Finalmente c’è chi dà nome e cognome alle criticità della sanità iblea

La chiusura temporanea, per le emergenze notturne, della Chirurgia di Modica, nonostante le precisazioni della Direzione strategica dell’ASP e la soluzione tampone subito ritrovata, costituisce, comunque un caso della sanità iblea.
Una decisione che ha voluto tutelare l’utenza, ma non essendoci i chirurghi, non si vede cosa si è tutelato con la chiusura, resa inevitabile dalla mancanza di due medici su tre del reparto, uno venuto tragicamente a mancare e un altro sotto infortunio.
Solo strumentali le polemiche nei confronti della direzione dell’azienda, per una situazione di emergenza del tutto imprevedibile ma che trova le sue radici nella cronica carenza di personale del tutto ignorata dai vertici della sanità regionale.
Un reparto di chirurgia importante, che serve un ampio bacino territoriale non può stare con soli 5 medici, a nulla valgono i pianti dei politici locali che, molto prima delle emergenze, come pure dovrebbero fare i componenti della direzione strategica, avrebbero dovuto denunciare situazioni anomale per la sicurezza dell’utenza.
Sulla questione si inserisce il teatrino della politica, con l’on.le Nino Minardo che sollecita, prima, l’assessore regionale per dare soluzioni alle emergenze, esultando, il giorno dopo, per la soluzione che sarebbe scaturita dopo un suo colloquio con lo stesso assessore che avrebbe assicurato la firma di un ordine di servizio della direzione generale dell’ASP 7 di Ragusa, che avrebbe destinato al reparto dell’ospedale Maggiore, due unità mediche immediatamente operative.
Fra i comunicati di Minardo si inserisce quello del compagno di partito Ragusa che presenta la soluzione dell’emergenza come risultato di una intesa con il direttore generale dell’Asp, Angelo Aliquò, e con il direttore sanitario Raffaele Elia, dopo la quale è stato stabilito di reperire un medico all’ospedale di Ragusa e un medico all’ospedale di Vittoria, che hanno dato entrambi disponibilità, giudicata encomiabile e non usuale da Ragusa.
Sulla scena Minardo, Razza, Aliquò, Elia, Ragusa, non si è capito a chi assegnare il merito delle decisioni.
Resta solo la certezza delle dichiarazioni di Minardo che parla di palesi deficienze di organico dell’ospedale Maggiore di Modica e, più in generale, nell’intero comparto sanitario ibleo.

Per fortuna c’è anche chi dà un nome e cognome all’ennesimo declassamento dell’ospedale di Modica che identifica nella inefficienza e nella inadeguatezza dell’assessore regionale alla sanità, Ruggero Razza.

Il sindaco di Modica, Abbate, avrebbe dichiarato, come si legge sulla stampa, quanto segue:

“Una scelta, quella del Direttore Aliquò dettata dall’oggettiva emergenza nella quale si trova ad operare. La stessa emergenza che prima di lui si era trovato ad affrontare il suo predecessore.
Cambiano i Direttori dell’ASP ma rimane invariato il problema. Come rimane invariato l’Assessore. Evidente che ci sia una stretta relazione tra i due dati di fatto.
Parliamo della stessa persona che decide di chiudere l’Ospedale di Noto, senza curarsi prima di potenziare quello di Modica, dove gran parte dell’utenza netina si sta riversando.
La stessa persona che tiene bloccate le graduatorie da anni senza possibilità di attingervi per sopperire alla grave mancanza di personale medico e paramedico.
La stessa persona che non indice i concorsi per la nomina dei primari in tantissimi reparti attualmente scoperti.
La stessa persona che oggi annuncia un controllo per capire come sia stato possibile arrivare ad una chiusura notturna di chirurgia.
Ecco, prima di far chiarezza sulla vicenda, l’Assessore dovrebbe provare a fare chiarezza con se stesso.
La verità è che si sta facendo di tutto per tenere in serie B la sanità iblea e non riusciamo a capirne il motivo.
Auspico che il Presidente della Regione, che si era impegnato con tutti noi nel potenziare la sanità iblea con persone capaci, motivo per cui aveva avuto la fiducia di tutti noi al momento delle elezioni, oggi possa interrompere il suo silenzio su un territorio importante come quello ibleo prendendo in mano direttamente il problema, considerando anche l’ipotesi di una sostituzione immediata di chi oggi non riesce a gestire la situazione da lui stesso provocata”.

Una richiesta di sostituzione dell’assessore alla sanità chiara e definita, con tanto di motivazioni che la giustificherebbero, encomiabile per il coraggio di esternare i sentimenti diffusi di sfiducia per l’operato di un assessore che, per parlare solo della nostra provincia, ha denotato scarsa attenzione per questa e per tante altre emergenze.

Sull’esito dell’emergenza si inserisca anche l’on.le Stefania Campo, del Movimento 5 Stelle, che considera inevitabile la decisione del manager Aliquò per la chiusura notturna del reparto, un caso che sollecita di considerare, seriamente, il sottodimensionamento del personale medico nei reparti ospedalieri.
Una stoccata anche da parte di Stefania Campo per l’assessore regionale esortato a sbloccare i concorsi invece di inviare ispezioni e di favorire il rilascio dei nulla osta necessari per permettere la mobilità richiesta da alcuni professionisti catanesi, disponibili a venire a Modica.
A Modica, quella della Chirurgia non è la sola criticità, la Geriatria è passata da 18 a 10 posti letto, posti indispensabili per il bacino di utenza che il Maggiore copre, visto che anche Noto è stato smantellato.
Al Pronto Soccorso con un medico a turno, la gente è esausta e le file sono sempre più lunghe e preoccupanti; tra pochi giorni un altro medico andrà in pensione e non si sa come coprire i turni con un solo medico”.
Anche nel Movimento 5 Stelle teatrino delle dichiarazioni, con interventi del consigliere comunale Medica, del senatore Pisani e della on.le Lorefice che, ogni tanto, mostrano di esistere per i problemi del territorio ibleo, accennando solo alle competenze in materia di assunzioni che sarebbero solo del Ministro 5 Stelle alla Sanità, Grillo, mai visto da queste parti, conosciuta solo per aver perorato la causa di qualche primario.
Secondo i 5 Stelle, oggi, il governo regionale ha tutti gli strumenti per avviare concorsi e mettere in atto la mobilità. Vedremo.

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