Dopo i rilievi della Corte dei Conti, ancora difficoltà per i 5 Stelle per il blocco della Ragusa-Catania

In politica le valutazioni sono diverse, ma è indubbio che, nel particolare momento di crisi di consensi, dopo i milioni di voti persi alle europee, il Movimento 5 Stelle attraversa un momento di difficoltà, come valutano diversi esponenti politici.
A Ragusa, segnatamente, senza che ancora fosse affievolita la batosta della sconfitta alle comunali del 2018, i rilievi della Corte dei Conti, che hanno fatto emergere gravi irregolarità nei bilanci degli anni 2015 e 2016, oltre alle criticità, non meno importanti ai fini di un possibile danno erariale, per l’utilizzo delle royalties per destinazioni non conformi a quelle previste dalla legge, l’immagine dei 5 Stelle risulta gravemente compromessa.
A ciò, si aggiunga che le decisioni dei Ministri per le Infrastrutture, per il Sud e dello Sviluppo Economico, tutti del Movimento 5 Stelle, di bloccare l’iter della Ragusa-Catania per annullare il progetto di finanza e definire l’opera con fondi totalmente pubblici, ha significato un tradimento per quei territori che tanto avevano dato in termini di voti al Movimento, alle ultime regionali e alle nazionali.
Non a caso, in grave imbarazzo la deputazione dei collegi locali che non parla del destino dell’opera.
Come era prevedibile, totalmente inaffidabile l’assicurazione del Ministro Toninelli che aveva detto di chiarire la posizione del Ministero entro un mese dalla metà di aprile.
Nessuna nuova fino ad oggi, ed è prevedibile che non ci saranno sviluppi a breve e a medio termine.

Ma il territorio non sta con le mani in mano. Ieri due importanti incontri sulla vicenda Ragusa-Catania, dei quali dà notizia il sindaco di Ragusa, l’avv. Peppe Cassì, con una nota appositamente diramata.

“Sulla Ragusa-Catania ci siamo presi un impegno: continuare a farci sentire, a far capire che non ci si può semplicemente dimenticare di noi, come accaduto in questi anni.
Ieri si sono tenuti due incontri importanti.
Il primo, tra i sindaci dei Comuni interessati dall’opera e il legale a cui abbiamo affidato l’incarico di accedere agli atti ed entrare nell’iter procedimentale: la risposta del Governo è stata un diniego.
Non possiamo accettarlo, lo contesteremo e lo impugneremo.
Il secondo, tra i sindaci ed il presidente della Regione Musumeci, il vicepresidente Armao e l’assessore Falcone.
Abbiamo preso atto che non c’è stato alcuno sviluppo dopo l’informativa con cui il ministro Toninelli durante l’ultima riunione del CIPE dello scorso maggio aveva indicato come unica strada percorribile quella della acquisizione del progetto privato da parte dell’ANAS.
Anzi, secondo le informazioni in nostro possesso, le parti sarebbero ben lontane dal trovare una intesa.
Già domani, quando il ministro Toninelli sarà in Sicilia, chiederemo delucidazioni.
Allo stesso tempo, riprenderemo l’interlocuzione con il ministro che più si è speso, Barbara Lezzi.
Da parte sua la Regione conferma il proprio contributo per ridurre i futuri pedaggi e anzi si impegna a trasformare la delibera adottata in legge regionale.
Ci aspettiamo risposte concrete o saremo di nuovo pronti a manifestare: Regione, sindaci e tutte le espressioni politiche e produttive del territorio.
A Roma dovranno quantomeno abituarsi al fatto che Ragusa non resterà in silenzio”.

Sulla vicenda si inserisce anche la Federazione Provinciale del Partito Democratico che suggerisce di tornare al progetto di finanza. Questa la nota diramata:

Ragusa-Catania, dopo il blocco il grande silenzio: non è il caso di ritornare al project financing?
“Ancora una volta interveniamo per cercare di svegliare il governo dal grande sonno sulla Ragusa-Catania. Dopo l’incredibile pantomima che ha bloccato l’iter dell’importante opera, con la promessa di realizzarla con fondi totalmente pubblici, considerando la pessima congiuntura economica (checché ne dicano i tromboni della propaganda gialloverde) con il deficit oltre la soglia, non sarebbe il caso di rivalutare il project financing?”: così il segretario provinciale del Pd ibleo, Bartolo Giaquinta.
“Ritornare alla soluzione del partenariato pubblico-privato – aggiunge Giaquinta – appare come l’unica soluzione per realizzare l’opera in tempi ragionevoli.
La soluzione del governo è il silenzio e il decadimento della questione, nell’attesa di un finanziamento pubblico che non arriverà mai”.

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