E di fronte alla Prefettura nessuno osò più parlare di videosorveglianza

Seduta della Commissione Affari Generali, la prima presieduta da Manuela Nicita con argomento all’OdG : i componenti di opposizione sono ringalluzziti, anche se Morando era dalla loro parte nel lamentare lo scarso funzionamento delle commissioni.
Gli argomenti non mancano alle opposizioni, subito videosorveglianza e sicurezza, un argomento che fa presa sulla gente oppressa da furti e danneggiamenti.
E, in effetti, un sistema efficace di videosorveglianza sarebbe un buon deterrente, ma coprire tutto il territorio è pressoché impossibile.
Presente alla seduta il Capitano della Polizia Municipale, Umberto Ravallese, da poco nominato Responsabile della Gestione dei Dati prelevati dal sistema di videosorveglianza cittadino.
Introducono l’argomento Mirabella, la Marinio e Chiavola che fanno trapelare lo scontento per una amministrazione che anche per la videosorveglianza avrebbe poca attenzione, tanto da non partecipare alla seduta.
Il copione, giusto o sbagliato, è sempre lo stesso, fino alla fine, si chiede allora quale è lo stato dell’arte di tutto il sistema.
Il Capitano Ravallese, del quale gli stessi consiglieri hanno esaltato la professionalità, l’attenzione alle istanze dei consiglieri e la sperimentata precisione nelle risposte, smonta sul nascere le pretese dei consiglieri che, anche legittimamente, vorrebbero una telecamera ad ogni angolo, alla luce degli episodi che dilagano in città, dalla rissa all’episodio di bullismo, dal furto ai danneggiamenti.

Perché la videosorveglianza è sottoposta, in ogni caso, all’approvazione della Prefettura che valuta ogni richiesta che perviene, non solo dalla città, dai cittadini, eventualmente dai consiglieri comunali, ma soprattutto dalle Forze dell’Ordine, le cui richieste, come è ampiamente comprensibile, si basano su precise e professionali valutazion,i per esigenze di sicurezza e ordine pubblico.
La pianificazione dell’installazione di nuovi impianti è inserita nel contesto del Patto Ragusa Sicura, la Prefettura valuta le diverse istanze e decide, il Comune è chiamato a sostenere le spese, che non sono solo quelle dell’acquisto delle telecamere, ma comportano assistenza, manutenzione, server e custodia dei dati, oltre alla centrale operativa che, di recente, è stata oggetto di una apposita delibera per il suo rinnovo.
La visione data dalla telecamera è disponibile per tutte le Forze dell’Ordine, mentre le registrazioni sono in carico alla centrale operativa.
I chiarimenti sulla materia, del Capitano Ravallese, hanno ridimensionato la portata delle richieste dei consiglieri che, in effetti, hanno mostrato delle perplessità in ordine a meccanismi di cui non avevano contezza.
Più volte, in Consiglio Comunale sono state lanciate istanze di nuove installazioni, spesso l’amministrazione è stata accusata di sottovalutare i problemi della sicurezza, ma tutto deve passare, oggi, dalla Prefettura, peraltro con tempi che, secondo quanto è emerso, prevedono solo due o tre riunioni all’anno.
Non è semplice come si pensa, non si può agire indipendentemente, c’è tutta una trafila che impone tempi lunghi, sempre condizionati alle disponibilità economiche dell’ente e alle somme dedicate in bilancio.

I consiglieri, sempre pronti a contestare ogni minima carenza dell’amministrazione, non osano ribellarsi a questo tipo di sistema, non chiedono nemmeno il perché le Forze dell’Ordine sollecitano installazioni, per motivi di sicurezza, e deve pagare il Comune, se la giunta o il consiglio comunale vuole installare delle telecamere deve sottostare non solo all’autorizzazione della Prefettura ma anche ai tempi lunghi dell’iter necessario.
Nulla da eccepire se queste sono le normative, ma il Consigliere comunale nemmeno chiede il perché di una prassi che sembra, quantomeno, vessatoria per l’ente

Si rileva che dalle prime 12 telecamere si è passati alle 90 di quando il sistema sarà a regime, dopo le ultime autorizzazioni che si attendono dalla Prefettura, questo solo nel corso dell’amministrazione Piccitto, dal 2014, una amministrazione che, dunque, si è impegnata in tema di sicurezza, anche se le telecamere, in relazione alle aspettative, come deterrente, sono sempre poche.

I programmi di installazione più corposi sono quelli, afferenti sempre al Patto per Ragusa Sicura, di 32 telecamere esterne per le scuole, riferibili ad interventi decisi nel 2016 e il piano di controllo degli ingressi di Marina di Ragusa, voluto dalla Prefettura su precisa istanza delle Forze dell’Ordine.
Strano che nessuno dei consiglieri non eccepisca come un piano del 2016, per le telecamere nelle scuole, debba ancora essere definito: se il ritardo fosse addebitabile all’amministrazione Piccitto, chissà quante critiche, lamentele e richieste di dimissioni
Il Capitano della Polizia Locale ha anche evidenziato come sul bilancio generale influiscano le spese di manutenzione che si rendono necessarie per la vetustà di alcuni impianti, oltre all’esigenza di approfittare delle ultime tecnologie, naturalmente più costose, che permettono la visione notturna e la lettura delle targhe, con possibile verifica della copertura assicurativa e della revisione.
È stato anche evidenziato come un programma di intervento per obiettivi sensibili è stato dirottato, nel 2015, al servizio degli stabili del Tribunale, su specifica richiesta.
Non solo il centro storico ha una buona copertura di controllo, anche la contrada di San Giacomo è stata oggetto di una particolare pianificazione, e continua ad esserlo.
In pratica è venuto fuori che il Comune ha risposto puntualmente alle istanze, i problemi vengono dai tempi lunghi di autorizzazione della Prefettura, ci sono telecamere acquistate che attendono solo il via per essere installate.
Per l’anno 2017-2018, i fondi previsti, a disposizione, circa 40.000 euro, sono impegnati, come spesso accade, i consiglieri comunali avanzano istanze ma dimenticano di prevedere, in sede di approvazione di bilancio, quanto meno, le proposte opportune finalizzate ai bisogni esposti.
I consiglieri, ordinariamente mal disposti verso l’amministrazione, hanno capito come funzionano le cose, qualcuno ha chiesto di avere un filo diretto con la Prefettura, con chi si occupa della problematica, ma appare assai difficile che l’Ente di Governo del Territorio possa avere due interlocuzioni oltre quella istituzionale, una condizione che, forse, allungherebbe, ulteriormente i tempi.
Una attività complessa, quella della videosorveglianza, che va programmata con molto anticipo e per la quale, soprattutto, vanno stanziate somme adeguate.
La seduta si è conclusa senza che nessuno abbia chiesto un aggiornamento per ulteriori chiarimenti sulla problematica.

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