Donnafugata non va pensata solo per gli amici, il Castello è, e resta, della collettività

Più volte abbiamo criticato tutto quanto si muove attorno al Castello di Donnafugata, alla tanto attesa esposizione della collezione di abiti d’epoca nel sempre nascente Museo del Costume, riscontrando ritardi che sono ormai cronici, addebitabili, per la massima parte agli stessi personaggi che, da anni, sono incaricati, a vario titolo, con varie tipologie di incarico, del Castello e della collezione.
Il Castello è letteralmente ‘fermo’ per progetti di restauro delle tante stanze lasciate in abbandono oltre quelle aperte al pubblico nel 2003, il Parco non è stato mai riportato all’originario splendore, i ritardi per l’allestimento del Museo del Costume rasentano, ormai, la farsa, dopo che il Sindaco Piccitto, nel maggio del 2018, aveva aperto le porte alla stampa in vista dell’imminente apertura al pubblico.
Nei bassi, inondati dall’umidità, sono conservati i reperti della collezione di abiti d’epoca, quantificati solo numericamente come da verbale di consegna, ma dei quali nulla si sa in ordine allo stato di conservazione, al numero reale dei capi da poter esporre su manichino. Altre notizie, con ostinazione, non sono fatte trapelare.
In questa situazione di perenne attesa, è sopraggiunta la nomina dell’architetto Nuccio Iacono a “Manager Culturale incaricato dal Sindaco di Ragusa”.
Qualcuno si illudeva che qualcosa sarebbe cambiata, sapevamo che tutto sarebbe rimasto come prima.
Oggi, sabato 30 novembre, veniamo a scoprire, su facebook, che l’architetto, nume tutelare del Castello e della collezione, affida ad un post, per gli amici, le su riflessioni sul progetto di rinascenza, le “sue” linee guida.
Avremmo ritenuto opportuno che queste linee guida fossero state affidate al Sindaco e Assessore alla Cultura, per poi essere divulgate, nella maniera ritenuta più opportuna, attraverso i social, attraverso un comunicato stampa, attraverso una conferenza stampa, in ogni caso oggetto di confronto, se il primo cittadino lo avesse ritenuto opportuno, con le forze consiliari di maggioranza e, meglio ancora, di opposizione.
Invece c’è questo pavoneggiarsi sui social, a beneficio degli amici, pur essendo pagato con i soldi della collettività ragusana.
Dice, agli amici, l’architetto, che il suo compito “si esplica nella preparazione di un piano di interventi per la riqualificazione e il rilancio di una parte del patrimonio museale, con particolare riferimento al Castello di Donnafugata e al suo Parco.”
E da qui un diluvio di linguaggio forbito e tecnicamente appropriato, adeguato alle competenze vantate, e in buona parte indiscutibili, del manager.
“È necessario far sì che ogni azione museologica, museotecnica e museografica diventi cardine portante attorno al quale far ruotare Accoglienza, Conoscenza, Gradimento e Confort.” Espressioni a sensazione che lasciano il segno in una comunità che della cultura non fa, certo, il suo segno distintivo.
L’architetto, sempre agli amici, comunica che “inizierà a condividere, nel suo profilo facebook, come già fatto in tema di eventi culturali estivi, alcuni passi del progetto generale”.
Come incipit decide, al posto degli amministratori, della politica, che “che gli incassi del Castello di Donnafugata debbano rimanere per la manutenzione e gestione del bene.”
Questa è una storia che si porta vanti da tempo, però, nei primi 16 mesi dell’amministrazione Cassì, per il Castello sono state destinate somme molto superiori a quelle erogate nei 5 anni di amministrazione Piccitto.
Poi c’è la chicca, allucinante sotto certi aspetti, per passate esperienze del nostro Comune, in materia, della caffetteria “accanto ad un confortevole bookshop, con tavolini disposti nel cortile secondario, oltre a quella per chi invece vuole godere della bellezza del parco, dove potrà usufruire di un punto ristoro nel Coffe House (riprendendone l’antica funzione) con tavolini in stile disposti davanti al colonnato e attorno alla fontana dei Putti che saranno ricollocati”.

L’architetto non propone, progetta sì la sala didattica e la sala video, ma parla di orari che saranno ampliati, di come giungeranno i visitatori con mezzi pubblici, continuando ad avere agevolazioni sulla tariffa del biglietto insieme ad altri vantaggi.
Sarà l’ora di attivare il progressivo potenziamento delle aree del parco, ma non c’era bisogno di un manager esperto per scoprire l’ovvio su cui si deve intervenire al Castello.

Quando queste linee guida saranno esposte agli amministratori, prima di tutto, per verificarne i termini di fattibilità per le diverse competenze dei vari assessorati, resta un mistero, se saranno portate a conoscenza della componente consiliare è tutto da vedere, farebbe bene il Sindaco, nel contesto delle annunciate modifiche della compagine di Giunta e del contestuale, inevitabile, riordino delle deleghe , ferme restando le sue scelte in tema di esperti e collaboratori vari, a nominare un assessore alla cultura che possa esercitare un controllo su un settore assai complicato, dalle mille sfaccettature, dove non ci può essere un uomo solo al comando.
Peraltro, come da indicazioni che provengono da autorevoli pareri dell’attuale Ministro ai Beni Culturali, e come in effetti accade al Governo nazionale, cultura, beni culturali e turismo dovrebbero essere affidati nelle mani di un solo assessore, competente, vivace, intuitivo, ben visto e gradito da tutti, che usa i social per parlare con tutti e non solo con gli amici, e che soprattutto, nella vita, abbia prodotto risultati.
In ogni caso, egregio Signor Sindaco, basta con i ritardi, vediamo che anche l’EcoMuseo va avanti a marce ridotte, Lei ha bisogno di piloti esperti che la facciano arrivare a destinazione in tempi veloci, come quelli che ha sempre avuto in famiglia, al momento è nelle mani di autisti di piazza.

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