Dopo i 5 Stelle, anche il consigliere D’Asta esprime perplessità, questa volta gravi, sul bando “Sto a Ragusa”

Incentivare nuove attività economiche sull’asse che da piazza del Popolo arriva alla rotonda di via Roma, con
un contributo a fondo perduto per soggetti con determinati requisiti specificati nell’apposito bando di gara.
Questo l’obiettivo dell’iniziativa “Sorto a Ragusa”, nelle intenzioni della giunta Cassì.
Era stata l’assessore allo sviluppo economico, Giovanna Licitra, a illustrare i termini dell’iniziativa, davanti ad un folto gruppo di persone già interessate al bando e che, avevamo ritenuto prevedibile, potrebbero essere i primi a partecipare allo stesso.
Perplessità e delusione erano stati espressi dai consiglieri del gruppo 5 Stelle, anche loro avevano considerato inusuale la presenza, alla conferenza stampa, di un discreto pubblico di cittadini interessati all’iniziativa presentata, presenza che deponeva bene per un primo riscontro al bando in termini di partecipazione e la cui curiosità lasciava immaginare che tanto interesse poteva tramutarsi in posizioni di vertice nella graduatoria del bando stesso.
Fecero notare ancora i 5 Stelle come non ci fosse stato nemmeno un cenno sul bando di gara, come sarebbe stato opportuno, sulla composizione della commissione, che, si auspicava, possa comprendere rappresentanti delle organizzazioni datoriali, rappresentanti delle opposizioni e qualche esperto di settore, per ampie garanzie di trasparenza sulle procedure per la formazione delle graduatorie.

È oggi il consigliere del Partito Democratico, Mario D’Asta, a intervenire pesantemente sulla questione, esprimendo notevoli perplessità, soprattutto in ordine ai termini ristretti del bando per la presentazione delle domande di partecipazione.
Troppo pochi 15 giorni per iniziare o trasferire una attività, trovare locali, accedere al credito, preparare tutto il necessario, firmare un contratto con il proprietario dell’immobile. Più facile pensare ad una lauta mancia dell’amministrazione, scrive D’Asta in una nota pubblicata su alcuni giornali,
Il consigliere D’Asta continua poi mettendo in luce come non può perdersi questa opportunità. Di certo una opportunità che meriterebbe più soldi e che, dall’altra, rimane insufficiente rispetto alla mancanza di visione complessiva di centro storico.
Poi D’Asta solleva rilievi non da poco, assai delicati e, si può dire, compromettenti:
“L’idea di concorrere alle spese è sicuramente un’ idea positiva, ma credo che l’operazione vada gestita con la massima cura per dare la possibilità a tutti di giocare ad armi pari, perché è evidente che, per come impostato il bando, anche involontariamente, la notizia del bando è stata d’aiuto per alcuni operatori che hanno avuto tutto il tempo di attrezzarsi, penalizzando tutti gli altri, forse più bravi, ma meno avvezzi a frequentare i palazzi della politica dove purtroppo, occorre rimarcare, si sta di nuovo costruendo un clientelismo becero.
Cassì ci dimostri la buona fede e conceda un congruo termine di proroga per fare a tutti la possibilità di partecipare, ovvero anche solo di valutare questa operazione”.

In pratica, emerge sempre di più il sospetto, nato dalle strane presenze in conferenza stampa, confermato dai 5 Stelle e ora espresso senza mezzi termini da D’Asta, che qualcuno avvezzo a frequentare i palazzi della politica,” nei quali si starebbe costruendo un clientelismo becero”, possa essere avvantaggiato per il bando, se non altro per il fatto di averlo saputo prima.
Considerazioni assai gravi, che possono far nascere sospetti di altro tipo, non meno gravi di quelle dei 5 Stelle a proposito dell’affitto dei locali dell’Opera Pia e che potrebbero allargare il campo di indagine attualmente in essere al Comune di Ragusa, considerazioni che potrebbero essere inequivocabilmente interpretate, lasciando spazio a ipotesi di querele per la gravità dei sospetti avanzati.

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