perdono tempo su problemi futili, tralasciando di fare comunicati e di porre all’attenzione questioni particolari, anche solo per dibatterli nel civico consesso e rendere edotti gli elettori.
Di colpo tutti diventano urbanisti, esperti di ambiente e di paesaggio, tutti si sentono in dovere di rappresentare le istanze di un elettorato che è all’oscuro di tutte le manovre, passate, presenti e future.
E poi si pone l’accento su questioni che, in campagna elettorale, non sono state per nulla toccate, mentre ora si pretende che chi ha ricevuto dagli elettori il mandato di governare debba tenere conto dei pareri delle opposizioni: ma, allora, cosa si vota a fare?
Desta perplessità anche la tesi secondo cui l’attuale sindaco dovrebbe riparare a scelte dei due sindaci predecessori, ritenute, alquanto arbitrariamente, se non altro perché sindaci di formazioni politiche diverse e lontane fra di loro, ‘assurde e discutibili’.
Evidentemente, il consigliere Iurato non tiene conto nemmeno delle dichiarazioni sulla questione dell’assessore Giovanni Iacono, che ha sottolineato come già si oppose al disegno dell’amministrazione grillina e che ora ritiene non si possa ritirare l’atto senza incorrere nel rischio di un abuso di potere.
È chiaro che si tratta di un ennesimo boccone amaro che l’attuale amministrazione è costretta ad inghiottire per scelte e decisioni di altri amministratori.
Iacono ricorda che, da componente del civico consesso, tramite un apposito atto di indirizzo, furono posti numerosi e stringenti paletti che contribuirono a limitare il numero degli istanti, riducendoli del 50 %.
Per l’attuale assessore, le considerazioni di Iurato sulla cementificazione del territorio sono assolutamente condivisibili, ma occorre considerare che i progetti residui sono stati oggetto di Valutazione Ambientale e l’attuale giunta non può omettere di passare al Consiglio Comunale atti di sua esclusiva competenza.

Ultimi Articoli