Differenziata: servono aggiustamenti nel servizio per i pubblici esercizi, ma i costi non devono essere a carico di tutti

Il nuovo sistema di raccolta differenziata presenta evidenti criticità che il relativo piano di gestione non ha preventivato nella maniera opportuna.
Sono spariti i cassonetti ma la città è invasa dai contenitori, sono moltissimi i condomini e i pubblici esercizi che non hanno spazi adeguati all’interno delle superfici di pertinenza, così che la collettività tutta deve sopportare presenze inopportune, sulla pubblica via e nelle adiacenze delle aree di proprietà di questa fila variopinta di cinque contenitori che, spesso sono utilizzati alla stregua dei vecchi cassonetti, con la gente che non rispetta i giorni e gli orari di conferimento.
Sulla problematica si muove anche la sezione cittadina dell’associazione commercianti che giudica come avviato verso il fallimento il nuovo sistema di raccolta differenziata.
A fronte di buone percentuali di raccolta differenziata, sottolinea il responsabile cittadino, c’è un degrado diffuso in città, che, si deve ammettere. è dovuto, in buona parte alle attività commerciali.
Oltre all’abbandono indiscriminato di sacchetti di rifiuti da parte dei privati, ci sono obiettive difficoltà per i pubblici esercizi e per le attività commerciali per i quali il normale calendario di raccolta non va bene.
“È impensabile che il calendario di raccolta dei rifiuti in genere sia identico a quello per le famiglie. Impensabile lasciare più giorni in deposito l’umido che presenta all’interno cibo che va a deteriorarsi ed emana odori asfissianti. E poi, la quantità di vetro prodotta è immensa.
Dopo una sera di lavoro, i contenitori dei pubblici esercizi sono già pieni e l’indomani non si ha nemmeno lo spazio per andare a buttare il nuovo vetro che si accumula.
A fronte di tutto ciò, il 90% dei locali non ha la possibilità di conservare i contenitori pieni di rifiuti all’interno delle proprie attività e quindi si è costretti a lasciarli fuori davanti al proprio ingresso, creando non solo una bruttissima situazione per quanto riguarda il decoro, ma anche un olezzo nell’aria che fa passare la voglia di entrare all’interno del locale.
Per non parlare degli orari di raccolta. Ancora dopo pranzo, i contenitori sono in attesa di essere svuotati, sostando davanti la porta dove nel frattempo l’attività commerciale ha già abbondantemente avviato il proprio lavoro.”
Si arriva presto alla conclusione che c’è l’esigenza di un calendario che preveda tutti i giorni la raccolta di tutto oppure dei punti di raccolta con dei contenitori specifici relative alle attività commerciali.
E’ chiaro che occorre una diversa strategia di azione per le attività commerciali e, in particolare per gli esercizi di ristorazione, ma di deve stare attenti che altri aggiustamenti al piano di esecuzione non prevedano costi a carico della collettività, già troppo appesantita da costi di tariffazione elevati.
Chi ha redatto il piano ha ora la funzione di DEC, per cui sarà compito loro trovare la giusta soluzione.
Sarebbe opportuno pensare, soprattutto ad una raccolta notturna, in centro storico, perché è inammissibile che, nelle prime ore del mattino, all’esterno dei locali pubblici ci siano cataste di rifiuti che, spesso, restano fino a tarda ora.

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