Fratelli d’Italia di Ragusa antesignana della rottura con la coalizione di centrodestra

I fatti delle ultime ore, a Roma, per la formazione del governo, sanciscono l’inizio della fine della coalizione di centrodestra. In pratica, pur fra mille difficoltà, i grillini, una volta riusciti a fare un governo con al Lega, di fatto, hanno provocato la rottura dell’alleanza.
Si continua a dire che per Forza Italia si tratterà di una astensione benevola o di critica benevola, si afferma che la coalizione non si rompe, perché ci sono in vista appuntamenti elettorali importanti, ma è innegabile che tutto non sarà come prima, a cominciare dall’avvicinarsi a Salvini di azzurri come Paolo Romani o Giovanni Toti, e di altri notabili azzurri che serviranno a Salvini, in caso di elezioni anticipate, per il loro bacino di voti, necessario per tallonare i grillini
Berlusconi continua a pensare più alle aziende di famiglia che agli interessi nazionali, non ha altre alternative perché, da quello che risulta dai sondaggi, se si va a votare, Forza Italia prenderà l’ennesima sberla, avviata sulla strada dell’estinzione come partito.
Il dato pone una riflessione che acclara la fine della coalizione, perché senza Forza Italia il potere contrattuale di Salvini è comunque limitato se da solo non raggiunge, almeno, il 25 % dei voti, numero che lo renderebbe sempre subalterno ai grillini che, al netto delle vicende per il governo e con un possibile nuovo leader, sono in tremenda ascesa nel paese.
Salvini non potrebbe più vantare una percentuale, come coalizione, superiore al 35 %, non potrebbe asserire di essere il vincitore delle elezioni.
In questo scenario si inserisce la decisione di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, di stare all’opposizione, scelta che, se confermata, costituirebbe la vera spaccatura della coalizione.
Al riguardo impossibile non ricordare come Fratelli d’Italia di Ragusa, supportata dai vertici regionali, abbia precorso i tempi, rompendo la coalizione per le amministrative cittadine.
Sin dalla prima ora, il partito della Meloni aveva cercato la candidatura della società civile, aveva ‘allevato’ la candidatura Cassì, ‘adottandola’, alla fine, in barba alle trattative in corso nel centro destra e affiancandosi ai movimenti civici e della società civile che la sostenevano.
Oggi, dopo i due appelli del coordinatore regionale di Forza Italia per l’unità attorno al candidato di Forza Italia, Fratelli d’Italia è fra le componenti che non hanno risposto.
In silenzio la corrente di Orazio Ragusa, che non potrà essere convincente nel ravvedimento anche in caso di allineamento al partito, e, in ogni caso, non potrà garantire l’allineamento dei suoi uomini del capoluogo che fanno capo a Ciccio Barone-
Parimenti, ancora in totale silenzio l’alleato siciliano del centro destra, #diventerà Bellissima del Presidente Musumeci e dell’on.le Assenza, che non hanno ancora aderito all’appello di Miccichè, manifestando l’appoggio al candidato prescelto.
A questo punto, a Roma come a Ragusa, si va in ordine sparso e occasionali alleanze o convergenze sono solo per opportunità del momento.
Situazione che rende sempre più incerte le elezioni comunali di Ragusa, con l’area moderata di centro destra sparpagliata su tre candidati, con un candidato di Forza Italia che non ha nemmeno il consenso pieno del partito e le componenti di destra orientate sul candidato della società civile.
Uno scenario che può confondere l’elettore che si dovrò affidare alla credibilità politica dei singoli candidati per riuscire a raccapezzarsi sulle diverse proposte.
Innegabile che gli sviluppi della situazione nazionale potranno influire sul risultato delle nostre comunali, in termini di affidabilità e autorevolezza dei partiti e delle singole posizioni dei leader.

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