Fallimento del Donnafugata Resort: cosa può fare il Comune per la sorte dei lavoratori?

45 lavoratori, di cui 8 a tempo pieno e 37 a tempo parziale verticale, dipendenti della società che gestiva il Donnafugata Resort, attendono di comprendere quale sarà la loro sorte dopo il fallimento della stessa, decretato dal Tribunale nel maggio del 2018.
Una manna dal cielo per il consigliere Mario D’Asta che, naturalmente, coglie l’occasione per fare un comunicato e rivolgere appello all’attuale amministrazione per verificare le possibilità di intervento a favore dei lavoratori.
Ci si chiede perché non sia intervenuto al momento della dichiarazione di fallimento, ma soprattutto ci si chiede come possa intervenire il Comune, come del resto si chiede anche lui: sarebbe opportuno che queste segnalazioni da parte di consiglieri comunali, o di politici in genere, rivolte agli amministratori di turno, contenessero i suggerimenti e le proposte concrete sulla questione.
Peraltro, come sottolinea lo stesso consigliere D’Asta, entro il 10 gennaio saranno presentate eventuali offerte per l’affitto di azienda al fine di garantire la continuità dell’attività e la conservazione del valore economico della stessa, oltre che la funzionalità dei beni che la compongono durante il tempo necessario per giungere alla vendita. Secondo ciò che è stato stabilito dal Tribunale, al soggetto affittuario sarà imposto di mantenere inalterato il numero del personale dipendente.
Quindi una dolorosa vicenda della perdita del posto di lavoro, come ce ne sono tante in questo periodo di crisi, in tutti i settori,
D’Asta parla di struttura prestigiosa ma considerato che aveva solo 8 dipendenti a tempo pieno, viene da chiedersi dove stava il prestigio, viene solo da ringraziare il padre eterno perché a questa struttura prestigiosa qualche ‘illuminato’ assessore del passato voleva dare in gestione il Castello di Donnafugata, appunto per le garanzie di solidità che dava la società, operazioni sotterranee che diedero vita a contrasti interni alla compagine di giunta e che contribuirono anche, pare, alla defenestrazione di un assessore, nella disputa su chi si doveva occupare delle trattative.
Tanto lusso, notabili e aristocratici di mezzo, esclusività e somma riservatezza, un flop epocale, un ennesimo disastro per il nostro decimato territorio.

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