Evacuata una palazzina costruita dallo IACP, 17 famiglie sfollate, 33 persone ospitate dal Comune in strutture ricettive. La Protezione Civile in prima linea

A rischio crollo una palazzina di sei piani, in via Soluto, stabile, a suo tempo, costruito dall’Istituto Autonomo Case Popolari. Dopo l’allarme lanciato da un inquilino per alcuni rumori sospetti, le autorità hanno imposto l’evacuazione dello stabile, con i comprensibili disagi per gli inquilini che, in fretta e furia, hanno dovuto lasciare lo stabile.
17 famiglie fuori di casa, 33 persone non hanno trovato sistemazione e fino al tardo pomeriggio sono stati ospitati al centro della Protezione Civile, in viale Colajanni, dove l’assessore al ramo, Giovanni iacono, ha coordinato le operazioni per trovare una immediata sistemazione presso strutture ricettive della città.
L’impegno delle autorità comunali è stato immediato, il Sindaco Cassì ha assicurato ogni intervento possibile per venire incontro agli sfortunati, indipendentemente se gli appartamenti sono di proprietà dello IACP o sono subentrati gli occupanti nel possesso.
Fuori dallo stabile, in serata, qualcuno parlava di un tecnico che era già stato incaricato di alcune verifiche sulla staticità dello stabile che, in ogni caso, presentava gravissime lesioni alle pareti e anche alle colonne portanti in cemento armato, ormai consumate dal tempo.
Non si sa se ci sono responsabilità da cercare nel ritardato intervento per riqualificare lo stabile e, appunto, non si conosce perfettamente il ruolo dell’Istituto Autonomo Case Popolari che, in ogni caso, pare, sia risultato del tutto latitante nella giornata e, soprattutto, come emerso da alcuni sussurri fra gli uomini della Protezione Civile, nelle operazioni di ricerca di una sistemazione per gli sfollati.
Che la situazione per gli stabili dello IACP non fosse ideale lo si sapeva da tempo, ma che si potesse arrivare allo sgombro di una intera palazzina perché inagibile era una ipotesi mai verificata.
Ora, come sempre avviene in questi casi, si griderà ai controlli sulle altre strutture dell’Istituto e si impone una operazione di verifica, soprattutto sulle strutture già compromesse, non solo nel capoluogo.
Forse, sarà tempo che i vertici regionali degli assessorati competenti, invece di dedicarsi solo alle passerelle, per autostrade, formaggi e ospedali, intervengano direttamente di persona, tra la gente, per venire incontro ad esigenze ormai improcrastinabili.
Questa storia del cemento che dopo cinquanta anni perde di solidità strutturale ormai dilaga, non solo per le infrastrutture ma anche per le abitazioni popolari e convenzionate, serve un piano gigantesco di controllo e di riqualificazione, che deve superare anche i limiti urbanistici, perché con la vita della gente non si può scherzare, e da noi, fra criticità sismiche e case fatte ‘avec la salive’ c’è da stare poco tranquilli.

Come abbiamo accennato, in una nota il Sindaco ha sottolineato come la Protezione civile comunale, la Polizia Municipale, i Servizi sociali ed i diversi settori tecnici dell’Ente sono stati in prima linea per l’evacuazione dello stabile, indipendentemente dalle competenze specifiche, anche per far sentire alle famiglie la vicinanza delle istituzioni che, comunque, sono chiamate a dare risposte concrete.
Nel confermare che tutti gli sfollati che non hanno trovato sistemazione presso parenti o amici saranno sistemati presso strutture ricettive, la nota specifica anche che un tecnico, recentemente incaricato dai proprietari dello stabile proprio per la manutenzione straordinaria dell’edificio, si è immediatamente attivato per gli interventi necessari.

Al momento di pubblicare questo articolo, alle ore 20.50, abbiamo ricevuto conferma dall’assessore alla Protezione Civile, Giovanni Iacono, che le 33 persone evacuate e in attesa di una sistemazione, fra cui un disabile in carrozzella e alcune persone anziane, hanno ricevuto la necessaria assistenza e saranno ulteriormente seguiti dalla Protezione Civile, soprattutto per accompagnarli, nella giornata di domani, se potrà essere loro consentito di accedere agli appartamenti per raccogliere generi di primissima necessità.
È già in atto un servizio di controllo agli ingressi dello stabile per evitare che qualcuno possa tentare di entrare negli appartamenti di proprietà, come pure per evitare possibili azioni di sciacallaggio con furti all’interno degli stessi

Ultimi Articoli