Forse, è arrivato il tempo, per il palazzo Tumino, di conoscere la sua destinazione di utilizzo

Un immobile che, da sempre, ha fatto discutere: enorme, stretto fra le case di viale Ten. Lena e l’area dell’ex scalo merci dal quale resta separato dalla sopraelevata che da via Padre Anselmo arriva a piazza Gramsci, sembra incuneato, a forza nella sua stretta e lunga superficie.
Una realizzazione dell’imprenditore Santo Tumino, un illuminato costruttore che ha lasciato alla città realizzazioni di pregio, eleganti, funzionali, una è quella della sede della Banca Agricola Popolare, oppure il moderno villaggio residenziale di Punta di Mola.
Un immobile sul quale tanto si è discusso in una città prevenuta contro i costruttori, costruito in tempi nei quali era facile immaginare una vendita per uffici, pubblici o privati, per anni rimasto incompleto, in attesa di una scelta, di una vendita per un utilizzo definitivo.
Dopo anni di totale indifferenza, nel 2018 viene eletto sindaco della città l’avv. Peppe Cassì che, da subito mette nel mirino l’obiettivo di acquisire il palazzo.
L’esigenza nasce dall’accorpamento degli uffici giudiziari soppressi, della provincia, al Tribunale di Ragusa, il cui immobile diventa, di colpo, insufficiente per le esigenze della giustizia.
Ci sono già uffici decentrati nel palazzo ex Sip del ponte vecchio, altri vengono sistemati in piazza san Giovanni, al Palazzo INA che viene completamente svuotato degli uffici comunali, ma serve un immobile che possa riunire e accentrare tutto il Tribunale in una unica sede.
Unica possibilità, pronta per l’utilizzo, previo opportuno adeguamento interno, è il palazzo Tumino, ipotesi già vagliata dal precedente sindaco ing. Piccitto.
Cassì è decisamente intenzionato a realizzare questa ipotesi, manifesta le sue idee subito dopo l’insediamento, in occasione dell’incontro con la città di fine dicembre 2018, parla dell’acquisizione dell’area dell’ex scalo merci e della possibile acquisizione di palazzo Tumino, come di una idea concreta per il futuro della città.
Porta a conoscenza dei concittadini che per il Palazzo Tumino sono stati avviati proficui contatti con la proprietà, attraverso una lettera di intenti, il Sindaco vede nei 12.000 mq dei sei piani fuori terra e negli 8.000 mq dei tre piani interrati, la sede di Tribunale, di Uffici Giudiziari, di Agenzia del Territorio, di Guardia di Finanza, un progetto che porterebbe in centro, durante tutto il giorno, centinaia di lavoratori e di professionisti.
Accanto, l’area di 14.000 mq dell’ex scalo merci, con potenzialità tutte da scoprire, nella quale, da pochi giorni sono iniziati i lavori di dismissione dei binari.
Una idea, quella di Cassì, che, da sola, ha contribuito a rivalutare ancora di più la figura del nuovo Sindaco di Ragusa, anche agli occhi degli avversari politici e di chi non aveva condiviso il suo programma e non lo aveva votato.
Una idea concreta, quasi un uovo di colombo, per il futuro della città, soluzione per il Tribunale da allocare in sede idonea e unica, ma anche soluzione per il centro storico, un tratto di congiunzione dall’area dell’ex scalo merci al vecchio centro storico, passando per piazza Libertà, l’area del City e la Vallata santa Domenica, attraverso il Ponte nuovo realizzato nella sua funzione e via per dirigersi a Ibla.
Una visione ampia, funzionale, che riesce a compendiare esigenze diverse sfruttando l’enorme patrimonio che possiede la città ma del quale pochi hanno saputo apprezzare le potenzialità.
Alle sue intuizioni, Cassì aggiunge il coraggio di una scelta che non vuole imporre ma considera impossibile da non accettare.
Questi obiettivi sono stati, per mesi, il suo chiodo fisso, la scelta indovinata è quella di essersi mosso autonomamente, non ha trovato in mezzo ai piedi esperti, consulenti e studiosi collaboratori che hanno complicato e rallentato il cammino come per altre importanti iniziative dell’amministrazione.
Se ha condiviso l’idea con qualcuno, questo è stato un competente che ha capito e apprezzato il progetto lavorando per la sua attuazione senza interessi particolari e particolaristici.

La trattativa deve essere arrivata a un buon esito, se il Sindaco Cassì ha sentito l’esigenza di comunicare alla città lo stato dell’arte dell’idea progettuale. Lo ha fatto con un post sulla sua pagina facebook che riportiamo integralmente:

Mesi fa abbiamo lanciato l’idea di acquisire Palazzo Tumino, questo enorme immobile mai utilizzato tra piazza Libertà, viale del Fante e piazza Gramsci.
Ne è seguita una trattativa complessa, che ha coinvolto varie istituzioni cittadine e che è ora a un punto di svolta.
L’obiettivo principale è di accorpare lì tutti gli uffici giudiziari, al momento sparsi per la città, insieme ad altri uffici e siti di interesse; in un’ottica di riqualificazione e rilancio di quella vasta area del centro che lambisce anche l’ex Scalo Merci e la Stazione, luoghi già al centro delle nostre attenzioni.
Dal punto di vista economico l’operazione dovrà autosostenersi: l’investimento genererà canoni di locazione con cui pagare le rate del finanziamento necessario.
Ancora alcuni passaggi burocratici sono necessari, ma confermo la nostra assoluta determinazione a concludere l’operazione in tempi congrui e ritengo quindi opportuno darne informazione ai cittadini.

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